Mascherine, niente stop in aereo: dal 16 maggio sui voli dall'Italia l'obbligo resta in vigore

L'ordinanza prevede che vengano indossate su mezzi di trasporto e aerei fino al 15 giugno

Venerdì 13 Maggio 2022
Mascherine, niente stop in aereo: dal 16 maggio resta in vigore l'obbligo sui voli dall'Italia
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Bagagli e biglietto alla mano. Mascherina forse. Da Lunedì scatterà un allentamento dell'obbligo di utilizzo di tali dispositivi di protezione sui voli aerei nell'Unione europea, ma con dei distinguo che stanno innescando dubbi in molti viaggiatori. Di certo c'è che se si parte dall'Italia la mascherina si dovrà continuare a indossarla anche dopo il 16 maggio. Stessa cosa, ovvero mascherina indossata in volo, se il Paese di partenza o destinazione in Ue ne prevede ancora l'uso sui mezzi di trasporto. Negli altri casi, sarà raccomandata. La novità, prevista nelle linee guida Ecdc-Easa per la sicurezza nei viaggi pubblicate recentemente, sta però creando non poche incertezze, mentre il quadro pandemico nel nostro Paese continua a migliorare.

 

Le nuove linee guida 

Dal 16 maggio, dunque, partendo in aereo dall'Italia bisognerà indossare la mascherina dal momento che l'ordinanza in vigore prevede che l'obbligo di mascherina su mezzi di trasporto e aerei permanga fino al 15/6. Che per l'Italia non cambi nulla si evince dalle stesse nuove linee guida Ecdc-Aesa (Agenzia europea sicurezza aerea): «se gli Stati di partenza o destinazione richiedono l'uso di mascherine nei trasporti pubblici - si legge - gli operatori aerei dovrebbe richiedere ai passeggeri e equipaggio di indossare una mascherina oltre il 16/5». Negli altri casi, ovvero negli Stati dove l'uso della mascherina sui mezzi di trasporto non è richiesto, dal 16 maggio gli operatori aeronautici e aeroportuali «dovrebbero continuare a incoraggiare passeggeri e membri dell'equipaggio a indossare una maschera durante il volo così come in aeroporto».

Inoltre, sarà comunque consigliato di indossare una mascherina FFP2 durante il volo alle persone a rischio di Covid grave e si raccomanderà alle persone con sintomi respiratori di indossarla. Dal canto loro molte compagnie aeree vanno verso l'adozione di una linea comune: nel rispetto della regolamentazione Enac (Ente nazionale dell'aviazione civile), che prevede l'obbligo di mascherina su mezzi di trasporto e aerei fino al 15 giugno, ai passeggeri in partenza dall'aeroporto di Fiumicino con voli Lufthansa, Air France, Swiss e Austrian Airlines, verrà chiesto di continuare ad indossare il dispositivo di protezione FFP2 a bordo dell'aereo anche dopo il 15 maggio.

«Visto che si parte dall'Italia e onde evitare possibili multe - viene spiegato - anche se il Paese di arrivo non prevede l'uso di mascherina sui mezzi di trasporto, come la Svizzera, continueremo a chiedere ai passeggeri di indossare il dispositivo FFP2 sull'aereo». Intanto continua a migliorare il quadro epidemiologico in Italia e in Ue. Nel nostro Paese infatti, come rileva l'ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, l'incidenza scende a 458 casi per 100mila abitanti e l'indice di trasmissibilità Rt è stabile a 0,96. Anche gli ospedali sono sempre meno pieni, con l'occupazione di intensive e reparti che cala rispettivamente al 3,4% e al 12,6%, ben al di sotto della soglia di allerta. Il bollettino giornaliero del ministero conferma il trend: sono 38.507 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (ieri 39.317) e le vittime sono 115 con un calo di 15 rispetto a ieri. Il tasso di positività è al 14,5%, in lieve calo, e negli ospedali sono 341 i ricoverati in terapia intensiva, 7 in più rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 7.907 (-251).

Tutto questo mentre la variante Omicron, come evidenzia l'indagine rapida Iss relativa al 3 maggio, ha ormai raggiunto una prevalenza stimata al 100%, con la sottovariante BA.2 predominante e la presenza di alcuni casi delle sottovarianti BA.4 e BA.5. I casi sono «in discesa in tutte le Regioni e fasce d'età», ha commentato Anna Teresa Palamara, dirigente dipartimento Malattie infettive Iss, sottolineando tuttavia l'aumento le reinfezioni (al 6%) ma con casi non gravi. La circolazione del virus «resta però ancora alta», avverte il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. Da qui l'invito, per chi ancora non l'avesse fatto pur avendone l'indicazione, ad effettuare la 3/a e 4/a dose del vaccino anti-Covid.

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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