Montezemolo, addio dopo 14 mondiali:
sbarca in Ferrari nel '70, presidente dal '91

Addio dopo 14 mondiali: sbarca in Ferrari nel 1970, presidente dal '91
MARANELLO - Dopo 14 titoli mondiali, il matrimonio tra Luca di Montezemolo e la Ferrari arriva al capolinea. La stagione 2014, avara di soddisfazioni e sin qui priva di vittorie, ha segnato la fine del binomio tra il Cavallino e l'ormai ex presidente.





Il sipario è virtualmente calato già domenica, con le parole pronunciate da Sergio Marchionne: «La Ferrari non vince dal 2008, nessuno è indispensabile», ha detto l'amministratore delegato della Fiat nella giornata caratterizzata, a Monza, dall'ennesimo flop in pista con il ritiro di Fernando Alonso dal Gp d'Italia. E proprio Marchionne prende, ora ufficialmente, il timone della Ferrari con l'obiettivo di un rilancio che passa anche con la quotazione a Wall Street.



A livello sportivo, del resto, la situazione richiedeva una svolta. Il Cavallino annaspa nelle zone anonime del circus, lontano anni luce dalla Mercedes che domina il campionato. Sono un lontano ricordo i titoli che la scuderia di Maranello conquistava a raffica tra il 2000 e il 2004, quando il Cavallino volava con Michael Schumacher in pista e Jean Todt in cabina di regia con Ross Brawn.



L'inizio del nuovo secolo ha rappresentato il periodo d'oro del lungo binomio Montezemolo-Ferrari . Il manager sbarcò giovanissimo a Maranello nel 1970, ricoprendo il ruolo di direttore corse sotto la guida dell'ingegner Enzo Ferrari . Arrivarono 3 titoli costruttori tra il 1975 e il 1977 e due Mondiali piloti firmati da Niki Lauda.



La carriera di Montezemolo si sviluppò lontano dal Cavallino, prima del ritorno in rosso nel 1991: quasi un decennio di faticoso rodaggio prima della rinascita della rossa, tante delusioni prima degli exploit a ripetizione griffati dalla coppia Schumi-Todt. L'ultimo squillo è arrivato nel 2007, con il Mondiale vinto da Kimi Raikkonen. Dopo il finlandese, la Ferrari è sparita dall'albo d'oro dei piloti.



Nel 2008, l'ultimo titolo costruttori, con Felipe Massa beffato negli ultimi metri del Gp del Brasile. Da lì in poi, la discesa. L'ingaggio di Fernando Alonso, affiancato quest'anno ancora da Raikkonen, non è bastato per riconquistare la vetta. La Ferrari non ha arginato lo strapotere Red Bull nel quadriennio 2010-2013 e non ha saputo adeguarsi alla rivoluzione regolamentare entrata in vigore quest'anno. Ne ha fatto le spese, prima di tutti, l'ormai ex team principal Stefano Domenicali, rimpiazzato da Marco Mattiacci. Gli avvicendamenti, però, non si fermano qui. E dopo il faccia a faccia di ieri a Maranello, oggi puntuale è arrivato il passo indietro di Montezemo. Per la Ferrari, inizia ufficialmente una nuova era.
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Mercoledì 10 Settembre 2014, 09:48






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