I vaccini hanno pregi e difetti. Ma sono l'arma più efficace di cui (per ora) disponiamo contro il virus

Sabato 27 Novembre 2021
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Egregio direttore,
senza rinfocolare le polemiche tra vax e no vax mi piacerebbe che mi spiegasse alcune cose che non riesco a capire. È indubbio che è in atto una recrudescenza dei contagi, per fortuna i ricoveri sono molto contenuti.
Rispetto all'anno scorso però è stato vaccinato circa l'85% della popolazione. Si stima che i non vaccinati, esclusi i minori di 12 anni e gli esentati, siano tra i due e i tre milioni, fonti del governo, quanto meno numeri citati dalle trasmissioni Tv. Tutti i non vaccinati che lavorano sono tamponati ogni 48 ore, quindi in linea di massima, non dovrebbe essere questo esiguo numero di persone, peraltro costantemente controllate, la maggior fonte di diffusione, eppure la colpa dell'aumento dei contagi viene addebitata a loro, prefigurando lockdown esclusivamente a carico di questa categoria. A questo punto, da non vaccinato, io auspico questo lockdown selettivo in quanto non riesco a credere a ciò che viene raccontato dai media.


Claudio Scandola


Caro lettore,
su virus e vaccini ho maturato alcune convinzioni. Non ho la pretesa di ritenere che rappresentino la verità, ma credo sia legittimo esporle ed argomentarle, consapevole dei limiti che possono avere e anche degli errori di valutazione che sono stati commessi dalle autorità sanitarie e dal mondo scientifico. I vaccini non sono l'unica arma che abbiamo contro il Covid (ci sono ad esempio le terapie monoclonali per chi è stato contagiato da pochi giorni), ma sono sicuramente lo strumento più efficace per difenderci dal contagio e, soprattutto, contrastare su larga scala le forme più gravi della malattia e ridurre il numero di morti. Basta osservare il rapporto che c'è tra mortalità e la diffusione dei vaccini: i paesi dove il tasso di vaccinazione è più elevato sono anche quelli in cui il tasso di mortalità è più basso. Anche i vaccini hanno ovviamente dei limiti. Il primo riguarda la loro durata: si riteneva che la loro efficacia potesse valere per almeno 6-9 mesi, oggi sappiamo che è inferiore e che probabilmente già dopo 4-5 mesi si riduce sensibilmente la loro capacità di ostacolare il virus. Da qui l'esigenza di anticipare la terza dose. Il secondo limite e' che il vaccino induce in molti a cui è stato somministrato un senso di sicurezza che talvolta fa abbassare il livello di attenzione e fa sottovalutare alcune norme di precauzione, prima fra tutte l'uso della mascherina e il distanziamento, con evidenti conseguenze. Perché se oggi i contagi sono in aumento è anche per questo, non solo per i non vaccinati che sono comunque i più esposti al contagio e i più inclini a contagiare gli altri essendo meno protetti. Il super green pass però non è una punizione per chi non si è vaccinato, ma un riconoscimento a chi lo ha fatto, assumendosi le proprie responsabilità nei confronti di se stesso e degli altri. Stiamo combattendo un nemico insidioso, lo facciamo con le armi che abbiamo a disposizione e che stiamo affinando strada facendo. Le guerre di religione non portano a nulla. Servono forse solo a soddisfare l'ego di qualcuno ritrovatosi improvvisamente protagonista. Senza meriti, se non quello di solleticare le paure e i dubbi di una parte della popolazione.

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