Martina Rossi, oggi la decisione della Cassazione. I genitori: «Ci aspettiamo giustizia»

Giovedì 21 Gennaio 2021
Martina Rossi, oggi la decisione della Cassazione. I genitori: «Ci aspettiamo giustizia»

Questa mattina in Cassazione davanti alla III sezione penale è in programma l'udienza per il caso di Martina Rossi, la ragazza morta dopo essere precipitata dal terrazzo di una camera d'albergo a Palma di Maiorca, in Spagna, il 3 agosto del 2011. Martina aveva 20 anni: «Dopo tanta sofferenza speriamo che la verità finalmente venga fuori. Ci aspettiamo giustizia per nostra figlia», hanno detto all'Adnkronos Bruno Rossi e Franca Murialdo, i suoi genitori, arrivati stamattina in Cassazione.

 

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Il sostituto procuratore generale Domenico Seccia ha già depositato la requisitoria scritta con cui ha chiesto un nuovo processo d'Appello per i due imputati, gli aretini Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, 29enni residenti a Castiglion Fibocchi. Nella requisitoria scritta il pg della Cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza d'Appello di assoluzione e un nuovo processo sottolinea che «ai fini della ricostruzione della dinamica della caduta della Rossi, in particolar modo, si ritiene pertanto che la Corte d'Appello abbia valutato, con l'adeguato approfondimento richiesto da una vicenda di tale complessità, esclusivamente determinati elementi probatori, a fronte dell'omessa o scarna valutazione di altri. Tale mancanza risulta idonea ad inficiare la sentenza di secondo grado, per l'importanza determinante attribuita dal giudice a tale elemento ai fini della definizione della questione».

 

 

Il 9 giugno 2020 la Corte d'Appello di Firenze, presieduta dal giudice Angela Annese, ribaltando il primo grado del Tribunale di Arezzo, aveva assolto, «perchè il fatto non sussiste», i due imputati. Secondo il sostituto procuratore generale Luciana Singlitico, che aveva chiesto la condanna a 3 anni ciascuno per i due giovani per tentata violenza sessuale di gruppo, Martina sarebbe caduta dal terrazzo nel tentativo di sfuggire a una violenza sessuale. In primo grado, il 14 dicembre 2018, i due erano stati condannati dal Tribunale aretino a 6 anni di reclusione per tentata violenza sessuale e per aver causato la morte della giovane in conseguenza di un altro delitto: quest'ultimo reato si è poi estinto per intervenuta prescrizione.

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