Influenza, curva in salita: oltre un milione di casi in Italia, più colpiti i bambini. Sintomi, complicazioni, prevenzione: cosa sappiamo

I piccoli al di sotto dei 5 anni hanno tassi di incidenza 4 volte più alti della media nazionale pari a 21,25 casi per mille

Giovedì 25 Novembre 2021
Influenza, curva in salita: oltre un milione di casi in Italia, più colpiti i bambini. Sintomi, complicazioni, prevenzione: cosa sappiamo

Influenza 2021. Continua a crescere l'incidenza delle sindromi simil-influenzali, che ha raggiunto questa settimana i 4,8 casi per mille. Il totale delle persone infettate dall'inizio della stagione ha di poco superato il milione di unità (con 283 mila nuovi casi registrati negli ultimi 7 giorni). Confermata la maggiore diffusione dell'infezione tra i bambini al di sotto dei 5 anni, che hanno tassi di incidenza 4 volte più alti della media nazionale pari a 21,25 casi per mille. E' quanto emerge dal rapporto settimanale della rete di Sorveglianza InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità.

 

Virus sinciziale, senza mascherine e distanziamento boom di contagi

 

Influenza, curva in crescita

Come già visto nelle settimane precedenti, si conferma il maggiore impatto dell'influenza rispetto alle stagioni precedenti, con tassi di incidenza doppi rispetto alla stagione 2019-2020 (l'ultima in cui è stata osservata un'epidemia stagionale di sindromi simil-influenzali), quando, nella stessa settimana dell'anno, l'incidenza era pari a 2,15. Le Regioni con incidenze più alte al momento sono Lombardia, Marche, Emilia Romagna, ma sei Regioni (Val d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna) non hanno ancora attivato la sorveglianza InfluNet.

 

 

 

Che cosa è l'influenza?

«L'influenza è una malattia respiratoria provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Spesso vengono impropriamente etichettate come "influenza" diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili. Nello stesso periodo dell'anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente in autunno-inverno) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall'influenza (adenovirus, rhinovirus, virus sinciziale respiratorio, coronavirus etc)».

 

Quali sono i sintomi dell'influenza?

«I sintomi dell’influenza includono tipicamente l'insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Altri sintomi comuni includono mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. La maggior parte delle persone guarisce in una settimana o dieci giorni, ma alcuni soggetti (quelli di 65 anni e oltre, bambini piccoli e adulti e bambini con patologie croniche), sono a maggior rischio di complicanze più gravi o peggioramento della loro condizione di base».

 

 

Come si trasmette l'influenza?

«L'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) oppure indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici). Per questa ragione è fortemente raccomandato seguire alcune precauzioni generali, come: evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa, lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone (in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti), evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura, aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna. Una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza».

 

Da quando e per quanto tempo una persona con influenza è contagiosa per gli altri?

«I pazienti affetti da influenza sono già contagiosi durante il periodo d’incubazione, prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta può trasmettere il virus da tre a sette giorni dopo l’inizio della malattia. I bambini invece sono contagiosi più a lungo».

 

Si può allattare con l'influenza?

«Il virus influenzale è diffuso in tutto l'organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell'infezione, però, avviene soprattutto per via "aerea", quindi, per evitare di contagiare il bambino è consigliabile allattare mettendo una mascherina sulla bocca».

 

Quali sono le complicanze dell'influenza?

«Le complicanze dell'influenza vanno dalle polmoniti batteriche alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (quali ad esempio il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini). Sono più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio. Alcuni studi hanno messo in evidenza un aumentato rischio di malattia grave nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte. Tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane che non rientrano in alcuna delle categorie sopra citate».

 

 

È possibile prevedere l'andamento della prossima stagione influenzale?

«No. L'influenza è una malattia che ricorre in ogni stagione invernale; ma può avere un andamento imprevedibile e, ogni anno, impegna importanti risorse del Ssn».


Come si previene l'influenza?

«Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea come l’influenza. Lavare spesso le mani con acqua e sapone, e in particolare dopo avere tossito e starnutito, o dopo avere frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili, è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol. Coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura o nella biancheria da lavare. Evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo. Rimanere a casa se malati, evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus. Sebbene un gesto semplice ed economico, come il lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta, dall’Organizzazione mondiale della sanità, tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali. Oltre a queste regole igieniche, è possibile prevenire l’influenza anche mediante la somministrazione di vaccini specifici antinfluenzali; sono disponibili anche farmaci antivirali dotati di azione specifica contro i virus influenzali; il loro impiego a scopo preventivo è riservato a situazioni particolari, ovvero in soggetti in cui l’influenza rappresenta un alto rischio ma non è possibile utilizzare il vaccino a causa di controindicazioni».

 

In quale periodo è possibile vaccinarsi?

«Anche quest'anno, vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di Sars-CoV-2, si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Questo può essere particolarmente importante se si tratta di una stagione influenzale tardiva o quando si presentano pazienti a rischio. La decisione di vaccinare dovrebbe tenere conto del livello di incidenza della sindrome simil-influenzale nella comunità, tenendo presente che la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente».

 

Quali tipi di vaccino antinfluenzale sono disponibili in Italia?

«I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono autorizzati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) e/o dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Tuttavia, non tutti i vaccini autorizzati per l'uso sono necessariamente disponibili sul mercato. Sono le ditte produttrici dei vaccini che definiscono se mettere a disposizione uno o tutti i loro prodotti in un determinato mercato. Le Regioni decidono annualmente, attraverso delle gare per la fornitura di vaccini, tra i prodotti disponibili in commercio, quelli che saranno utilizzati durante le campagne vaccinali. In Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali quadrivalenti che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B».

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA