Viaggi a Natale, dove si potrà andare? Da Londra alla montagna (e alle Maldive) regole e restrizioni

Tutte le restrizioni valide per le prossime vacanze

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Marco Prestisimone
Natale e Capodanno, dove si può andare in viaggio. Londra, Parigi o in montagna: le mete (e le regole)

Sul web c'è un sito che fa il countdown per il Natale. Perché per gli italiani è la festa per eccellenza e mentre ci si comincia a interrogare su come si potrà festeggiare tra cenoni e restrizioni, c'è chi invece pensa di partire per concedersi una vacanza proprio tra la settimana del 25 dicembre e quella di Capodanno. Già, ma dove? Verso quali Paesi si può partire? Con quali restrizioni? Serve il Green pass? Domande lecite a cui già migliaia di italiani stanno cercando risposte. La situazione è in continua evoluzione e l'ultima ordinanza, quella del 25 ottobre 2021, è valida fino al 15 dicembre. Sufficiente per capire verso quali mete indirizzarsi e per quali invece vale la pena desistere. Nell'ultima nota del governo sono cambiati gli elenchi degli Stati in cui si può viaggiare per turismo dall'Italia sia nella lista C, quella che comprende i Paesi in cui si può viaggiare con Green pass e senza obbligo di quarantena al rientro, sia in quello D, ossia quelli di destinazioni a lungo raggio in cui si può andare per turismo e sottoporsi a una quarantena di 5 giorni al rientro in Italia, evitabile per chi è vaccinato con la seconda dose. Invariati invece gli elenchi A e B, che non prevedono restrizioni.

Natale in Italia: le regole (anche in montagna)

In Italia al momento tutte le regioni sono in zona bianca e quindi non c'è nessuna limitazione per viaggi e spostamenti. Dal 1 settembre 2021 è obbligatorio il Green Pass per imbarcarsi su aerei, navi, traghetti per trasporto interregionale (esclusi i collegamenti nello Stretto di Messina), treni di tipo Intercity e Alta Velocità, autobus per il trasporto interregionale, autobus per servizi di noleggio con conducente. Il Green Pass, per l'uso sul territorio nazionale, dovrà attestare di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi a un tampone molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti oppure di essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti. Via libera quindi ai viaggi in montagna al Nord ma non solo. 

E se una regione dovesse tornare in zona arancione o rossa? Secondo le ultime disposizioni è possibile spostarsi liberamente tra regioni in zona gialla; tra regioni in zona rossa o arancione (al momento nessuna regione è in zona rossa o arancione), oltre agli spostamenti normalmente consentiti per motivi di lavoro, salute o necessità, ci si potrà spostare con il Green pass. Saranno considerati validi anche i certificati verdi rilasciati da altri stati membri dell’Unione Europea, mentre quelli di stati terzi saranno validi solo se la vaccinazione effettuata sia riconosciuta dallo stato italiano. Tali requisiti valgono anche per i minori, sono esclusi i bambini di età inferiore a due anni.

 

Da Madrid a Parigi, vacanze in Europa

Fino al 15 dicembre (e se le cose non dovessero cambiare nel giro di un mese, sarà così anche per il Natale) sono liberamente consentiti, per la normativa italiana, gli spostamenti verso diversi Stati se in possesso di Green pass europeo (certificato di vaccinazione completata, guarigione dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi o tampone negativo). Al rientro in Italia è obbligatorio compilare il modulo eu dplf. Chi è sprovvisto di Green Pass deve sottoporsi a 5 giorni di autoisolamento con tampone a fine periodo. Via libera quindi alle mete Madrid e Parigi, tra le più gettonate in questo periodo. 

Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano ("lista A"), Andorra, Principato di Monaco.

Stati dell'Unione Europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Far Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (incluse Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione, Mayotte; esclusi altri territori al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi i territori al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (incluse isole Canarie e altri territori situati nel continente africano), Svezia, Ungheria; 

Stati parte dell’accordo di Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia (incluse isole Svalbard e Jan Mayen), Svizzera.

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La Francia

Le autorità francesi hanno classificato i paesi del mondo in tre categorie: verdi, arancioni e rossi; la pagina del Ministero dell’Interno mostra i paesi classificati in ciascuna categoria. Per i viaggiatori provenienti dai Paesi "Verdi" (Italia compresa) l’ingresso in Francia può avvenire nei seguenti casi. Ove vaccinati, occorre presentare una certificazione di avvenuta conclusione del ciclo vaccinale, che si intende concluso 7 giorni dopo la seconda dose dei vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca oppure 4 settimane dopo la somministrazione del vaccino Johnson&Johnson oppure 7 giorni dopo la prima dose di vaccino approvato dall’EMA per le persone guarite da una precedente infezione. Ove non vaccinati o con ciclo non completato, occorre presentare una certificazione di avvenuta guarigione da Covid-19 di almeno 12 giorni e non più di 6 mesi oppure l’esito negativo di un test PCR o antigenico effettuato meno di 72 ore prima della partenza (imbarco nel caso di un vettore, oppure passaggio della frontiera terrestre).

La Spagna

Chiunque arrivi in Spagna dall’estero, per via aerea o marittima, indipendentemente dalla regione di provenienza, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo visivo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, tutti i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health (per gli arrivi via aerea) o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna.

