Manovra, stangata sulle auto inquinanti: grandi case in rivolta. E il governo frena

PER APPROFONDIRE: auto, manovra, tasse
Manovra, una tassa sulle auto a benzina e diesel: grandi case in rivolta

di Andrea Bassi

L'emendamento è stato approvato nella notte. Neanche il tempo di darlo alle stampe, che la levata di scudi è stata unanime. La norma, proposta dal Movimento Cinque Stelle e approvata dalla Commissione Bilancio di Montecitorio, del resto, prevede una stangata sulle auto a benzina e diesel. Le più vendute in Italia.

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Dal prossimo primo gennaio, in pratica, entrerà in vigore una nuova imposta proporzionale alle emissioni di anidride carbonica. Alla tassa saranno soggetti tutti coloro che tra il primo gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021 acquisteranno un'auto con emissioni di anidride carbonica (CO2) a partire da 110 g/km.

L'imposta sarà progressiva all'aumentare delle emissioni: partirà da 150 euro per 110g/Km per arrivare a 3 mila euro oltre i 250g/Km. Chi acquista un'auto sotto queste soglie (in pratica quelle a metano, elettriche o ibride) avrà un incentivo tra 1.500 e 6.000 euro. Non appena letto l'emendamento il settore è andato in subbuglio. Sindacati e imprese hanno immediatamente fatto sentire la loro voce. Il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha parlato di «uno schiaffo al settore». Il segretario nazionale Ferdinando Uliano gli ha fatto eco. «A rischio», ha detto «è tutta la filiera dell'automotive italiana con le sue 5.704 imprese e gli oltre 258.000 occupati, perché gli investimenti già programmati verranno messi in discussione, e le ripercussioni saranno pesantissime per l'occupazione». Per il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, «colpire il comparto dell'auto significa mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro». È una «misura estemporanea» anche per Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive. Dall'altro lato della barricata, il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, ha parlato di una «misura offensiva e volgare».
 


L'Anfia, l'associazione della filiera automobilistica, che solo pochi giorni fa aveva ricevuto dal premier Conte rassicurazioni sul settore, ha bollato la tassa come «sbagliata» e che «penalizza le classi sociali con minore capacità di spesa». Il timore è che il settore si fermi. E sarebbe un problema. L'auto è il motore che al momento sta spingendo il Pil. Gli effetti potrebbero farsi sentire presto se la norma dovesse essere confermata al Senato, con il rischio di colpire stabilimenti importanti come quello di Pomigliano D'Arco, collegio, tra le altre cose, del vice premier Luigi Di Maio.

IL DATO
In questo clima ieri è proseguito l'esame della manovra. Diverse le misure introdotte dalla Camera. Le società non quotate e che non emettono titoli negoziati su mercati regolamentati potranno non applicare i principi contabili internazionali. La norma è stata ribattezzata «scudo anti spread». Confermata anche la maggiorazione Tasi. L'aliquota potrà essere mantenuta allo stesso livello individuato fino a quest'anno, cioè ad un massimo dello 0,8 per mille in più dell'aliquota ordinaria, rimanendo in comuni come Roma e Milano all'11,4 per mille anziché al 10,6 per mille. Intanto è arrivata l'ennesima revisione delle stime di crescita. Secondo l'agenzia di rating Fitch, il Pil italiano non andrà oltre l'1% quest'anno e l'1,1% il prossimo (contro l'1,2% stimato in precedenza).

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribattuto che Fitch «non conosce la proposta all'Ue» e che dunque «si ricrederà». In realtà la proposta a Bruxelles non è ancora nota a nessuno. Lo stesso Conte ha spiegato che martedì la consegnerà al presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Fonti del ministero dell'Economia fanno sapere che questo si tradurrà in un nuovo Documento programmatico di bilancio, il terzo. Se le previsioni saranno confermate, Palazzo Chigi e Tesoro proporranno di rivedere il 2,4% di deficit abbassandolo ad una cifra vicina al 2%. I risparmi (4-4,5 miliardi) arriveranno da una revisione delle due misure cardine, il Reddito di cittadinanza e la riforma «Quota 100» delle pensioni. Il deficit, come ha confermato ieri lo stesso Conte, scenderà anche nel 2020 e nel 2021.
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Giovedì 6 Dicembre 2018, 08:38






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5 di 28 commenti presenti
2018-12-07 00:08:51
Se date alla gente degli stipendi decenti, la gente l'auto se la cambia da sola!
2018-12-06 22:04:17
Mi chiedo che con che coraggio abbiano avuto inventarsi una tassa come questa.. Davvero siamo alla disperazione totale.. Se non vado errato si diceva volevano alleggerire le tasse e non aumentare.. Non ci siamo.. Si inizia a zoppicare..
2018-12-06 19:40:15
E se si provasse a leggere questo emendamento, che non verrà mai applicato, alla "rovescia". Ossia, come predetto, dato che questo provvedimento non nascerà mai (certo che il Senato lo boccerà), nel frattempo, da qui a fine a anno, ci sarà la corsa all'acquisto di auto prima delle ventilate nuove tasse sulle emissioni. E' un pensiero di certo "malizioso", ma dietro ci vedo la spinta delle case automobilistiche le quali, essendo quasi tutte in "rosso", numericamente, rispetto alle quantità vendute lo scorso anno, con questa mossa (camuffata da tassa che verrà) provano a recuperare un po' di vendite. Provino invece ad abbassare i prezzi al reale costo di produzione, provino a vendere "auto" e non soldi (visto che se non fai il finanziamento ti dicono che non si può acquistare: va beh ... se le tengano) come fanno ora; probabilmente il mercato si risveglierebbe e ci sarebbe pure un po' di spazio per una "tassa sulle emissioni", senza aggravio di costi per i consumatori. Poi si da un anno di tempo alle case automobilistiche per fare o rifare motori che inquinino meno di quelli attuali. Risultato: 1) si vendono nuove auto che svecchiano il parco auto esistente - 2) l'Erario incassa una determinata cifra che ora finisce nelle tasche degli azionisti della case automobilistiche - 3) il consumatore non spende un Euro in più rispetto ad oggi - 4) Entro un anno ci sarebbero mezzi molto meno inquinanti rispetto a quelli prodotti fino. Difficile? Certo che si, visto che ci vogliono gli attributi per fare certe scelte. Attributi che non hanno gli attuali governanti, come non gli avevano quelli di almeno 5-6 Legislature precedenti.
2018-12-07 16:19:15
Sicuri sicuri, quelli che hanno messo il "pollice verso" che ci sarà la tassa? Stiamo a vedere: e se non ci sarà, come credo fermamente, avrete il coraggio di dire "nome e cognome e motivo" del vostro pensiero. Come faccio io, che non mi nascondo dietro a "alias" più o meno fantasiosi. Statemi comunque bene!
2018-12-06 18:44:51
E se e' tassa DEVE avere il criterio della proporzionalità! Ovvero deve essere proporzionale ai chilometri percorsi. E poi si fa presto a dire elettrico, ma se la ricarica te la fanno con le centrali a carbone?