Aperture festive, il no della Sme: «Chi lavora dev'essere felice»

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Aperture festive, il no della Sme:  ​«Chi lavora dev'essere felice»

di Angela Pederiva

VENEZIA -  Shopping center aperti in tutti i festivi, ma anche catene che faticano a trovare personale disponibile nel fine settimana. Il caso di Bricoman, sbarcato a Nordest con una sede a San Fior in cui solo 26 assunti su 85 sono della provincia di Treviso («Ci è parso di capire che qui non gradiscano lavorare con i turni anche di sabato e domenica»), ha riacceso il dibattito su commercio e occupazione: un equilibrio difficile, spesso. Ma non sempre, come dimostra la scelta in controtendenza di Sme, il marchio nordestino che fa riferimento alla famiglia Sartorello e che conta 9 sedi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. In apparenza si tratta di grandi strutture come tante, con i loro 6.000-15.000 metri quadri di superficie di vendita, ma in realtà i negozi sono caratterizzati da una particolarità: orario continuato soltanto al sabato e apertura domenicale solo a novembre e dicembre. «Abbiamo 1.000 dipendenti e vogliamo che siano felici», spiega il direttore Girolamo Carrer, non a caso esponente del movimento Domenica no grazie guidato da don Enrico Torta.
Quando l'avete deciso?
«Praticamente subito. Il motivo principale era dare la possibilità ai nostri collaboratori di essere felici e sono sicuro che non lo sarebbero se dovessero lavorare in tutti i festivi e all'ora di pranzo: parliamo di persone che hanno una famiglia, per un terzo sono donne. Questa valutazione è stata poi sostenuta da una considerazione gestionale. La nostra offerta è molto assistita e molto specializzata: chi compra da noi un mobile, un elettrodomestico o un apparecchio elettronico sa di potersi riaffidare al venditore con cui si è già trovato bene e di poter contare sui servizi di assistenza e di consegna. Tenere aperti i negozi tutte le domeniche significherebbe perciò garantire un'apertura continuata di 10 ore, cioè quasi il 20% dell'orario settimanale, assicurando al tempo stesso anche la presenza degli addetti di magazzini, rifornimenti, consegne e così via, il che comporterebbe la necessità di aumentare l'organico del 15%».
E quindi?
«E quindi gli incassi del settimo giorno non coprirebbero i costi ulteriori. Ma ripeto, questo è stato un rafforzativo rispetto alla volontà di mantenere sereno il clima aziendale. Lavoro qui da quarant'anni e sono sicuro che la maggior parte dei nostri collaboratori cercherebbe di andare via, se imponessimo la turnazione su 7 giorni e magari su 12 ore. È giusto che le persone alla domenica stiano con le loro famiglie e con i loro amici, come abbiamo fatto tutti noi quando eravamo giovani, e che nella pausa pranzo vadano a prendere i figli a scuola e mangino con loro. Le vendite ai clienti si fanno lo stesso e fra l'altro non si perde niente».
In che senso?
«Con le aperture festive le quote di mercato si spostano dai piccoli ai grandi e si distribuiscono su 7 giorni anziché 6, ma nella sostanza non cambia niente».

    
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Giovedì 12 Aprile 2018, 15:18






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5 di 78 commenti presenti
2018-04-13 08:06:07
L'apertura degli orari è stato un fallimento su tutta la linea, alla fine non porta lavoro o poco più perché i lavoratori vengono turnati questo succede nella realtà si deve aumentare i prezzi per stare nelle spese e come detto nell'articolo il cliente sapendo che può andare su 7 giorni fa la spese nei 7 giorni e non più nei 6... Questo lo dimostrano i dati del commercio
2018-04-13 14:19:58
L'apertura degli orari, come qualsiasi trovata del marketing, ha un effetto incentivante per i primi che la applicano, poi quando tutti ci arrivano, diventa ininfluente se non una spesa inutile. Chi quindi ha cominciato per primo, sicuramente ne ha guadagnato, adesso non credo proprio. Prendete le "newsletter": sicuramente chi ha lanciato questo tipo di approccio al cliente, ha avuto dei riscontri favorevoli. Adesso, non so voi, ma con 10/15 newsletter al giorno...io le cancello tutte senza nemmeno aprirle. Perciò ci sono ditte che pagano persone per un servizio che in questo momento non porta a nulla. come tanti altri.
2018-04-13 07:53:37
Questo è una bella dichiarazione del dirigente, ma mi ricorda la bella musica dell'orchestra del Titanic mentre stava affondando
2018-04-13 13:29:27
Non mi sembra che il gruppo stia affondando... altro discorso sono i motivi personali
2018-04-13 06:51:42
Molti che hanno la Domenica libera, pure il sabato, i disoccupati pure il resto delle settimana, frequentano i centri commerciali( sport, moda, bricolage..elettronica) e al massimo si comprano un sacchetto di patatine.Stanno al caldo o al fresco, hanno bagni puliti,sedie e panchine, mirano la movida. La loro massa illude di un gran giro di vendite.Due negozi del genere fai da te entro il raggiodi 15 chilometri dal mio paese...hanno chiuso.Un altro ha preso fuoco e cio' che rimane e' sigillato per inchiesta giudiziaria.Attrezzature in vendita anche nei discount...con prezzi civetta, forse sottocosto o puro costo, per acchiappare i clienti e far comprare altri generi.Non parliamo degli iper family gestiti da onnipresenti cinesi e...hanno di tutto, compresi materiali ed attrezzi.