David Amess, chi è l'assassino Ali Harbi Ali. Scotland Yard: «Terrorismo islamico»

Sabato 16 Ottobre 2021
David Amess, chi è l'assassino Ali Harbi Ali. Scotland Yard: «Terrorismo islamico»

Si chiama Ali Harbi Ali il 25enne britannico di origini somale arrestato ieri per l'uccisione del deputato conservatore David Amess, accoltellato a morte nell'Essex. Lo ha reso noto stasera la polizia dopo la convalida del fermo da parte di un giudice, che ha autorizzato il prolungamento della custodia cautelare del giovane per violazione della legge sul terrorismo (Terrorism Act) almeno fino al 22 ottobre.

 

 

Chi è l'assassino di David Amess

Fonti investigative citate dalla Bbc hanno confermato che Ali era stato segnalato qualche anno fa alle autorità dell'anti terrorismo nell'ambito del programma di prevenzione denominato Prevent: istituito per segnalare persone individuate come a rischio di potenziale «radicalizzazione» da insegnanti, personale sanitario, familiari o semplici testimoni. La segnalazione comporta l'inserimento degli interessati in programmi di de-radicalizzazione su base volontaria. Programmi che Ali avrebbe seguito solo per breve tempo, senza peraltro essere mai toccato in seguito da sospetti di violazione della legge né arrivare a essere inserito nella lista di sorveglianza dei cosiddetti «soggetti d'interesse» ritenuti potenzialmente violenti dall'MI5, i servizi di sicurezza interni di Sua Maestà.

 

 

 

 

Terrorismo jihadista

Terrorismo fai-da-te di matrice jihadista. È questa la pista seguita ormai ufficialmente dagli investigatori britannici dietro la brutale uccisione di sir David Amess: deputato Tory di lunga militanza accoltellato a morte da un 25enne cittadino del Regno Unito d'origini somale a Leigh-on-Sea (Essex, Inghilterra del sud) durante un tradizionale incontro aperto con gli elettori del suo collegio ospitato nei locali d'una chiesa metodista. L'attacco ha gettato nello sconcerto un intero Paese. E ha lasciato sotto shock la comunità di Leigh-on-Sea, tranquilla cittadina di 22.000 abitanti adagiata a nord dell'estuario del Tamigi, di fronte alle coste del Belgio e a non più di un'ora di treno da Londra, che nel 2018 era stata indicata da un sondaggio del portale immobiliare Rightmove come località residenziale ideale dell'isola.

 

La condanna della democrazia britannica

La risposta della democrazia britannica si è mostrata comunque compatta e unitaria, nella condanna della violenza come nell'omaggio al 69enne parlamentare ucciso: simboleggiata dalla visita congiunta compiuta oggi dal premier Boris Johnson e dal leader dell'opposizione laburista Keir Starmer sul luogo dell'agguato, fianco a fianco nella deposizione silenziosa di due mazzi di fiori bianchi. Alle loro spalle, la ministra dell'Interno Tory, Priti Patel, e il presidente laburista della Camera dei Comuni, Lyndsay Hoyle. Un gesto identico a quello fatto nel 2016 dagli allora primo ministro conservatore e numero uno del Labour, David Cameron e Jeremy Corbyn, quando a cadere sotto i colpi di un terrorista - in quel caso un estremista di destra - fu nello Yorkshire una deputata d'opposizione, Jo Cox, assassinata nel pieno della lacerante campagna referendaria sulla Brexit. Intanto l'indagine sulla morte di Amess è passata sotto il controllo dell'antiterrorismo nazionale di Scotland Yard, in collaborazione con i detective locali della Essex Police.

 

La matrice del terrorismo islamico

Ed è stato proprio un comunicato di Scotland Yard a rompere il riserbo sul movente del presunto killer: «Le prime investigazioni - vi si legge - hanno rivelato una potenziale matrice legata all'estremismo islamico» nei confronti di un deputato noto fra l'altro per aver sostenuto negli anni, al Parlamento di Westminster, la causa del sostegno a gruppi dell'opposizione iraniana o il consolidamento dei legami di amicizia fra Gran Bretagna e Israele. Per ora i dettagli sull'inchiesta sono scarni. Si sa che le ricerche sono state estese fino a Londra, dove sono state perquisite due case come confermato dal sindaco della capitale, Sadiq Khan. Mentre il Guardian riferisce che il sospettato possa essere sfuggito ancora una volta, come già capitato per altri 'lupi solitarì che negli anni scorsi hanno colpito ripetutamente a Londra e altrove con armi da taglio, al radar del sistema di controlli: dopo essere stato segnalato a quanto pare alla rete di prevenzione dei casi di «radicalizzazione» denominata Prevent. Sia come sia, la ministra Patel ha assicurato che i parlamentari, al pari degli altri cittadini del Regno, «non si faranno intimidire» da chicchessia e non interromperanno certo la consuetudine degli incontri con gli elettori. Anche se la vicenda di Amess, dopo quella di Jo Cox e di altri solleva interrogativi e ha già indotto il dicastero dell'Interno come i comandi delle forze di polizia a rivolgersi ai deputati per una revisione dei protocolli sull loro sicurezza in pubblico; cosa cui non pochi eletti si rifiutano di sottostare nel nome del rispetto delle tradizioni 'british' di accessibilità al rapporto diretto con i cittadini nei collegi. La stessa Patel non ha mancato d'altronde di esaltare da Leigh la memoria di Amess - rispettato da colleghi e avversari nei suoi 38 anni di vita parlamentare per «la gentilezza, il buonsenso», la disponibilità a battaglie bipartisan su temi tipo i diritti dei disabili o la tutela degli animali, oltre che per la coerenza dei principi su dossier più divisivi quali il sostegno alla Brexit o la difesa da cattolico osservante della dottrina della Chiesa di Roma su aborto e matrimoni omosessuali - come quella di «un uomo del popolo». Legato in primis ai bisogni della gente di quel territorio d'elezione laddove infine ha incontrato l'odio solitario di un accoltellatore e la morte.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA