Chiara Ugolini, la fine terribile: ritrovata con uno straccio in bocca imbevuto di candeggina

Martedì 7 Settembre 2021 di Michela Allegri
Chiara Ugolini ha lottato con l'assassino: aveva uno straccio con la candeggina in bocca

Aveva uno straccio imbevuto di candeggina conficcato dentro la bocca, che potrebbe avere provocato un’emorragia agli organi interni. Il sospetto della Procura è che l’aggressore di Chiara Ugolini, la ventisettenne veronese che abitava con il fidanzato in un appartamento a Calmasino, sul Lago di Garda, volesse abusare di lei e le abbia infilato in gola lo strofinaccio, nel tentativo di zittirla. A ucciderla, tre giorni fa mentre era sola, sarebbe stato il vicino di casa, Emanuele Impellizzeri, 38 anni, pregiudicato, che adesso si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Quando domenica gli agenti della Polstrada l’hanno sorpreso sulla A1 nei pressi di Firenze e lo hanno fermato mentre era in sella a una moto, il trentottenne aveva dei graffi sul collo: probabilmente Chiara ha lottato con l’aggressore e ha cercato di difendersi dall’agguato a sfondo sessuale. A stabilire le cause della morte, comunque, sarà l’autopsia, che verrà eseguita oggi. Ma i primi risultati degli accertamenti portano gli inquirenti a dubitare della versione fornita dall’indagato domenica sera, al momento del fermo.

 

 

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Le dichiarazioni

«Volevo sparire», ha detto Impellizzeri quando è stato bloccato in autostrada. Poi, ha raccontato agli investigatori di avere avuto «un raptus». Secondo la ricostruzione della Procura sarebbe entrato di nascosto in casa della vittima, passando da un terrazzino, dopo averla vista mentre si stava cambiando. L’indagato ha detto di avere spinto Chiara, che si era spaventata per esserselo trovato di fronte. E ha sostenuto che la giovane sia morta a causa di una violenta caduta. Sul corpo della vittima non ci sono segni di abusi e di violenza, ma il fatto che avesse in bocca uno straccio imbevuto di una sostanza simile alla candeggina porta gli inquirenti a sospettare che Impellizzeri volesse violentare la ragazza e che le sue azioni siano state ben studiate. Potrebbe essere stata proprio la sostanza corrosiva la causa del decesso, visto che Chiara non sembra essere stata picchiata, o colpita con un oggetto contundente. Sul caso stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo di Verona, guidati dal colonnello Stefano Mazzanti.

 

 

 

 

L'interrogatorio

Oggi, nel carcere fiorentino di Sollicciano, è previsto anche l’interrogatorio dell’indagato. Il trentottenne di origini siciliane lavorava in una carrozzeria di Calmasino e stava scontando una pena per due rapine risalenti al 2006. Già condannato per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, era in affidamento in prova ai servizi sociali nell’abitazione a piano terra della palazzina a tre piani nella quale viveva anche la vittima. Impellizzeri ha una bambina di 7 anni e una compagna che, dopo la scoperta dell’omicidio, ha deciso di troncare la relazione.

 

La dedica

Intanto ieri su Instagram il fidanzato di Chiara, Daniel Bongiovanni, ha ricordato la compagna. I due si sarebbero dovuti sposare e stavano organizzando un viaggio alle Maldive. «Tu sei e resterai per sempre la mia metà, la parte che mi completa, la mia ragione di vivere. Abbiamo passato mille avventure, ma era solo l’inizio, avevamo migliaia di progetti insieme rimasti in sospeso - ha scritto il ragazzo sotto ad alcune foto in compagnia di Chiara -. Ma non ti preoccupare amore mio, ti porterò per sempre con me, dentro al mio cuore. Gireremo tutto il mondo insieme e so che tu sarai sempre al mio fianco per tutta la vita. Ti amo Chiara, ti amerò per sempre e questo non cambierà mai e tu lo sai». Domenica è Bongiovanni a dare l’allarme. Si è preoccupato perché Chiara non era rientrata al lavoro - nella gelateria gestita dal padre del fidanzato - ed è tornato a casa. Ha trovato il corpo della giovane senza vita, accasciato in terra. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 11:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA