“The Purple Meridians”, a Venezia il progetto di 18 registe contro la discriminazione di genere nel Cinema

Venerdì 10 Settembre 2021 di Gustavo Marco Cipolla
La regista Irene Dionisio_credits Courtesy of Press Office

Finestre spalancate sulle produzioni filmiche al femminile. Se alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il presenzialismo da red carpet, costellato di discutibili look modaioli, è all’ordine del giorno - tra l’altro senza avere alcuna pellicola in concorso, ma solo per il piacere di esserci sbarcando nella lussuosa hall dell’Excelsior e scattare qualche foto - al Lido c’è chi si impegna affacciandosi al davanzale dei sogni in cui crede. Quelli veri e paralleli all’osannato ritorno del “glamour”. Nella Sala Laguna, la piattaforma torinese di streaming Streeen!, che propone prodotti indie e autoriali, ha illustrato il progetto The Purple Meridians. Un’iniziativa realizzata in sinergia con l’osservatorio spagnolo “Ovni” (Observatori de vídeo no identificat che ha sede a Barcellona) e la turca “Rosa Kadın Derneği” (Associazione delle Donne Rosa nella città di Diyarbakir), grazie al supporto di “Gender Equality Sponsorship” per il 2021 del fondo Ue “Eurimages”.

Diciotto registe unite contro il gap di genere nel mondo della celluloide, provenienti da Italia, Spagna e Turchia, hanno aderito ad un percorso di formazione ed empowerment che inizierà a novembre concludendosi il mese successivo. Trending topic le sfide che le addette ai lavori incontrano quotidianamente nell’industria del cinema. «Mi piaceva l’idea di mettere insieme storie e linguaggi diversi, legati dal tratto comune dell'autorialità. Da Wilma Labate, che proprio di recente ha svelato il suo ultimo film alla Mostra, a Claudia Tosi, che porta il documentario italiano ovunque, passando per Irene Dionisio, che guarda all’arte contemporanea, fino a Giulia Cosentino, giovane e talentuosa promessa da sostenere. Se ne aggiungeranno altre due, che verranno scelte dal Torino Film Festival fra le partecipanti alla prossima edizione», spiega Maddalena Merlino, responsabile acquisizioni “Streeen!” e coordinatrice nazionale di “The Purple Meridians”.

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Dal Medio Oriente turco arrivano le filmmaker Rezzan Bayram, Guliz Saglam, Lisa Çalan, Eli̇f Yi̇ği̇t, Ruken Ergüneş, Özdemir Ahu Öztürk, dalla penisola iberica sono state selezionate Raquel Marqués, Pilar Monsell, Ro Caminal, Nuria Canal, Ana Giralt Lara Vilanova. Il meeting veneto è stato organizzato da “Edipo Re” accanto a “Coop Noncello”, si inserisce nell’ambito di “Isola Edipo-Cinema, arti e attualità all'insegna dei diritti e della sostenibilità” in collaborazione con le “Giornate degli autori” e MyMovies. Attesi gli interventi del direttore di “Streeen!” Luciano D’Onofrio, Simona Marchesi di “Ovni”, il presidente di “Coop Noncello” Stefano Mantovani e della giornalista Orsola Casagrande.

Il nome del progetto non è casuale, si ispira al concetto dei meridiani quali simboliche coordinate geografiche per affrontare il tema dell’inclusione, nonché dell’uguaglianza, all’interno di un settore in cui impera ancora il maschilismo. Riflettori accesi sulla presenza di figure femminili specializzate nel Nord-ovest europeo comparata agli stati continentali del Sud. Secondo una ricerca riguardante corti e lungometraggi girati da sole donne in 30 Paesi fra il 2012 e il 2016, «Italia, Turchia e Spagna occupavano rispettivamente il 29esimo, 28esimo e 24esimo posto» nello studio. Così la nascita di un "meridiano concettuale" si accosta a quello cartografico, lasciando un’impronta dialogica volta a promuovere il confronto e le molteplici diversità che costituiscono un valore aggiunto dentro la fabbrica creativa dello schermo. Il firmamento d’autore, quindi, inteso non soltanto come maschile o "etero-normato" anche quando le riprese non coinvolgono in maniera esplicita tematiche incentrate sulle questioni di genere.

«Ho sperimentato la discriminazione nei miei primi set, cominciando a collaborare nel reparto regia. Era qualcosa di molto palpabile che mi stupiva parecchio, toccava addirittura la regista che gestiva la troupe. È davvero complesso per una donna entrare in questo tipo di sistema. Oggi, lavorando al mio secondo lungometraggio con la direttrice della fotografia Caroline Champetier che ha esordito negli anni ‘70, ho compreso quanto pure per una persona forte come lei, che si è formata in periodi ben più duri, sia assolutamente difficoltoso far fronte alle dinamiche maschili durante i vari ciak», confida Irene Dionisio. «Linee di longitudine fisiche e ideali che evidenziano due urgenze complementari: saper riconoscere le produzioni sulla parità socialmente e culturalmente rilevanti, poi consentire alle professioniste di lavorare su quelle più grandi che, tuttora, sono loro quasi totalmente precluse», chiosa Merlino. In autunno, quattro workshop e una tavola rotonda sul web favoriranno il dibattito, condividendo know-how ed esperienze dalla pre-produzione alla distribuzione, in un network di connessione che va da Est a Ovest nell’Europa meridionale. In agenda tre proiezioni a Barcellona, nella Capitale Sabauda e a Diyarbakır. In seguito, una rassegna online con un bouquet di opere visibili in rete a livello mondiale sulla piattaforma. Inoltre, dopo l’approdo veneziano, “The Purple Meridians” sarà alla kermesse “Sguardi Altrove” di Milano. Gran finale con l'ausilio del 39esimo "Torino Film Festival", in programma dal 26 novembre al 4 dicembre, e della Film Commission piemontese.

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