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Vadim Shishimarin, il soldato russo processato per crimini di guerra in Ucraina: «Sono stato costretto a sparare»

Il militare ha confessato di aver ucciso un civile che tornava a casa in bicicletta. È il primo soldato russo processato in Ucraina per crimini di guerra

Giovedì 19 Maggio 2022
Vadim, il soldato russo processato per crimini di guerra: «Sono stato costretto a sparare»

Ha confessato l'omicidio e ha detto di essersi rifiutato di sparare in un primo momento ma di essre stato costretto dagli ordini di un superiore. Poi ha chiesto scusa alla vedova dell'uomo che ha ucciso: «Riconosco la mia colpa, ti chiedo di perdonarmi». Il sergente russo Vadim Shishimarin, 21 anni, è alla sbarra nel tribunale di Kiev accusato crimini di guerra aver ucciso Oleksandr Shelipov, un uomo di 62 anni disarmato che tornava a casa in bicicletta, nella regione di Sumy lo scorso 28 febbraio. Quello di Shishimarin è il primo processo iniziato contro un militare russo per crimini di guerra in Ucraina.

 

Il primo processo per crimini di guerra in Ucraina 

Il giovane ha reso la sua testimonianza in piedi, all'interno di una "gabbia di vetro" davanti ai tre giudici del tribunale distrettuale Solomyansky e alla vedova Kateryna Shelipova. Anche la donna è stata sentita dai giudici: «Mio marito lavorava come trattorista, non avevamo armi. Era in abiti civili. Con mio marito ho perso tutto, era il mio protettore» ha detto. E poi ha aggiunto, riferendosi all'imputato: «Si merita l'ergastolo per aver ucciso mio marito»

Il soldato: «Non volevo sparare»

Il 18 maggio l'imputato di è dichiarato «pienamente» colpevole di aver sparato a un civile disarmato. Si è difeso dicendo che doveva obbedire agli ordini del suo superiore. L'ordine di sparare all'uomo sarebbe stato dato perchè il civile in bicicletta stava parlando al telefono e gli altri soladati hanno sospettato che potesse dare informazioni circa la loro posizione. L'accusa ha mostrato diversi fucili come prova e l'imputato ha riconosciuto l'arma usata.

Il racconto del testimone 

In aula è stato ascoltato un altro militare russo, Ivan Maltysev, anche lui 21enne e anche lui arresosi alle forze ucraine. Durante la testimonianza ha raccontato che i russi erano stati costretti a ritirarsi a piedi con alcuni loro soldati feriti confermando che il suo commilitone era stato costretto a sparare. «Non è stato Vadim a volerlo. Un soldato, di cui non conosco il nome, si è voltato in macchina e ha gridato che Vadim doveva eseguire l'ordine, altrimenti saremmo stati individuati» ha detto facendo riferimento al fatto che la vittima stesse parlando al telefono e, secondo i russi, avrebbe potuto fornire indicazioni su dove si trovavano. «A questo punto, eravamo quasi a fianco del civile e, sotto pressione, Vadim ha sparato. Ha sparato tre o quattro colpi», ha aggiunto Maltysev. Gli altri due soldati che erano in macchina con loro sono stati portati in Russia nell'ambito di uno scambio di prigionieri, ha reso noto l'avvocato.

Chiesto l'ergastolo

La pena richiesta dagli ucraini per il crimine è l'ergastolo. Ma Shishimarin potrebbe essere lasciato libero e mandato in Russia se entra a far parte di uno scambio di prigionieri. Nel dettaglio potrebbe essere scambiato «con i difensori di Mariupol» in modo da salvare «i nostri ragazzi», ovvero con i centinaia di combattenti ucraini evacuati dalle acciaierie Azovstal, ha detto la vedova.

 

Ultimo aggiornamento: 21:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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