Il funerale di Leonardo Del Vecchio. Testimonianze, foto, video. L​e ultime parole al figlio Claudio: «Come è bella la fabbrica di Agordo».

Palaluxottica, il ricordo dei figli apre la cerimonia. Presenti oltre 5mila persone nella sola sede principale, e a migliaia in collegamento dalle altre

Diretta, il funerale di Leonardo Del Vecchio ad Agordo

AGORDO - Oggi l'ultimo saluto a Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica. Ad Agordo, fuori dal Palaluxottica luogo scelto per le esequie. Per molti, soprattutto per i dipendenti, questa mattina il clima era ancora di incredulità: impossibile credere che quello che hanno definito il "loro papà" non ci sia più, che non vedranno più quell'uomo gentile, disponibile e leader, nel vero senso del termine. Ben prima dell'inizio della cerimonia sono arrivati politici e imprenditori da tutta Italia, uniti nel cordoglio per rendere omaggio al patron di Luxottica. C'erano il nostro editore Francesco Gaetano Caltagirone, il nostro direttore Roberto Papetti, gli imprenditori Luciano e Alessandro Benetton, Paolo Berlusconi. L'assessore regionale Gianpaolo Bottacin e tutti i sindaci della valle Agordina. Andrea Guerra, ex amministratore delegato, il ministro Federico D'Incà e il consigliere regionale Tommaso Razzolini

 

I dipendenti collegati dalle sedi Luxottica
Tutti in maglietta blu con il logo aziendale

Oltre 5mila persone nella sola sede di Agordo, e a migliaia in collegamento dalle varie sedi di Luxottica dove è stata trasmessa in diretta la cerimonia. Fuori dal Palaluxottica un maxischermo dove si sono susseguite le immagini di Del Vecchio, soprattutto in bianco e nero, che hanno ricordato alcuni dei momenti più importanti della sua vita professionale e non solo. Sono stati proiettati i video della consegna della laurea honoris causa in economia aziendale all'Università Ca' Foscari di Venezia, le immagini di viaggi e di lui all'interno dell'azienda. Tanti i dipendenti presenti, tutti rigorosamente con la maglietta blu con il logo di Luxottica ad indicare il senso d'appartenenza a questa realtà che per molti non è solo lavorativa, ma è anche sinonimo di famiglia, amicizie e relazioni extra lavorative. C'era tristezza, sguardi persi ma anche voglia di ricordare Del Vecchio con sobrietà, eleganza e continuando a mettere passione in quello che si fa, proprio come faceva lui. 

Andrea Guerra, ex amministratore delegato: «L'esempio è quello che mi porto dentro di lui»

Il funerale di Leonardo del Vecchio LA DIRETTA

I funerali di Leonardo Del Vecchio oggi, giovedì 30 giugno 2022.

Ore 10: tante le persone che arrivano nella sede del Palaluottica utilizzando i bus navette messe a disposizione dall'azienda per l'occasione con partenza anche da Belluno. 

Ore 11: è arrivato al Palaluxottica anche il ministro Federico D'Incà che prima di prendere posto ha espresso parole di grande gratitudine nei confronti di Leonardo Del Vecchio: «Un uomo come lui nasce una volta ogni 50 anni».

Agordo. Il ministro Federico D'Incà al funerale di Leonardo Del Vecchio: ​«Una lucidità incredibile, un esempio per tutti gli imprenditori»

Ore 11.17: mancano una decina di minuti all'inizio della cerimonia che darà l'ultimo saluto a Del Vecchio. Una platea commossa affolla l'interno del Palaluxottica e anche il piazzale esterno. Persone arrivate da tutt'Italia e non solo. C'è anche chi, per non mancare al funerale, ha fatto anche 7 ore di strada arrivando da Nizza. 

Ore 11.30: l'inizio della cerimonia presieduta dal vescovo di Belluno, Renato Marangoni. 

Le parole della moglie

Nicoletta Del Vecchio, la moglie, voce rotta dal pianto e dall'emozione: «Io e mio marito eravamo schivi nel parlare in pubblico. Vi ringrazio per essere qui in tanti e dirvi che Leonardo, vostro presidente, amico, padre, vorrebbe che io dicessi che lui sarà sempre qui con voi, che potrà sempre riuscire a darvi dei consigli, tanti ve li ha già dati. Dovete continuare come continuerò io ad essere forti, determinati ad andare avanti. Questa azienda è la sua creatura, i dipendenti sono come dei figli per lui, ha lasciato in eredità sicuramente qualcosa di straordinario che sono sicura porterete avanti nel migliore dei modi. Grazie a tutti». 