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Il caso Regno Unito

Dall’Italia le recenti disposizioni hanno allargato la possibilità di raggiungere anche altri paesi per motivi di turismo, purché quei singoli Paesi siano aperti agli italiani. Tra questi c'è il Regno Unito, colpito da un'ulteriore ondata che ha fatto impennare i contagi nelle ultime settimane.

Qui i viaggiatori che abbiano completato il ciclo di vaccinazione (entrambe le dosi di un vaccino a due dosi, una dose solo nel caso di vaccino monodose) da almeno 14 giorni e che non abbiano transitato in Paesi categorizzati ad alto rischio/“lista rossa” nei 10 giorni precedenti l’arrivo nel Regno Unito possono beneficiare di procedure di ingresso semplificate:

1) prenotare un tampone da svolgere nel Regno Unito entro il 2° giorno dopo l’arrivo (c.d. “day 2 test”) da una lista di distributori autorizzati;

2) compilare un passenger locator form (indicando lì gli estremi della prenotazione del tampone “day 2 test” e dichiarando di aver completato un ciclo di vaccinazione contro il coronavirus in Italia o in altri Paesi accettati);

3) viaggiare con un’attestazione vaccinale (tra cui la certificazione verde/Green pass covid europeo, l’app NHS o un’altra attestazione con caratteristiche specifiche) da esibire, su richiesta, alla frontiera.

Per i viaggiatori che soddisfino questi requisiti, non è richiesto un tampone prima della partenza o un periodo di isolamento cautelare dopo l’arrivo nel Regno Unito.

Ai viaggiatori che non abbiano ricevuto un ciclo completo di vaccinazione o che abbiano soggiornato in Paesi ad alto rischio, il governo britannico richiede di osservare cinque adempimenti: 

1) presentare il risultato negativo di un tampone COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza e che soddisfi i parametri specificati dal governo britannico; 

2) prenotare e pagare per i due tamponi COVID-19 da effettuare entro il 2° giorno e l’8° giorno dall’arrivo nel Regno Unito; 

3) compilare un formulario online (“travel locator form”) nei due giorni precedenti il giorno della partenza; 

4) osservare un isolamento cautelare di durata ordinaria di 10 giorni (con modalità specifiche a seconda dei paesi visitati prima dell’arrivo nel Regno Unito); 

5) sottoporsi a due tamponi di controllo, entro il 2° giorno e l’8° giorno dopo l’arrivo nel Regno Unito.

Per i minori che arrivino nel Regno Unito dall’Italia o da altri Paesi specifici, gli adempimenti richiesti in aggiunta al passenger locator form dipendono dall’età (e non dallo status vaccinale proprio o degli adulti con cui viaggiano): fino ai quattro anni, sono esentati da qualsiasi tampone e dall’obbligo di isolamento cautelare; dai 5 ai 17 anni, sono esentati dal tampone pre-partenza e dall’obbligo di isolamento cautelare, ma devono sottoporsi a un tampone di sorveglianza (c.d. “day 2 test”) entro il 2° giorno dopo l'arrivo.

Dagli Usa all'Australia: dove si può andare

Al rientro in Italia dai Paesi che figurano nell'elenco D (compreso il Regno Unito), è necessario esibire il modulo dplf, tampone negativo a 72 ore (48 per UK) e isolamento fiduciario di 5 giorni all’ingresso/rientro in Italia + ulteriore tampone trascorso il periodo (esclusi i voli Covid tested). Chi è vaccinato con doppia dose e può esibire un tampone negativo all’ingresso evita la quarantena di 5 giorni.

Elenco D: Arabia Saudita, Australia, Bahrein, Canada, Cile, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Giordania, Kosovo, Israele, Kuwait, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche sull’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente europeo), Repubblica di Corea (Corea del sud), Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Ucraina, Uruguay, Taiwan, Hong Kong e Macao.

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I corridoi turistici: Maldive, Mauritius e Seychelles

Il governo ha organizzato e attivato sei corridoi turistici sperimentali per Paesi verso i quali si può viaggiare fino al 31 gennaio 2022: Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto (limitatamente alle destinazioni di Sharm e Marsa Alam).

Sono autorizzati a spostarsi, a fini turistici, verso i Paesi indicati, esclusivamente i viaggiatori muniti di certificazione che attesti il completamento del ciclo vaccinale o, in alternativa
certificazione di avvenuta guarigione. Tali certificazioni possono essere sotto forma di Green pass. 

Il viaggiatore dotato di certificato vaccinale o di guarigione, in partenza dal territorio nazionale per un soggiorno all’estero nell’ambito di un corridoio turistico Covid-free, deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico condotto con tampone e risultato negativo, nelle quarantotto (48) ore precedenti la partenza; se la permanenza all’estero supera i sette (7) giorni, sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico in loco; prima di rientrare in Italia, nelle quarantotto (48) ore precedenti l’imbarco, è necessario sottoporsi a un test molecolare o antigenico, condotto con tampone e risultato negativo; all’arrivo in aeroporto in Italia, è necessario sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico, con risultato negativo. Se tutti i passaggi su elencati sono rispettati, i viaggiatori sono esentati dal rispetto degli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario.

 

Ultimo aggiornamento: 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA