Bollette, mutui e crisi: pensione pignorata a 200mila anziani. L'allarme: energia e cibo, costi insostenibili

Con il balzo dei prezzi è sempre più difficile che l'assegno possa far fronte a tutte le spese

Venerdì 23 Settembre 2022 di Graziella Melina
Bollette e mutui: a 200mila anziani pignorata la pensione

Le bollette da pagare, l’affitto oppure il mutuo, e poi la spesa. Ma i soldi della pensione per molti anziani con l’aumento ora anche di gas e luce non bastano più. E così, il rischio di perdere la casa, o di finire in mano a qualche usuraio è dietro l’angolo. Tra i primi ad accorgersi che la situazione in molte famiglie sta diventando insostenibile, sono i volontari che ogni giorno si ritrovano file lunghissime per la distribuzione dei pacchi alimentari.

Usura, le minacce alla commerciante: «Vengo a casa tua e ti apro come un maiale»


LE RATE


Il direttore della Caritas di Roma, Giustino Trincia, lo ha denunciato senza giri di parole qualche giorno fa: ormai si sta diffondendo la cosiddetta usura di prossimità. Chi ha bisogno chiede «alla persona vicina, magari che abita nel tuo condominio, nel tuo quartiere. Magari inizia col darti 100 euro per pagare un pezzo di bolletta e per pagare una parte di spesa alimentare. Non te lo aspetti e poi ti ritrovi che ti chiede degli interessi». Ma se alle bollette da pagare si aggiungono anche le rate del mutuo, la situazione diventa ingestibile. «Nel momento in cui si trovano in difficoltà – sottolinea Marcella Caradonna, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano – le persone spesso si indebitano e magari cedono il quinto della pensione. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una crisi che allarga la forbice sociale e mette in difficoltà molte famiglie». 


Secondo i dati dell’associazione Favor debitoris, che si impegna contro il debito e la conseguente usura, sono circa 200mila i pensionati che si ritrovano già con le pensioni pignorate. Il dato è approssimativo, potrebbe essere addirittura sottostimato. In realtà, è stato da poco approvato un emendamento al decreto legge aiuti bis che introduce ‘modifiche al limite di impignorabilità delle pensioni’: si passa cioè da 700 a mille euro come soglia sotto la quale le pensioni non si possono pignorare. Finora, bastava davvero poco per ritrovarsi senza l’introito mensile a causa di un pignoramento. Il cosiddetto “minimo vitale”, per i pensionati morosi e soggetti a pignoramenti, era 702,42 euro: una soglia pari a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale che è di 468,28 euro. Con il nuovo provvedimento una fascia di protezione in più è stata ottenuta. Ma il problema comunque resta: le rate dei mutui da pagare sono ancora per molti un peso troppo gravoso se si aggiunge ora l’aumento delle bollette di gas e luce. Il rischio è che così molte famiglie possano perdere la propria abitazione. Come era già successo negli anni scorsi. Nel 2019, per esempio, il numero maggiore di case pignorate si è registrato al nord (il 56,86 per cento), al centro si è attestato al 19,41 per cento e al sud al 23,73 per cento. 
«Non dimentichiamo che le esecuzioni e i pignoramenti – spiega il fondatore dell’associazione Favor debitoris, Giovanni Pastore - sono frutto dell’impoverimento del ceto medio. Ma ora i dati sulle difficoltà delle famiglie possono cambiare con l’insostenibilità delle tariffe energetiche che incideranno su povertà e ceto medio impoverito». Il rischio è dunque alle porte, perché in un certo senso il covid aveva messo in stand by una situazione già allarmante. «Si tratta di un fenomeno comunque molto rallentato – rimarca Pastore - perché il 2020 e 2021 sono anni di sospensione dei pignoramenti grazie ai provvedimenti relativi alla pandemia. Ma è probabile che con l’aumento delle bollette questi dati possano esplodere nel corso del 2022 e del 2023». 

Benzina, pensioni e diritti: ultime mosse dei leader a caccia degli indecisi in vista delle elezioni


LE CONDIZIONI


Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettrice dell’Università Cattolica e direttrice dell’osservatorio sul debito privato, non nasconde la preoccupazione per le condizioni economiche in cui versano molte famiglie. «La situazione congiunturale che stiamo vivendo, e in particolare il rincaro straordinario dell’energia, sta avendo un forte impatto sulla nostra società – spiega - A essere colpiti non sono solo imprenditori e aziende ma anche famiglie, consumatori e pensionati che si trovano a fronteggiare il rincaro delle bollette, delle materie prime e più in generale la crescita dell’inflazione e del costo del denaro». 
Per evitare il peggio servono dunque sostegni immediati. «In questa prospettiva – raccomanda Sciarrone Alibrandi - è importante supportare le fasce deboli della popolazione, come ad esempio i pensionati, che a fronte di entrate fisse sono esposti a uscite crescenti. Perciò la nuova misura della soglia limite per i pignoramenti delle pensioni è positiva visto che consente ai pensionati di avere più liquidità a disposizione per fronteggiare le maggiori spese. Il rischio che vedo infatti – mette in guardia - è che le persone oggi in difficoltà si vedano costrette a ricorrere all’assunzione di nuovi debiti e magari fuori dal circuito legale e rivolgendosi alla criminalità organizzata». 

1 - Continua

Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA