L'occupazione si migliora puntando e investendo sul lavoro non distribuendo sussidi a pioggia

PER APPROFONDIRE: lavoro, occupazione, sussidi
Caro direttore,
ho letto sull'edizione di ieri la lettera sugli occupati in crescita. Se mi permette non sono d'accordo né con il lettore né con Lei. Gli occupati nel 1977 (circa 23 milioni) che si dice pari agli attuali, non tengono conto dello sviluppo tecnologico dal 1977 ad oggi che ha causato una certa espulsione di soggetti dal ciclo lavorativo a causa delle innovazioni produttive. Inoltre noi parliamo sempre di dati ufficiali cioè forza lavoro in regola ma non si tiene conto che a seguito di prepensionamenti dal 1977 ad oggi in virtù di leggi molto favorevoli sono stati collocati migliaia di lavoratori in pensione che però data l'età apparentemente giovane occupano magari in nero posti di lavoro che dovrebbero andare alle nuove generazioni. Infine, bisogna tenere presente il fatto della delocalizzazione cioè trasferimento in altri paesi più vantaggiosi di molte attività produttive, quindi un calo naturale sul fronte occupazionale. Quindi aver anche mantenuto un rapporto occupazionale tra 1977 ed oggi positivo non mi sembra cosa da poco. Vedremo chi vincerà le elezioni cosa proporrà: si parla di redditi di cittadinanza, aumenti delle pensioni ed altro, tutte formule che non creano a mio avviso posti di lavoro. Se ad un giovane anziché offrire del lavoro si dà un sussidio di 600/700 euro mensili, è invogliato a lavorare quando ne percepirebbe circa 1.000-1.200 in base alla media salariale attuale?


Giuliano R.

Caro lettore,
il problema non è cosa farà chi vincerà le elezioni, ma l'uso corretto e non strumentale dei numeri e delle statistiche. Come ho scritto aver superato quota 23 milioni di occupati è un dato positivo e incoraggiante. Ma questa cifra non è paragonabile al dato del 1977 perché allora la popolazione italiana era di quasi 5 milioni inferiore rispetto a quella attuale. La tecnologia, la delocalizzazione all'estero di attività produttive e il lavoro nero sono fenomeni reali ma non hanno una relazione diretta con i numeri analizzati: non stiamo discutendo le ragioni che hanno provocato la riduzione degli occupati nel corso degli anni, ma confrontando dati a 40 anni di distanza. E quei dati dicono che nel 1977 il tasso di disoccupazione era del 6,5%, oggi invece è superiore all'11%. Quindi, dal punto di vista dei livelli occupazionali siamo ben lontani dai livelli di 40 anni fa. Non è una critica al governo, è un dato di fatto. Da cui partire per definire le politiche future. Che dovrebbero incentivare la creazione di lavoro e migliorarne la qualità (anche dal punto di vista retributivo), non dispensare sussidi che, seppur etichettati diversamente, altro non sono che una riedizione di vecchie politiche assistenziali. Dannose per tutti. Alla lunga, anche per chi li riceve.
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Sabato 13 Gennaio 2018, 13:51






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5 di 12 commenti presenti
2018-01-14 12:37:45
Nel 1977 solo quelli della nostra età sanno come era il tenore di vita di allora e come erano le vere condizioni di lavoro, da allora tutto è cambiato anche le statistiche per quanto esatte non potranno rappresentare la realtà in modo capillare, sono dei numeri che ci indicano, grosso modo la rotta imboccata. Quello che non spiegano, le statistiche è il lento ma progressivo cambio di valori che stanno coinvolgendo tutto il mondo del lavoro, un tempo si lottava perchè il lavoro era considerato un diritto, oggi , nel bene e nel male, tale concetto si sta modificando, considerando il lavoro prima di tutto un dovere. Come la formula del matrimonio , i coniugi hanno il dovere di lavorare per mantenere i figli e costruirsi una casa, e secondo me è in questa chiave di lettura che dovremo considerare le future politiche del lavoro, senza cercare facili soluzioni da un impoverito e addirittura indebitatissimo stato.
2018-01-14 08:06:39
Un lavoratore nel 77 costava molto meno di oggi e rendeva molto di più. Allora si era ancora al medioevo ed ogni paragone è improponibile. Il lavoratore aveva più doveri che diritti (forse oggi è il contrario). La spesa sociale era molto più bassa: sanità, scuola, pensioni, servizi sociali. E molto più basso era anche il conto in banca. Chi assumeva allora andava sul sicuro al 99 per cento, oggi è meglio conoscere chi ti porti in azienda: se un collaboratore fedele o un guastatore, uno che risolve problemi o uno che li crea. Anche giocando a calcetto si ha modo di conoscere le persone. Poletti santo subito e Ministro a vita, massacrato per aver detto la verità.
2018-01-14 06:59:13
Esempio interessante.Una scuola professionale del Trentino , ha concluso il primo ciclo biennale per diploma in manutentore e costruttore di muretti a secco in pietrame,non lo sbrigativo muro di pietre cementate o di cemento armato.In Italia ci sono 300 mila chilometri sparsi in localita' varie ( dalle 5 terre a colline con vigneti)che necessitano di manutenzione terrazzamenti, parte ormai del paesaggio.Basta ordinare e pagare. Il numero chiuso per corsi di alta sartoria e pelletteria ha segnato il raggiungimento in pochi giorni nel distretto Fiorentino. Sarebbe anche ora che aziende estero trasferite tornassero in Italia, ad occupare immensi capannoni che hanno tolto terreno ad coltivazioni di pregio. I loro prodotti , esempio calze o biancheria intima hanno lo stesso marchio , ma si sbregano come niente , pizzicano la pelle e hanno vistosi difetti che emergono appena si apre la confesione e si indossano , come altri capi e calzature.Idem per elettrodomestici . Con adeguato addestramento o aggiornamento ,i posti salterebbero fuori.Certo che se lavorando 8 ore lo stipendio e' 1200 e facendo nulla e' 1000, la scelta pende verso la seconda possibilita' , magari non si spendono i 200 di carburante assicurazione auto , tasse automobilistiche , multe, poi si arrotonda.
2018-01-13 23:04:44
Fa piacere apprendere che su questo Quotidiano ci siano dei Lettori che esprimono delle opinioni sul Reddito di Cittadinanza, una proposta che il M5S, dopo un attento e ponderato studio e approfondimento, ha presentato in Parlamento ancora nel 2013. Penso sia giusto far presente che interventi analoghi sono già presenti in quasi tutti gli Stati dell’Unione Europea. Inoltre va sottolineato che una soluzione simile, chiamata “Reddito Minimo Garantito” è stata presentata anche dal Prof. Tito Boeri, noto e competente Economista italiano, attuale Presidente dell’Inps. Coloro che fossero interessati a conoscere nei dettagli il Reddito di Cittadinanza, che considero interessante e positivo per il nostro Paese, anche in vista delle imminenti elezioni politiche, può consultare il Blog del Sig. Beppe Grillo.
2018-01-14 11:20:42
L'italia, patria del lavoro nero, vedrebbe , duque, secondo la sua illuminata tesi, i lavoratori in nero ( domiciliati dappertutto ma prevalentemente nel sud del suo candidato ) percepire il reddito di cittadinanza continuando a lavorare in nero. Bravi, bella idea