Nell'aula del consiglio regionale
arriva il crocifisso. Il Pd: «Sbagliato»

Giovedì 3 Dicembre 2015 di Alda Vanzan
L'aula del consiglio regionale veneto
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VENEZIA - Prima di Natale nell’aula del consiglio regionale del Veneto sarà esposto - e non solo per le festività, ma stabilmente - il crocifisso.
La decisione risale a qualche mese fa, ma è stata resa nota solo ieri. E non casualmente. È successo questo: un consigliere di maggioranza, Sergio Berlato di Fratelli d’Italia, ieri ha depositato una mozione per impegnare l’assemblea legislativa a esporre «stabilmente nell’aula consiliare di Palazzo Ferro Fini il crocifisso, sensibilizzando le altre istituzioni pubbliche al rispetto e alla difesa dei simboli che rappresentano le nostre radici cristiane». A stretto giro, dai banchi dell’opposizione, si è fatto sentire Stefano Casali, veronese, eletto nella Lista Tosi ma che pochi giorni fa ha aderito al progetto politico dell’ex esponente del Ncd Gaetano Quagliariello. Casali ha ricordato non solo che era stato lui il primo, ancora la scorsa estate, a chiedere che il crocifisso venisse esposto nell’aula consiliare, ma ha fatto pure sapere che questo succederà a breve: «Il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti e l’Ufficio di presidenza hanno accolto la mia richiesta». Casali ne ha approfittato per "zittire" Berlato: «Non servirà nemmeno discutere la sua mozione. Era già deciso, senza tanto rumore e scalpore, che il crocifisso venisse esposto nell’aula del consiglio regionale».
Il leghista Ciambetti, a distanza, ha confermato: «Stiamo cercando il crocifisso adatto, abbiamo chiesto alle Gallerie dell’Accademia e alla Basilica di San Marco e ad altri enti di verificare se hanno qualcosa disponibile nei loro depositi». Non è stato ancora deciso se per l’esposizione del crocifisso sarà organizzata una piccola cerimonia. Di certo, per l’aula del Ferro Fini sarà una novità assoluta: il crocifisso non c’è mai stato neanche ai tempi dei governatori dello Scudocrociato. E il predecessore di Ciambetti, Clodovaldo Ruffato, pur credente e praticamente, ha già detto di non essersi mai posto il problema.
Il problema, semmai, sorgerà adesso perché non è detto che tutti i consiglieri accettino la decisione dell’Ufficio di presidenza. «Io dissento - ha già detto Piero Ruzzante del Pd - È una scelta sbagliata e illogica: l’aula consiliare è un luogo laico. Nessun simbolo, non solo il crocifisso, dovrebbe essere esposto perché deve essere l’aula di tutti. E poi - ha aggiunto Ruzzante - più che giocare con i simboli bisognerebbe chiedersi cosa rappresentano. Dietro al crocifisso ci sono messaggi come "aiutare i carcerati" o "dare una mano agli stranieri": li condividono quelli che vogliono l’esposizione del simbolo della cristianità?».
Scettico anche Stefano Fracasso, Pd: «Io non ho nulla in contrario all’esposizione del crocifisso, ma mi infastidisce e mi insospettisce questo improvviso interesse della politica per la religione. Tra l’altro si sta scoprendo l’acqua calda: il simbolo del Veneto è San Marco. San Marco l’Evangelista».
Tranchant Jacopo Berti, capogruppo del M5s:«Non sono questi i problemi dei veneti».

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