Troppe persone e attività concentrate in aree ristrette: il virus ci costringe a riflettere su questo modello sociale

Venerdì 10 Aprile 2020
Caro Direttore
siamo attualmente circa 7 miliardi e mezzo di essere umani nel mondo con la prospettiva di diventare circa 10 miliardi nel 2050! Questo comporta uno sfruttamento del nostro pianeta che è ancora sostenibile? Il sovrappopolamento non può essere in parte anche causa di questa pandemia? Quante persone è in grado di ospitare in modo ottimale questo nostro meraviglioso pianeta? Se ritiene interessanti queste domande gradirei un suo parere.


Paolo Favero
Treviso


Caro lettore,
sulla Terra siamo certamente in tanti. E saremo sempre di più. Ma non credo che il sovrappopolamento, in senso stretto, sia origine o causa della pandemia che stiamo affrontando. È però difficile non notare, senza essere esperti o demografi, che in alcune aeree a più alta densità di popolazione e di attività economiche (penso alla Lombardia ma anche a Madrid in Spagna o alla stessa Whuan in Cina) la diffusione del coronavirus è stata maggiore che in altre zone e, soprattutto, ha avuto effetti più devastanti. Questo ovviamente è accaduto perché tanto maggiore è il rapporto tra numero di persone e territorio, tanto maggiori sono le possibilità di contatto e quindi di contaminazione di un virus. Ma è anche vero che le zone più colpite dalla pandemia sono state spesso anche quelle più esposte all'inquinamento urbano. Ed è altrettanto vero che, proprio per l'elevata entità del numero di contagiati, in quelle stesse aeree, che pure possono contare sulla presenza di un elevato numero di strutture ospedaliere e sanitarie, la lotta al virus si è dimostrata più difficile. E maggiore è stato il numero di vittime. Cosa può significare questo? Il nostro sistema sociale ed economico, soprattutto negli ultimi decenni, si è sviluppato intorno ai grandi centri urbani. Ma tra i molti quesiti che dovremo porci dopo questa pandemia, uno dovrà riguardare non tanto la quantità di abitanti presenti sulla Terra, ma piuttosto la loro distribuzione e la loro eccessiva concentrazione in aree urbane relativamente limitate. Anche perché nulla ci può garantire che, presto o tardi, dopo il Covid 19, saremo chiamati a fare i conti con un altro coronavirus contro il quale ci ritroveremo sprovvisti di vaccino. Esattamente come oggi. Ultimo aggiornamento: 14:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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