I giovani non gradiscono lavori faticosi o ingrati, ma è sbagliato premiare l'anzianità più del merito

PER APPROFONDIRE: lavoro, manager, offerta, papetti
Caro direttore,
leggo spesso che grandi e piccole imprese non trovano sul mercato del lavoro figure professionali idonee alle loro esigenze. Viene data la colpa ad una presunta indisponibilità da parte dei nostri giovani di impegnarsi in mansioni pesanti ma tuttavia discretamente retribuite. Per esperienza personale posso affermare che questa accusa è fondata sino a un certo punto. Conosco giovani che pur di lavorare se disoccupati o di crescere professionalmente inviano curriculum, vengono convocati per un colloquio e poi sistematicamente liquidati con frasi del tipo Le faremo sapere seguite nei giorni successivi da un silenzio umiliante. Sapendo che la scuola non forma adeguatamente per le esigenze di impresa, non capisco perché i potenziali datori di lavoro si lamentano quando, invece di respingere giovani volenterosi ma non formati, li potrebbero mettere alla prova con contratti a tempo determinato con i quali fare di loro le figure professionali di cui necessitano. Come pretendere che neodiplomati e neolaureati che hanno trovato solo lavoretti possano essere anche gli esperti lavoratori che le imprese cercano?
Mauro Cicero
Mogliano Veneto TV


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Caro lettore,
non c'è dubbio che una parte delle giovani generazioni disdegni i mestieri più faticosi e più ingrati e nutra nei confronti del lavoro aspettative, anche sul piano retributivo, troppo elevate. Ma non credo che questo basti a spiegare il fenomeno delle tante aziende, piccole e grandi, che non riescono a trovare i profili professionali di cui hanno forte bisogno, nonostante un tasso di disoccupazione giovanile oltre il 20% anche in aree come il Nordest. Alla base c'è un legame inadeguato e qualche volta insussistente tra scuola e mondo delle imprese. Il nostro sistema produttivo oggi ha soprattutto fame di tecnici di livello medio o intermedio, che gli istituti superiori sfornano in numero insufficiente, mentre è abbondante l'offerta di laureati, molto spesso in materia non scientifiche. Cioè figure sovraqualificate o inadatte rispetto alle esigenze delle imprese. Il gap tra domanda e offerta nasce innanzitutto da qui. C'è poi l'aspetto retributivo. In Italia la retribuzione lorda oraria è inferiore ai 20 euro mentre la media Ue si aggira fra i 20 e i 25 con la Germania oltre i 25 e la Danimarca a 35. Ma non solo. Il nostro sistema salariale tende a premiare l'anzianità rispetto alle competenze: è l'età e non il merito che fa crescere lo stipendio. Una visione anagrafica delle dinamiche salariali che non favorisce, anzi disincentiva i giovani. E forse spiega anche la scelta di non pochi ragazzi di andare a lavorare all'estero.
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Sabato 13 Luglio 2019, 05:04






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5 di 12 commenti presenti
2019-07-15 05:35:17
Vede sig. Direttore i giovani puntano al posto pubblico per ovvie motivazioni la più importante è che un lavoratore pubblico prende lo stipendio anche se c’è crisi mentre quello privato paga per tutti anche perdendo il posto di lavoro.
2019-07-14 12:09:01
Brevemente,per non annoiare,aggiungo una cosa per mia esperienza: i diplomati ITIS trovano quasi tutti un lavoro presto e nel loro settore, mentre i diplomati dei cosiddetti licei socio-magistro-linguisticiscientifico-classico si iscrivono spesso a facoltà che non danno sbocchi lavorativi. Per di più i diplomati ITIS validi riescono anche bene nei corsi universitari delle loro specialità.
2019-07-14 07:52:22
Sig. Direttore non concordo ne con lei ne con il sig. Cicero! Il motivo è semplicissimo per i lavori richiesti le aziende che ne necessitano sono private con contratto privato e le aziende private non tengono nessuno che non gli interessi. Quindi gli scatti di anzianità non sono un privilegio assurdo, per certi versi, anzi, possono creare un problema ai lavoratori anziani che perdono il lavoro. Per quanto riguarda la formazione dei giovani ci sarebbe l’apprendistato ma è stato devastato da regole assurde. Vorrei, inoltre, ricordare che nel lavoro privato prevalgono gli interessi aziendali rispetto a quelli del lavoratore e che quindi gli orari di lavoro Sono quelli che sono e sembra che molti giovani non concordino.
2019-07-14 06:22:40
Anche in impiego"statale" ci sono lunghi periodi di precariato ed apprendimento , sessioni di aggiornamento online o localizzate in centri...perio di di lavoro con carichi maggiorati.Rimangono certamente alcuni vantaggi, vi sono assuntiche girano conintasca il "mansionario"e non si scostano di una virgola anche se prende fuoco ilcestino della carta.."A chi spetta usarel'estintore?Vediamo..vediamo...ilreferente antincendio e'mister x..adesso e'inferie o malattia...ci sara'pure un vice, aspetto i vigili, ma a chi spetta telefonare al 115..non a me..."magari con un secchio d'acqua accanto.
2019-07-14 06:14:37
Vicenda anni passati, vissuta in famiglia, mentre si leggevano annunci di offerte di lavoro e facendoci tra noi varie risate. "Cercasi giovane ingegnere con due anni di esperienza conduzione fabbrica prodotti chimici , inglese, tedesco e russo fluenti scritto e parlato,dispostoa viaggiare ovunque, max 25-nne" Per burla spedimmo una risposta fasulla alla casella postale anonima data come riferimento in tempi non internet. " " Se mai esistesse ingegnere chimico corrispondente vostre aspettattive, cha a soli 25 anni ha accumulato tante capacita' ed esperienza ,mai piu' verrebbe a lavorare presso una ditta scornacchiata che non osa mettere in chiaro che nome ha , dove si trova, che prestigio abbia nel mondo dell'ingegneria chimica" Comunque un periodo di precariato e a tempo determinato e' un viatico per poter passare, specie ora che ci sono agevolazioni, a tempo indeterminato.Serve sia al lavoratore giovane a capaire e capirsi, ed al datore di lavoro a vedere impegno e capacita' e rapidita' di apprendimento. Una giovane parrucchiera pochi giorni fa raccontava:" saimo in 2 a condurre l'attivita'.Dobbiamo godere a turno delle ferie, la proprietaria mi ha affidato la completa gestione del negozio,si fida ciecamente.Pero'quando un corriere arriva, ti scarica i cartoni davanti alla porta delnegozio , chiede lalfirma dellabolletta ed ilresto della sistemazione lo devo fare da sola, anche se sonola "capessa" .( Alcuni direbbero "Meglio cosi' risparmio la palestra"Altri invece "Non e'tra le mie mansioni, che restino li'fuori". ) Altri assunti a tempo detrminatoe pure parziale , dopo un giorno pretendono orari secondo loro esigenze, tipo esaurire 18 ore in solo 2 giornate, indipendentemente da ore di punta , oppure protestano per preferenze presunte a colleghi con anni ed anni di esperienza.Oppure tirano fuori qualcosa di non detto in colloquio o curriculum , ossia permessi per studio ed esami proprio nei giorni piu'impegnativi.Bisogna poi considerare che un lavoratore che rimane a lungo non perfettamente inserito, forse sfugge aldatore di lavoro che ha altri impegnidatore, ma NON ai colleghi suo pari che non possono a lungo sobbarcarsi delle sue quote di attivita' o rimediare ai suoi errori..Si insegna , si dice come fare ma poi..non si possono accettare a lungo sovraccarichi e rallentamentie pure lamentele sulla propia schiena.