Reddito di inclusione, Caf sono presi d'assalto per le domande

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Reddito di inclusione, Caf presi d'assalto per le domande
È partita la corsa per richiedere il Reddito di inclusione (Rei), la nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, rivolta alle famiglie in difficoltà. Le domande per il Rei si possono presentare dal primo dicembre e già da giorni le sedi Caf «da nord a sud sono prese d'assalto» dai cittadini per avere informazioni e aiuto, fa sapere la consulta nazionale dei Centri di assistenza fiscale.

«In molti casi si stanno rivolgendo per ottenere la certificazione Isee dall'Inps», spiegano i coordinatori Massimo
Bagnoli e Mauro Soldini, ritenendo quindi che sarebbe «opportuno attivare immediatamente un tavolo di coordinamento tra il ministero del Lavoro, l'Inps, l'Anci e la consulta dei Caf» in modo da poter «assicurare, nell'immediato e per il futuro, una puntuale e capillare assistenza, affinché nessuno che ne ha o che ne avrà diritto resti escluso da questo sostegno». 

Il Rei, rimarca il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, illustrando la misura a Bari, dopo l'appuntamento la scorsa settimana di Milano, è «una scelta importante», che guarda sopratutto «alla necessità di costruire una grande rete nazionale di sostegno per la parte più debole della società, nella consapevolezza che c'è bisogno di una grande rete istituzionale e di un grande rapporto tra Governo, Stato, Regioni e Comuni da un lato; e dall'altro versante le organizzazioni sociali, il volontariato, l'associazionismo».

La misura riguarda in prima battuta una platea di 490.000 famiglie per circa 1,8 milioni di persone; a regime, dopo luglio 2018, la platea potenziale si allarga a 700.000 famiglie per circa 2,5 milioni di persone. L'Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente) è necessario per presentare la domanda e accedere al beneficio: la soglia è fissata a 6.000 euro. Si parte dalle famiglie che hanno almeno un minore, o un figlio disabile, una donna incinta, un over-55 disoccupato. Il beneficio può arrivare al massimo a 187,5 euro al mese per una persona che vive sola e fino a 485 euro per un nucleo di 5 o più persone. Con l'approvazione della legge di bilancio quest'ultimo massimale verrà incrementato a 534 euro. Il sostegno economico è condizionato all'impegno su un progetto personalizzato.


 
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Lunedì 4 Dicembre 2017, 18:50






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5 di 6 commenti presenti
2017-12-05 07:05:49
Invece di sforzarsi a creare lavoro, che è anche dignità, si preferisce fare la carità. Proprio non lo capisco.
2017-12-05 04:50:07
Questo e' uno stato canaglia. I cittadini hanno sempre e solo doveri che servono a foraggiare politica e istituzioni ingorde togliendo diritti sacrosanti al Popolo usato come bancomat delle caste. Vitalizi prossimi ai 900 mila di euro l'anno come all'ex presidente Napolitano, magistrati e politici a mio parere sono vere e proprie esagerazioni che offendono il principio di equita' sociale. E nessuno ne parla. Sveglia ragazzi , dove crediamo di andare di questo passo? Con questo debito pubblico la poverta' diffusa e' una certezza.
2017-12-04 21:05:47
Chi saranno i "beneficiari"????...io scommetto.....
2017-12-04 20:48:19
Lo stato deve erogare servizi non distribuire soldi .
2017-12-04 18:58:10
Credo sia doveroso per uno stato aiutare chi è in difficoltà economiche. Credo sia altrettanto doveroso per uno stato soprattutto la fase di controllo nella distribuzione di questi fondi. Fino ad ora questo non è stato fatto. Un esempio per tutti; la compilazione dell'Isee per un italiano è un autentico labirinto in cui risulta davvero difficile districarsi; viceversa agli extracomunitari viene richiesta l'autocertificazione. Vi sembra poco ?