Dal fumo al Covid lo Stato ha il diritto-dovere di tutelare la salute di tutti. E in questo non c'è nulla di illiberale

Sabato 22 Gennaio 2022
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Caro Direttore,
tra le persone ancora non vaccinate c'è chi si è preso la briga di leggere attentamente il consenso informato che i cittadini devono firmare quando si sottopongono alla vaccinazione anti-Covid . Forse perché sono sospettose o più attente hanno deciso di attendere e non farlo, tra questi moltissimi medici. Il che è tutto dire. Anch'io, pur avendo dovuto vaccinarmi, penso che qualcosa non torni. Le chiedo allora: tra qualche settimana, cosa accadrà in presenza di un obbligo vaccinale che riguarderà solo gli over 50 occupati o disoccupati che siano? Per castigo del Governo qualcuno non riceverà la paga, e nemmeno potrà lavorare da casa. Tutto proibito nemmeno con il tampone negativo e la Ffp2, incomprensibile, visto poi le deroghe per i parlamentari o avvocati. Sarei allora molto severo, cattivo, perché i nostri politici prendono stipendi esagerati di migliaia di euro anche se rimangono assenti dal lavoro in Parlamento.

Adolfo Beltrame Somarolini
Bassano del Grappa (Vicenza)

Caro lettore,
se lei leggesse con lo stesso spirito il foglietto informativo che accompagna ogni farmaco (il cosiddetto bugiardino) o i moduli per il consenso informato che vengono fatti firmare prima di ogni intervento chirurgico, penso che lei non userebbe alcun farmaco e dovrebbe rifiutarsi di entrare in qualsiasi sala operatoria. Spero che non sia così e che nessuno le consigli di comportarsi in questo modo. Quanto all'obbligo di vaccino bisogna intendersi: anche chi fuma sul posto di lavoro può essere sospeso e privato della retribuzione e non può certo aver diritto allo smart working perché non intende rispettare le norme sul fumo. Non è un castigo, è una regola che lo Stato si è dato a tutela della salute dei suoi cittadini. Di tutti: fumatori e non. Con una differenza: le norme sul fumo sono definitive, quelle sul Covid sono temporanee e legate alla pandemia, il cui andamento dipende anche dalla diffusione dei vaccini. Che qualcuno non possa condividere questa scelta è legittimo, ma è nei diritti-doveri di uno Stato agire in questo modo. E non c'è nulla di dispotico o di illiberale in questo. Se poi i politici hanno compensi esagerati o se, come è certamente vero, alcune norme generano più confusione che altro, questo non può essere un alibi per non rispettare norme e leggi. Infine una precisazione: non so dove lei abbia appreso che per gli avvocati non è previsto il super green pass. Non è così: anche i legali dal 15 febbraio avranno l'obbligo. Solo testimoni e imputati, com'è ovvio, ne sono esclusi. Lei ha ragione ad essere molto severo. Ma lo sia anche nel verificare la fondatezza delle notizie.

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