Incidente per colpa del cane senza microchip, ma l'Ulss non paga i danni: «Qua non ci sono randagi»

Giovedì 14 Febbraio 2019
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VILLANOVA - Un 19enne di Villanova è caduto dallo scooter per evitareun cane non "microchippato", ma alla richiesta di danni l’Azienda sanitaria ha risposto secca: quel cane doveva avere un padrone e i danni vanno richiesti a lui. 

L'Ulss n. 6 Euganea ha risposto picche alla richiesta danni presentata da Studio 3A-Valore S.p.A. per conto di un giovane assistito rimasto coinvolto in un sinistro stradale accaduto lo scorso 23 agosto, poco dopo mezzanotte, lungo via Cornara, nel territorio comunale di Villanova di Camposampiero, poco distante da casa. Il ragazzo, che ha 19 anni, stava procedendo tranquillamente con il suo scooter quando all'improvviso è sbucato un cane che gli ha tagliato la strada: ha fatto di tutto per evitarlo, ma non c'è riuscito, investendolo, perdendo l'equilibrio e rovinando malamente sull'asfalto. Per la famiglia del giovane, peraltro, si tratta di un'autentica persecuzione: lo zio è rimasto tetraplegico dopo un violentissimo schianto frontale proprio per evitare un animale.

Per fortuna il diciannovenne se l'è cavata, ma ha comunque riportato svariate lesioni, tra cui un trauma cranico semplice, abrasioni multiple agli arti e contusioni varie, soprattutto a un fianco, per una prognosi di sette giorni secondo i sanitari del Pronto Soccorso dell'ospedale di Dolo, dove il ferito è stato trasportato. E lo scooter ha subito ingenti danni materiali.

Nessun dubbio che a causare la caduta sia stato un cane: l'animale investito, purtroppo, è rimasto a terra senza vita, come hanno constatato e verbalizzato i carabinieri della stazione di Pionca, intervenuti per i rilievi, e gli stessi addetti del servizio Veterinario di Igiene Urbana dell'Ulss 6, subito contattati dai militari e intervenuti in sopralluogo. La verifica sul corpo dell'animale ha altresì consentito di appurare come non fosse “microchippato” e non sussistesse quindi alcun elemento tale da poterlo ricondurre a un eventuale proprietario.

Per questa ragione Studio 3A-Valore S.p.A ha presentato una richiesta danni all'Azienda Sanitaria in quanto responsabile dei cani randagi presenti nel territorio di competenza. Ma l'ufficio Affari Generali dell'Ulss ha denegato ogni responsabilità, adducendo una nota del Direttore del Servizio Veterinario di Igiene Urbana. Nel documento si chiarisce che “l'Ulss 6 garantisce il recupero dei cani vaganti sul territorio mediante un servizio h24, festività incluse”, ma si asserisce con orgoglio che “diversamente da altre realtà italiane, nella provincia di Padova non esistono cani randagi”, ricordando che “il randagismo canino prevede la presenza stabile di cani a vita libera”, mentre “nel nostro territorio ciò non costituisce carattere di permanenza”.

L'Azienda riconosce che “il servizio è intervento su richiesta dei carabinieri di Pionca per recuperare la carcassa dell'animale, che è risultato sprovvisto di identificativo”, ma secondo l’Ulss “la presenza di questo e altri cani vaganti” va sempre e comunque ricondotta alla “temporanea, mancata custodia dei proprietari piuttosto che ad una condizione di randagismo”. Ergo, per il Servizio Veterinario “la responsabilità di questo e di altri sinistri sul genere va attribuita al proprietario del cane, presumibilmente abitante in prossimità del luogo del sinistro, ma non certo al servizio, di fatto attento e puntuale nel recupero dei cani segnalati vaganti”. Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA