Ci sono già le leggi per punire i leoni da tastiera. Basterebbe usarle per rendere più puliti i social

Venerdì 17 Maggio 2019
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Egregio direttore,
gli studiosi di comunicazione non smettono di ripeterci che nessun mezzo di comunicazione è, in sé, un bene o un male. Tutto dipende dall'uso che se ne fa. Comuni cittadini e relativi rappresentanti. Purtroppo i social network e la palestra di disintermediazione (ovvero la possibilità di parlare direttamente a tutti senza filtri di sorta) che sono diventati stanno dando un'immagine sempre più devastante dello stato delle relazioni interpersonali. Mentre l'art. 21 della Costituzione disciplina in maniera dettagliata le modalità di intervento dell'autorità giudiziaria nel caso in cui i responsabili di organi di stampa vìolino, nei contenuti diffusi, norme di legge, nulla di simile è previsto per i social network, su cui da anni tutti coloro che vi accedono hanno modo di constatare come vengano diffuse notizie che incitano, almeno indirettamente, all'odio contro stranieri, minoranze, esponenti politici e spesso addirittura notizie false. Ogni decisione è rimessa all'autoregolamentazione che ciascun gestore di social network si dà. A tutela di tutti non sarebbe opportuno adottare anche nel nostro Paese norme di legge mirate a reprimere i nuovi reati e abusi che possono essere commessi da utenti e fruitori dei social network?


Giuseppe Barbanti

Caro lettore,
la sua è una fotografia perfetta della situazione. I ruggiti dei leoni delle tastiere dominano ormai i social network: insulti, attacchi scomposti, notizie false ed inventate di sana pianta popolano ogni giorno Internet. In un crescendo inarrestabile. Come difendersi e come difendere una società che sembra avviata a convivere con queste forme di all'abbrutimento virale? In molti, come lei, invocano norme e leggi. Ma fissare limiti e confini a una realtà sconfinata come l'etere, rischia di ottenere gli stessi risultati della donchisciottesca battaglia contro i mulini a vento. O di trasformarsi in una forma più o meno velata di censura. Dobbiamo dunque arrenderci a questa devastante deriva? Confesso che non lo so. Certamente mi sembra impossibile, data la vastità del fenomeno e la quantità di dati, commenti, informazioni che vengono immessi e diffusi ogni secondo nei social network, immaginare una sorta di polizia dell'etere. Troppo complesso. Forse dovremmo cominciare a punire con maggiore severità qualche leone da tastiera. Per questo le leggi che ci sono bastano e avanzano. Non servono nuove norme né nuovi codici. Chi diffama e diffonde false notizie per danneggiare qualcuno compie un reato. Cominciamo a punirlo come merita, senza accontentaci delle comode scuse ex post o della cancellazione dei post incriminati. Forse qualcuno imparerà a pensare prima di digitare quello che gli passa per la testa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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