Trans, Giulio e Guido, gemelli di 23 anni diventano insieme Giulia e Gaia: primo caso in Italia

Il chirurgo Cocci: «Loro si sentono donne da sempre, però hanno iniziato il loro percorso, come legge prevede, dai diciotto anni: prima con la terapia ormonale e poi si sono messe in lista operatoria»

Giovedì 14 Ottobre 2021
Trans, Giulio e Guido, gemelli di 23 anni diventano insieme Giulia e Gaia: primo caso in Italia
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Si sentono donne da sempre, sono due giovanissimi trans di poco più di vent'anni. Sono due gemelli e stanno per affrontare insieme l'intervento chirurgico che completerà la transizione. Alla nascita sono Giulio e Guido, nel giorno del diciottesimo compleanno erano diventate Giulia e Gaia.

Tutto insieme, da sempre, da quando sono stati concepiti. Oggi, il grande passo: a 23 anni la rinascita. Cambieranno sesso nello stesso giorno, in due sedute operatorie consecutive all'ospedale di Careggi, a Firenze. L'intervento, racconta «La Nazione», è particolarmente delicato perché le due pazienti soffrono di una forma di coagulopatia che le espone a un maggior rischio di sanguinamento. Si tratta del primo caso in Italia, dopo il primo al mondo reso noto il 24 febbraio scorso in Brasile quando le diciannovenni transgender Mayla Phoebe Rezende e Sofia Albuquerck Fereira completarono il percorso con l'intervento, eseguito una a distanza di pochi giorni dall'altra al Transgender Center Brazil.

A Careggi lo faranno insieme. Sono ricoverate nella stessa stanza. I racconti delle due giovani toscane sono analoghi a quelli delle gemelle brasiliane. «Siamo nate in corpi maschili ma entrambe ci siamo sentite femmine da sempre, da quando abbiamo ricordi», hanno raccontato al chirurgo Andrea Cocci che fa parte dell'équipe operatoria oggi schierata, guidata dal professor Marco Carini, un'eccellenza dell'urologia che ha fatto di Careggi anche un centro di riferimento nazionale per la disforia di genere. Per Carini sarà l'ultimo doppio intervento all'azienda ospedaliera universitaria prima del pensionamento, dopo quarant'anni di carriera al top.

«È una giornata da festeggiare - hanno detto Giulia e Gaia nel corso dei colloqui preoperatori -. Abbiamo fatto una scelta molto libera, la nostra famiglia ci ha supportato in questo nostro progetto, poi essendo gemelle ci siamo sempre aiutate e fatte forza a vicenda». Diplomate, hanno avuto alcune esperienze lavorative nel campo della ristorazione, ma adesso sono in cerca di lavoro. «Loro si sentono donne da sempre, però hanno iniziato il loro percorso, come legge prevede, dai diciotto anni: prima con la terapia ormonale e dopo avere avuto l'autorizzazione dal giudice si sono messe in lista operatoria», dice il chirurgo Andrea Cocci che fa parte del Centro di disforia di genere al top in Italia (per volumi ed eccellenza), un percorso che unisce le competenze delle aziende ospedaliero universitarie di Firenze e di Pisa.

L'équipe, con il professor Carini e Cocci, è formata per la parte endocrinologica dalle dottoresse Alessandra Daphne Fisher e Linda Vignozzi e dagli urologi professor Riccardo Bartoletti e Girolamo Morelli. «La ricostruzione - spiega il chirurgo Cocci a 'La Nazionè - consentirà di avere un organo sessuale sensibile e pienamente funzionante. Resteranno ricoverate quattro-cinque giorni, poi torneranno a casa e tra sei settimane potranno iniziare la loro vita da donna anche a livello sessuale». 

 

Ultimo aggiornamento: 13:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA