Vladimir Luxuria in lacrime a Oggi è un altro giorno. «A scuola mi facevano la pipì sulle scarpe. Un bidello mi ha umiliato». Serena Bortone commossa

Sabato 15 Maggio 2021 di Emiliana Costa
Vladimir Luxuria, arriva un messaggio in diretta e scoppia in lacrime a Oggi è un altro giorno: «Ero in pena...»
1

Vladimir Luxuria  è stata ospite nel programma di Serena Bortone Oggi è un altro giorno, dove si è raccontata a cuore aperto, tra carriera e vita privata. «Ero un bambino amante degli animali - spiega - preparavo il pastone per i maiali con nonno Vladimiro. I miei genitori mi trovavano nella cuccia del cane e avevo una papera che mi considerava sua madre. Sono stato un bambino molto creativo, ma a un certo punto della mia vita mi sono accorta che ero diversa dai bambini della mia età. Non seguivo il calcio e mi attraeva tutto ciò che faceva parte del mondo femminile. Ma quando lo esternavo, mi facevano capire che fosse qualcosa di sbagliato. Mi sentivo sbagliata, reprimendo la mia femminilità. Mi sforzavo di fare il maschietto. Quando ero nella mia cameretta, mi liberavo e mi mettevo un vestitino di mia sorella. Ho cercato di avere una fidanzata, ma la vedevo come un'amica. Inizialmente volevo cambiare perché soffrivo e faceva soffrire i miei genitori. Mio padre non gradiva il mio atteggiamento effemminato. Ma la fanciulla chiusa nella mia anima mi chiedeva di liberarla. Se non avessi scelto me, sarei diventata una persona depressa. Ho iniziato il percorso da sola, ma poi le persone si sono iniziate ad avvicinare». 

 

 

Vladimir Luxuria ha parlato anche del delicato tema del bullismo a scuola. «Se uscivo dalla classe, quando tornavo trovavo brutte offese scritte sul libro. Io strappavo le pagine, ma non dicevo il motivo al maestro. Mi facevano la pipì nelle scarpe o mi scrivevano cose sul muro. Gli insegnanti facevano finta di niente. Una supplente mi ha umiliato chiedendomi davanti a tutti se mi piacevano i maschietti, io ho risposto di sì e lei mi ha bacchettato la mano. Le lacrime me le asciugavo da sola. Le mie sorelle sono state alleate. Hanno costruito un ponte tra me e i miei genitori. Ho rincontrato un mio compagno omofobo quando sono diventata deputata e mi ha chiesto se potevo raccomandare suo figlio. Io gli ho risposto che doveva insegnargli la dignità, che lui non aveva mai conosciuto. Poi sono arrivata a Roma e ho trovato tante persone come me. I Pride colorati degli anni 2000 perché dopo anni di invisibilità, volevamo essere invisibili. Oggi il pride ha lasciato la sua anima più trasgressiva. Ho avuto un grande amore in Italia, che mi ha traumatizzato. Dai 16 ai 18 anni. Lui quando ha capito che si stava innamorando, mi ha lasciato per il giudizio della gente. Per tanto tempo, quando vedevo gruppetti di ragazzi, cambiavo strada perché avevo paura di essere offesa. Quelle parolacce mi ferivano a morte. Ho capito che mio padre mi ha accettata, quando una volta sono tornata a Foggia e lui mi ha riempito di cose da mangiare. Molte mie amiche sono morte per droga, a causa della solitudine. Mi ha salvato l'amore per me stessa e per la cultura».

Poi, Serena Bortone mostra a Vladimir un videomessaggio del fratello Glauco. «Ricordo com'ero in pena per te - dice Glauco - quando ti hanno arrestata in Russia a Sochi con la bandiera gay». L'ex parlamentare si scioglie in lacrime: «È tanto che non vedo mio fratello, sto aspettando di fare il vaccino per tornare a trovarli. Lui è etero, ma una volta per me venne al gay pride con un body rosa. Gli voglio molto bene». Commozione in studio.

Ultimo aggiornamento: 08:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA