Ballottaggi, trionfa il Pd targato Letta (spesso senza l'apporto M5S). Per il centrodestra anche lo schiaffo di Latina

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Francesco Malfetano
Ballottaggi, il centrosinistra vince (quasi) ovunque: successo della linea Letta, per Lega-Fdi-Fi Torino è una batosta
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Non solo Milano, Bologna e Napoli: anche Roma e Torino saranno governate dal centrosinistra. Un successo clamoroso, ma non ancora rotondo. All’appello infatti, tra i sei capoluoghi di Regione andati alle urne manca Trieste che, pur in bilico fino alla fine, è finita al centrodestra. Chiaramente i numeri attuali non sono ancora definitivi ma il Pd - da solo o in coalizione, a seconda della città - può già fregiarsi del titolo di vincitore di questa tornata elettorale.

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LE GRANDI CITTÀ
Nella Capitale Roberto Gualtieri - a scrutini non terminati - il 60 per cento delle preferenze, staccando di circa venti punti Enrico Michetti, fermo tra al 39. 
Un successo quindi della linea Letta, capace di non forzare la mano per allearsi con i cinquestelle o con Carlo Calenda nella Capitale, ma di attrarne i consensi (al punto che i municipi centrali, che hanno votato per il leader di Azione sono quelli che hanno registrato le affluenze più alte). Michetti invece, che mai ha convinto a pieno politici, affezionati e militanti del centrodestra, non è riuscito a capitalizzare il vantaggio iniziale tra uscite discutibili e un programma spesso ritenuto poco convincente. 
Nel capoluogo piemontese invece, a dispetto dei risultati del primo turno, vince Lo Russo con circa il 59 per cento dei voti , seguito dal candidato di centrodestra Damilano fermo al 40. Altro successo del Pd senza Movimento 5 stelle che anzi, dati gli screzi tra l'ex consigliere Lo Russo e la sindaca uscente Appendino avrebbe provato anche a remare in minima parte contro il candidato di centrosinistra. Batosta invece per Lega-Fi-Fdi che sulla città piemontese puntavano tanto, consapevoli che potesse trattarsi dell'unica davvero in bilico tra i capoluoghi.

 


Ancora contesa Trieste. Nella la città friulana, già al centro delle cronache nazionali per le proteste anti-Green pass, si sta assistendo a un testa a testa destinato a protrarsi fino a sera. Al momento il candidato Di Piazza è poco avanti (al 51 per cento), ma quanto basta per superare Russo fermo al 49. Una vittoria poco netta che però, fotografa ancora una volta le difficoltà della coalizione di centrodestra che proprio in Friuli prima e dopo il voto del 3 e 4 ottobre quasi ragionava come se si trattasse di un risultato acquisito. Presto per fare bilanci, ma in ogni caso impossibile per Salvini, Meloni e Tajani paralre di successo. 
Capitolo a parte per quanto riguarda il M5s. Già sconfitto ampiamente al primo turno ora resta a guardare, in attesa dei risultati nei comuni in cui ha ancora qualche possibilità. Al momento però, le cose non sembrano andare particolarmente bene ed è sotto nei due piccoli centri principali: a Marino (Roma), è dietro al centrodestra con il 47 per cento; a Cattolica (Rimini) dove sfidava il centrosinistra, è abbondantemente dietro alla coalizione del Pd che si attesta ora al 60 per cento. Avanti invece a Castelfidardo (Ancona), Ginosa (Taranto), Noicattaro (Bari) e Pinerolo (Torino).

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LE ALTRE: TRACOLLO DEL CENTRODESTRA
Per quanto riguarda le città più piccole significative la riconferma di Clemente Mastella che a Benevento da centrista sfida e batte la coalizione di centrosinistra senza apparentamenti, e quella di Damiano Coletta a Latina. Nella città pontina infatti, spesso terra di conquista della Lega e comunque sempre considerata in bilico, il centrodestra di Zaccheo è finito al 45 per cento. Ma il tracollo della destra si concretizza un po' ovunque. A Caserta, Varese, Cosenza, Savona e Isernia (gli altri capoluoghi al voto) vince ovunque il centrosinistra. Una batosta significativa che dovrà portare a nuovi ragionamenti interni l'alleanza Lega-FdI-Fi, che ha perso anche dove vantava un ottimo radicamento territoriale.
Da sottolineare, purtroppo, ancora una volta come l’affluenza bassa sia stata principale protagonista. Attestandosi a urne chiuse attorno al 49 per cento secondo i dati del Viminale, una disaffezione che se confermata rischia di far passare alla storia questa tornata elettorale come una delle meno votate di sempre.

Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 07:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA