Flat tax e altro: lasciamo che il nuovo governo nasca e attui il programma, poi lo giudicheremo

PER APPROFONDIRE: flat tax, governo
Gentile direttore, 
Armando Siri, inventore della Flat Tax italiana ed economista della Lega di Salvini, ritiene che la pesante riduzione delle tasse proposta dal suo partito costerà allo Stato circa 50 miliardi di euro. Secondo l'esponente della Lega le coperture più sostanziose sono tre: 1) dalla pace fiscale verranno recuperati 35 miliardi; 2) dal taglio delle spese pubbliche altri 20; 3) attraverso la vendita del patrimonio pubblico immobiliare non strategico ( qui la cifra non c'è). Per ora, di certo, abbiamo soltanto la cifra che il Ministero delle Entrate perderà. Delle coperture, purtroppo, non c'è certezza. C'è solo da sperare che sulla sanità e sulla scuola non ci siano tagli. Che Dio ce la mandi buona, diceva sempre mio nonno quando le cose di mettevano al peggio. 

Franco Vicentini 
Treviso


Caro lettore, 
una manovra fiscale con un così forte impatto sui conti pubblici come la flat tax avrebbe bisogno del supporto di un dettagliato e articolato piano di copertura. Ad oggi, al di là di alcune dichiarazioni sulla stampa, questo piano non c'è. Al massimo ci sono buoni propositi e indicazioni di rotta. Ma è anche vero che la flat tax, secondo quando prevede l'accordo stipulato tra Lega e Movimento 5 Stelle, entrerà in vigore nel 2019, quindi il nascente governo ha il tempo per definire i costi di questa ambiziosa riforma fiscale ed individuare concretamente e con la necessaria puntualità le necessarie coperture di spesa. Naturalmente, comprendo il suo scetticismo. Ma penso anche che questa sia una stagione politica in cui ai pregiudizi vanno anteposti i giudizi. Mi spiego meglio: c'è una nuova classe politica, votata dalla maggioranza degli italiani. Va messa alla prova e poi sulla base dei risultati, ottenuti o mancati, andrà giudicata. E questo vale per la flat tax come per gli altri progetti di riforma. Lei ricorda il Che dio ce la mandi buona di antica memoria. La saggezza popolare è sempre di grande aiuto. Ma occorre anche ricordare che chi è venuto prima degli attuali aspiranti governanti, evidentemente non ha potuto contare nè su troppa benevolenza nè su una particolare ispirazione divina. Altrimenti oggi non dovremmo fare i conti con una tassazione da record e con un enorme debito pubblico.
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Martedì 22 Maggio 2018, 14:45






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5 di 17 commenti presenti
2018-05-23 17:37:56
onesta-mente; col SE, scritto e pensato da lei a fine post, non si impastano torte. lasciamoli lavorare e poi giudicheremo. sara' pur doveroso e obbligatorio direi! provarli?? dopo 50anni di fallimenti e porcherie di ogni genere?? e' cosi' semplice da capire.....
2018-05-23 19:05:23
Voglio credere ai miracoli e se mi sarò sbagliato sarò pronto a chiedere veneia, spero lo stesso valga anche per chi freme dalla voglia di farli provare.
2018-05-23 12:52:25
... la moglie di cesare non solo deve essere onesta ma lo deve pure apparire.. bel problema..
2018-05-23 11:48:54
Sig. Direttore, ha mai governato un'azienda? Ci sono delle cose (molte) da fare per avere il polso della situazione. Ammettiamo che lei abbia dei prodotti da piazzare...sicuramente sarà necessario fare ricerche di mercato, studiare come farli al miglior rapporto costo/qualità, cercare il canale di distribuzione, decidere il prezzo finale, stanziare dei soldi per una solida campagna di lancio....(sono solo degli esempi, le cose da fare sono ovviamente molte di più). E uno Stato è un'azienda per eccellenza, ha perfino un bilancio... Ebbene, schiacciata com'è dal debito l'Italia è un'Azienda in crisi, in grave crisi. E non diamo per favore la colpa agli ultimi perché qui si dovrebbe aprire una discussione almeno da Craxi in poi... E ora che ricetta ci viene proposta? Ci dicono: andiamo a muso duro davanti ai creditori (per un terzo stranieri) e gli diciamo che se non mollano la presa noi non restituiamo una parte di debito. Se sarà così l'esito lo sappiamo già quale sarà. Sig. Direttore, non trova lecito preoccuparsi del come si pensa di finanziare le promesse fatte senza cadere nel ridicolo (loro) dei conti che abbiamo sentito fare da Cottarelli? Quando si arriva a dire: che Dio ce la mandi buona...probabilmente si è già capito che nessuno, in terra, sarà in grado di farlo, altro che lasciamoli provare e poi giudichiamo. Se al termine del "provino" ci mettono una patrimoniale per sistemare i nuovi buchi di bilancio chi andiamo a ringraziare?
2018-05-23 14:38:25
Lo stato non è un'azienda!!! Ma ve lo volete ficcare in testa?!? Ma quale azienda ha il controllo della valuta con cui paga?!? Il compito dello stato in tempi di crisi è, occhio a non svenire, fare DEFICIT! Immettere denaro in circolo e fregarsene del pareggio di bilancio che ha castrato ogni possibile politica economica. Il debito pubblico non c'entra nulla con la crisi. Ma basta, sono passati 7 anni da 2011...