Procrezione assistita, decisione storica della Spagna: gratis per tutte le donne e per i trans

Molte persone straniere, comprese tante donne e coppie italiane, raggiungono la penisola iberica per accedere a questi trattamenti

Venerdì 12 Novembre 2021
Procrezione assistita, decisione storica della Spagna: gratis per tutte le donne e per i trans

Con una decisione di portata storica, che rappresenta un precedente importante, il ministro della Sanità spagnolo Carolina Darias ha firmato un’ordinanza che permette a donne single, lesbiche, bisessuali e trans l’accesso alla procreazione medicalmente assistita nell’ambito del sistema sanitario pubblico. Quindi completamente gratuita. Unica condizione è che chi decide di intraprendere questo percorso non abbia più di quarant’anni.

 

«Basta discriminazioni»

Il provvedimento del ministro era una richiesta per la quale si battevano da tempo i gruppi per i diritti Lgtbq e fa parte del programma di matrice progressista ed egualitario del governo a guida socialista. Un esecutivo che si è già segnalato per il numero record di donne nominate nella squadra di governo. Il trattamento della fertilità attraverso la fecondazione in vitro è gratuito in Spagna, ma sei anni fa il governo conservatore del Partito Popolare mise dei limiti concedendone l’accesso solo alle donne eterosessuali che avevano un partner, costringendo di fatto tutte le altre a pagare per avere cure private. Una scelta che divise il Paese e suscitò aspre polemiche, tanto che molti governi regionali spagnoli si rifiutarono di seguire il governo in questa scelta politica. Ora i diritti si ampliano di nuovo, e in misura maggiore. Venerdì il ministro della Sanità Carolina Darias ha firmato l’ordine di estensione della fecondazione assistita durante una cerimonia a cui hanno partecipato molti gruppi di attivisti.

 

Nel suo discorso, visibilmente commossa, il ministro ha spiegato che questa decisione intende porre fine alle discriminazioni nel sistema sanitario pubblico. Il portafoglio dei servizi è stato ampliato affinché donne single, donne lesbiche e persone transgender possano accedere gratuitamente alle metodologie di riproduzione assistita. «Sono diritti che non avrebbero mai dovuto essere negati. C’è voluto tempo e anche lavoro per ripristinarli», ha affermato Carolina Darias. «Oggi è un giorno in cui compiamo passi importanti per continuare ad avanzare, per migliorare la vita delle persone e renderle felici con politiche progressiste e inclusive in cui tutti si sentano protagonisti». Il ministro ha ammesso che dall’annuncio della reintroduzione di questo diritto nel 2018 fino alla sua approvazione il processo «è stato lungo, ma ci sono state numerose consultazioni con le comunità autonome, anche se alcune hanno continuato con questa disposizione come complementare. Oggi abbiamo firmato un testo che ha tutte le garanzie per tutelare ed espandere i diritti. La Spagna è un punto di riferimento mondiale nella salute pubblica e anche nei diritti delle donne e dei gruppi Lgtbq», assicura.

In ordine sparso

Per approvare il decreto sono stati necessari due anni e mezzo. La misura è stata annunciata il 6 luglio 2018, in coincidenza con la celebrazione dell’orgoglio Lgtb, dall’ex portavoce del governo Isabel Celaá, poche settimane dopo l’ingresso di Pedro Sánchez nel governo. La previsione per la sua attuazione in quel momento era «il primo trimestre del 2019», secondo Celaá, ma la richiesta di nuove elezioni, l’agenda del governo e la pandemia di Covid ne hanno ritardato l’approvazione. Le donne single e lesbiche hanno avuto accesso alla riproduzione assistita pubblica dal 2006, attraverso un regolamento promulgato durante il periodo di José Luis Rodríguez Zapatero a capo del governo. Nel novembre 2014 il ministero della Salute guidato dalla popolare Ana Mato ha deciso di limitare questo diritto a livello nazionale sostenendo che «la mancanza di un uomo non è un problema medico», tuttavia alcune comunità autonome hanno deciso di propria iniziativa di continuare a offrirlo nonostante la mancanza di certezze giuridiche.

Molte aree, come la Catalogna e l’Andalusia, avevano esteso i servizi gratuiti di procreazione assistita a più categorie rispetto a quelle previste dal provvedimento nazionale, di fatto allineandosi a quanto stabilito otto anni prima dal governo Zapatero. Alcune comunità garantivano il servizio gratuitamente anche agli uomini trans che avevano chiesto la rettifica anagrafica dei documenti, molte altre però si erano adeguate alla norma del governo Rajoy. Esistevano differenze anche riguardo al tipo di trattamenti che si potevano richiedere: nella comunità della Navarra, per esempio, le donne single potevano sottoporsi gratuitamente all’inseminazione artificiale, ma non con la fecondazione in vitro. In generale, la situazione non omogenea nel Paese causava discriminazioni: le persone e le coppie che non potevano accedere al servizio pubblico erano obbligate a rivolgersi alle strutture private e a pagare di tasca propria gli alti costi dei trattamenti (si parla di decine di migliaia di euro). E solo pochi potevano permetterselo.

Consolidamento dei diritti

Il nuovo decreto ha eliminato le discriminazioni, perché obbligherà tutte le comunità autonome ad adeguarsi alle nuove regole. Secondo il ministero della Salute spagnolo, il provvedimento aiuterà almeno 8.500 persone ad avere accesso a trattamenti desiderati. La Spagna è già oggi uno dei Paesi europei in cui i trattamenti per la procreazione medicalmente assistita sono più accessibili; molte persone straniere, comprese tante donne e coppie italiane, vanno in Spagna proprio per accedere a tali trattamenti. Carolina Darias ha anticipato che lo «scopo dell’esecutivo è continuare la strada del consolidamento dei diritti, come la salute universale, la salute mentale, la non discriminazione dovuta all’Hiv, l’accesso ai farmaci senza ticket, la gratuità e l’aborto sicuro, il principio che le persone trans smettano di essere considerate persone malate». E promette: «L’orizzonte ci aspetta. Continueremo a fare passi avanti in quella direzione».

 

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA