Chi governa non può limitarsi a dire no deve anche assumersi la responsabilità di scegliere

PER APPROFONDIRE: governo, scelte
Caro direttore,
se molti guai che affliggono il paese sono un'esclusiva della politica, altri provengono dalla saccenteria italiota con la pretesa di sostituirsi ad essa. Come le istanze no-Vax, no-Tav e no-Ilva, che rischiano di paralizzare il paese economicamente, e di compromettere le conquiste raggiunte in medicina con la profilassi. Né la pronuncia del ministro della Sanità Giulia Grillo col postulato vietato vietare, tranquillizza su un possibile riaffacciarsi di morbi sconfitti. Inoltre, bloccando le grandi opere in corso, il bilancio dello Stato ne risentirebbe con la conseguenza d'una minore disponibilità per finanziare la velleitaria politica di spesa del governo in carica. Un dettaglio che si farà presto sentire con tutto il suo peso, riducendo alla resa una pattuglia di dilettanti che si è messa in testa di rinnovare un paese disgregato e rassegnato.


Renzo Nalon
Dolo (Venezia)


Caro lettore,
i professionisti del No al governo sono come vegetariani in macelleria: le persone sbagliate nel posto sbagliato. O si convertono all'acquisto di qualche bistecca o rischiano di morire di fame. Chi governa non può solo limitarsi a contestare o cancellare ciò che è stato deciso, deve anche assumersi la responsabilità di fare delle scelte, di pronunciare dei sì. In caso contrario viene meno al suo ruolo e alla sua funzione. È ciò che potrebbe accadere anche ad alcuni ministri in carica se non si convinceranno che il tempo dell'opposizione e dei no sempre e comunque, è finito e occorre invece fare i conti con la realtà e le scelte, anche quando ciò significa scontentare una parte dei propri elettori. Mi permetta però di aggiungere una considerazione finale alla sua lettera: certamente, come lei afferma, il governo in carica è composto anche da dilettanti della politica e dell'amministrazione. Non so se chi è venuto prima potesse essere considerato un professionista. Certamente però il suo operato non è stato considerato particolarmente positivo né professionale dalla grande maggioranza degli italiani. E questo non va mai dimenticato.
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Domenica 12 Agosto 2018, 13:21






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5 di 10 commenti presenti
2018-08-13 17:43:42
Avra' forse ragione il lettore, ma in questi periodi di crisi, disoccupati e conti che non tornano, le citta' sono vuote, mare e montagna con relativi ristoranti pieni! I conti non tornano...da giovane era il contrario.
2018-08-13 16:22:09
pasta con le vongole, e parmigiano
2018-08-13 13:38:08
Al di la' del merito del commento del lettore, stupisce la facilita' e la leggerezza con cui coastui bolla i ministri del governo come una pattuglia di dilettanti. Non so che ruolo e che professione svolga questo signore che insulta con questa facilita' una schiera di professionisti, di cattedrattici e di gente che si e' giaì espressa valorosamente nel proprio curriculum professionale. Forse con questa frecciata voleva chiamare in causa solo Di maio e Salvini. E allora la prossima volta sia piu' leale e corretto e faccia nomi e cognomi.
2018-08-13 12:50:30
... dimmi che governo hai e ti dirò chi sei.. governare non è difficile, è inutile se non hai un popolo alle spalle..
2018-08-13 10:49:28
Vorrei far notare al direttore che "l'operato di chi è venuto prima" è stato violentemente contestato con un battage sul web orchestrato proprio per screditarlo e che talune proposte dell'attuale governo sono in linea che quanto previsto dal precedente. Il reddito di cittadinanza sarà un reddito di inclusione un po' più ampio, sull'ILVA il vicepremier Di Maio non ha le idee chiare mentre Calenda aveva già impostato la procedura per la vendita, la TAV viene confermata dalla Lega ma non dai grillini, per l'Alitalia era in corso una offerta di vendita (finalmente) ma sembra che Toninelli voglia (ancora) nazionalizzarla! Con il decreto dignità le aziende si lamentano di non poter assumere a tempo determinato e con lo stesso decreto molti insegnanti saranno lasciati a casa, ciò che il precedente governo aveva evitato. Per non dire delle parole in libertà che provocano scossoni continui al mercato sia azionario che obbligazionario con parlamentari "economisti" che propongono le soluzioni più balzane per risolvere il problema del debito statale ("non rimborsare 250 miliardi di debito alla BCE" oppure "uscire dall'Euro"). Forse erano meglio i non professionisti come lei li chiama precedenti che i dilettanti attuali.