Sacchetti, lo studio sui nuovi bioshopper: «Sono poco biodegradabili»

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Sacchetti, lo studio sui nuovi bioshopper: «Sono poco biodegradabili»
Ci vogliono più di sei mesi al mare per «smaltire» i bioshopper ecologici che in ogni caso possono comunque alterare lo sviluppo delle piante e modificare alcune importanti variabili del sedimento marino ossigeno, temperatura e ph. Lo rivela uno studio condotto da un team di biologi dell'Università di Pisa e pubblicato sulla rivista scientifica "Science of the Total Environment". Il gruppo composto da Elena Balestri, Virginia Menicagli, Flavia Vallerini, Claudio Lardicci ha ricreato un ecosistema in miniatura per analizzare i potenziali effetti diretti o indiretti dell'immissione nell'ambiente marino delle nuove buste in bioplastica, la cui diffusione si prevede possa aumentare nei prossimi anni fino a raggiungere livelli simili a quelli delle buste tradizionali. «La nostra ricerca - sottolinea Lardicci - si inserisce nel dibattito sul "marine plastic debris", cioè sui detriti di plastica in mare, tema globale e purtroppo molto attuale: abbiamo potuto verificare che anche le buste biodegradabili di nuova generazione attualmente in commercio hanno comunque tempi di degradazione lunghi, superiori ai sei mesi».

Come specie modello i ricercatori hanno selezionato due piante acquatiche tipiche del Mediterraneo, la Cymodocea nodosa e la Zostera noltei, valutando quindi la loro risposta a livello di singola specie e di comunità rispetto alla presenza nel sedimento di della bioplatica compostabile. Lo studio ha quindi esaminato il tasso degradazione delle buste e alcune variabili chimico/fisiche del sedimento che influenzano lo sviluppo delle piante. «La nostra ricerca - conclude il biologo pisano - è l'unica ad aver valutato i possibili effetti della presenza di bioplastiche sui fondali marini e sulla crescita di organismi vegetali superiori: i rischi di una possibile massiccia immissione di plastiche cosiddette biodegradabili nei sedimenti marini e gli effetti diretti e indiretti del processo di degradazione sull'intero habitat sono in gran parte ignorati dall'opinione pubblica e non ancora adeguatamente indagati dalla letteratura scientifica».
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Mercoledì 17 Gennaio 2018, 11:54






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5 di 10 commenti presenti
2018-01-18 12:29:55
la realtà è che in nome di una maggior tutela (sanitaria, ambientale, legale, privacy ecc.) siamo destinati ad autoestingierci se non mettiamo un freno alla nostra follia post industriale... da piccolo raccoglievo le carote in orto, le pulivo con le mani e me le mangiavo e poi bevevo dalla canna del tubo del giardino... quante mamme sono ora disposte a tollerare questo per i loro figli?
2018-01-18 09:37:29
E i guanti ? Quelli non inquinano ? Forse l'azienda che produce i sacchetti non li fa . Le solita cose fatte a metà , quindi il problema non è salvaguardare l'ambiente. Possibile che il governo non ci ha pensato ?
2018-01-18 08:59:58
Ormai la parola bio, e biodegradabile è inflazionata ed usata a sproposito. Nelle plastiche, in questo caso, andrebbe indicato il LCA (Life Cycle Assessement). Praticamente l’analisi del ciclo di vita, è un analisi che valuta il costo della materia dell’energia dalla sua “costruzione” a tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’utilizzo, fino all’eliminazione del prodotto stesso una volta divenuto rifiuto il costo del riciclaggio se possibile, e l’impatto di questo rifiuto nell’ambiente. Se leggessimo questi dati avremmo delle interessanti sorprese. Ecco perché biologico, biodegradabile non vuol dire assolutamente nulla se non per noi comuni mortali che diamo a questi termini una grande importanza con l’idea che bio, biodegradabile sia innocuo. La verità è che bisogna avere coraggio e prendere coscienza eliminare le plastiche e la maggioranza degli imballaggi, tornare al riutilizzo con borse in cotone in canapa fino alla loro usura, senza immagini senza inchiostri, senza impermeabilizzazione. Purtroppo non siamo ancora pronti, ci basiamo unicamente sul costo nelle nostre tasche e della praticità, abbiamo lo sguardo corto.
2018-01-17 18:09:14
Io le buste di plastica le vedo disseminate lungo i cigli delle strade. E poi le vedo spesso anche usate per l'umido ...il che non è proprio il massimo...Bene le biodegradabili
2018-01-17 17:59:45
Questi sacchetti inutili, poco biodegradabili e costosi ricordano l'obbligo dell'adesivo di velocità massima per gli automezzi, cioè un piacere a qualcuno, ma quando arriva marzo?