Comandanti russi «spogliati, legati e portati via». Così il generale Muradov reprime le rivolte dei ribelli

Sabato 14 Maggio 2022 di Alessandro Rosi
Comandanti russi «spogliati, legati e portati via». Così il generale Muradov reprime le rivolte dei ribelli
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Spogliati, legati e portati via con i camion verso destinazioni sconosciute. Questo è il destino dei comandanti russi che si ribellano a Putin. O almeno è quanto emerge dalle intercettazioni raccolte dal Servizio di sicurezza dell'Ucraina (SBU), pubblicate poi sui social media. Non è la prima volta che si viene a conoscenza delle conversazioni tra i militari russi. Ma stavolta, dai dispositivi utilizzati dagli specialisti dell'esercito di Zelensky, emerge un'altra realtà. Ed è diversa dal rifiuto di combattere e dall'autolesionismo per non proseguire con le atrocità della guerra.

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Comandati russi spogliati, gli ammutinamenti

Per capire il contesto in cui stanno avvenendo le repressioni, bisogna fare prima una premessa. Una parte dei soldati russi hanno paura di combattere con le forze ucraine e «per questo gli ammutinamenti stanno assumendo un carattere di massa». Così indica il servizio ucraino in un commento al video con le intercettazioni.

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L'intervento di Muradov

Tra giovani che si rifiutano di andare al fronte e soldati che non vogliono combattere, l'esercito russo ha dovuto cercare delle risposte. A questo scopo è stato inviato al fronte il generale Rustam Muradov, vice comandante del distretto militare meridionale della Russia noto per le sue azioni brutali durante l'intervento russo in Siria. E Muradov è finito nelle intercettazioni. Secondo quanto raccontato da un soldato russo a un suo amico, avrebbe organizzato «processi esemplari» durante i quali avrebbe umiliato i soldati che si rifiutano di proseguire la guerra in Ucraina. 

Le intercettazioni

«Muradov è venuto e ha fatto un processo esemplare - si sente nell'intercettazione di un soldato russo a suo padre -, perché nessuno voleva andare avanti. I comandanti non volevano portare i loro ragazzi alla morte. Per esempio, ha spogliato questi comandanti, ha legato loro le mani. Hanno dovuto tirare fuori tutto dalle tasche. Li ha gettati negli autobus e li ha portati via». Un'umiliazione. Per Putin c'è poi la carenza di uomini al fronte. Il soldato ha ammesso che anche lui sta aspettando di essere mandato "in licenza". «La Russia non può ammettere ufficialmente di avere così tanti soldati che si rifiutano di combattere in Ucraina».

 

Chi è il generale Muradov

Il generale Rustam Muradov è una delle numerose figure militari russe sanzionate dall'UE. È stato insignito del titolo di Eroe della Federazione Russa nel 2017, con il premio che gli è stato consegnato personalmente dallo stesso Putin. Attualmente è vice comandante del distretto militare meridionale della Russia ed noto per le sue azioni brutali durante l'intervento russo in Siria.

 

Putin è «un vecchio pazzo»

In una seconda registrazione, si può sentire un altro uomo - identificato come un soldato russo - che esprime le sue frustrazioni per la situazione in Ucraina a un'amica. La sua principale lamentela sembra essere il discorso di Putin nel Giorno della Vittoria il 9 maggio, che ha visto il presidente russo parlare a un'enorme parata militare annuale per celebrare la fine del coinvolgimento della Russia nella seconda guerra mondiale 77 anni fa. L'amica dice al soldato che pensava che il discorso di Putin fosse «schifoso», aggiungendo che aveva «tremato tutto il giorno» dopo averlo ascoltato. Il soldato russo risponde: «Beh, cosa vuoi, è un vecchio pazzo».

 

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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