Cosa ha detto Leonardo al figlio

Claudio Del Vecchio, il figlio: «Lui sarebbe stato molto contento di essere qui con voi, vi avrebbe dato la mano, a tutti. Io so che voi l'avete sentita la sua mano oggi. Lui non è lì, è qui oggi. Lui ha sempre considerato Agordo, voi, dipendenti, membri della sua famiglia. Noi vogliamo ringraziarvi da parte sua. Il sogno di nostro padre non si sarebbe potuto realizzare senza la vostra fiducia, dedizione e collaborazione. Parlo specialmente ai suoi operai. Lui sapeva quanto eravate bravi, anche di più di quello che pensavate voi. Vi ha spinto tanto, incoraggiato e supportato e voi lo avete ripagato con i vostri sforzi, la vostra passione e attaccamento. E' questo che ha dato a lui il coraggio di correre, sognare, rischiare. Lui sapeva che dietro di lui c'eravate voi. Non aveva mai paura, ha preso rischi che altri imprenditori non avevano coraggio di prendere, lui sapeva che alle sue spalle c'eravate voi. Lui sapeva che avevate la stessa passione e lo stesso desiderio di vincere. Eravate la sua famiglia. Un giorno mio padre è entrato nel reparto di stamperia dove c'era il Gino. Io mi ricordo che mio padre si era un po' incazzato per qualche cosa, le vene si gonfiavano e Gino taceva. La signora che stampava si è alzata, è andata da mio padre e gli ha detto "Signor Del Vecchio, era da un po' che non faceva così, noi eravamo tutti preoccupati". E lui ha dato un abbraccio a Gino. Queste cose succedono solo in una famiglia molto affiatata. Per passare un po' di tempo con lui, anche io e le mie sorelle, dovevamo entrare nella vostra famiglia. Mi ricordo quando dovevamo fare la collezione Pop, lui ci portava a casa le astine e noi dovevamo mettere lo scotch nelle parti che non doveva colorare. Ci metteva al lavoro e noi eravamo felici di far parte di quel lavoro. Piccole cose che ci hanno fatto sentire parte della famiglia. Mio padre ha sempre preteso tanto ma ha anche sempre riconosciuto gli sforzi e amato tutti gli operai, tutti, dal primo all'ultimo. Le uniche volte in cui mio padre si emozionava era quando parlava dei suoi operai, lì gli scappava qualche lacrima. Lui ha sempre pensato fino all'ultimo ai suoi dipendenti. Era contento perché sapeva che la sua squadra poteva proseguire anche senza di lui. Durante la mia ultima visita in ospedale lui era molto nervoso, mi ha chiesto dove andavo, gli ho detto che andavo ad Agordo a vedere la sua fabbrica e nel sentire questo mi ha detto con un sorriso "Ah la fabbrica, è così bella adesso"». 

Rocco Basilico, figlio e manager dell'azienda: «Certi uomini nascono per adempire un compito diverso dagli altri. Leonardo era sicuramente tra questi, un uomo straordinario o meglio, non ordinario. Non inquadrabile dai canoni e dagli stereotipi di noi uomini comuni. Seguiva la missione di creare il più grande gruppo italiano, di dare lavoro e serenità a decine di migliaia di famiglie che sapevano di poter contare su un lavoro sicuro. Io ho avuto l'onore di lavorare con lui per molti anni, parlavamo solo quasi sempre di Luxottica, era il suo amore più grande e questo non aveva niente a che vedere con il successo o con i soldi, era la sua missione in questo mondo. Per questo la sua famiglia è molto più grande di quella biologica. Ieri passando per queste vie l'ho rivisto in queste montagne. Ora vi prego di ricordare Leonardo come un faro per tanti, lo è stato per me e ne sento già la mancanza ma la sua missione continuerà, il tetto che ha creato è solido come una roccia. La sua luce illuminerà il percorso di molte persone, come lo ha fatto con me. Grazie Leonardo, ti voglio bene». 

Clemente Del Vecchio, figlio: «Papà, ci siamo lasciati al pranzo del tuo compleanno, noi figli volevamo farti un piccolo discorso ma non ci siamo riusciti. Sei sempre stato circondato dal tuo lavoro ma quando arrivavo ti fermavi, mi davi un abbraccio e un bacio. Mi sorridevi e mi dicevi, ciao cucciolo. Scrutavi ogni tuo figlio con un sorriso ed eri orgoglioso. Il tuo sorriso è stato il riflesso della tua purezza di spirito che ti ha fatto sempre amare da tutti. Alla festa di natale di 4 anni fa, siamo entrati con il coro "C'è solo un presidente" e lì ho capito quanto fossi amato. Sgattaiolavo in camera tua e leggevamo insieme il giornale. Secondo me le cose più importanti in un rapporto sono l'amore, la stima e la fiducia. E nessuno può dire che queste cose non sono presenti nel nostro rapporto. Quando sei stato ricoverato io non riuscivo a studiare. Quando ci siamo videochiamati qualche giorno dopo, ecco il sorriso che è tornato. Papà, tu mi hai sempre sprontato a fare meglio e ad andare bene a scuola. Mi è capitato di lamentarmi del tipo di papà che avevo, ma ora mi sono accorto che tu sei il migliore padre che io potessi avere. Mio padre ha sempre amato tutti e quello che faceva, ha sempre regalato amore e affetto a tutti. Tra di noi c'è un amore invincibile che neanche la morte può sconfiggere. Cerchiamo di continuare quello che lui ha fatto, continuiamo a spargere amore e affetto come lui ha sempre fatto». 

Leonardo Maria Del Vecchio, figlio: «Quello di oggi credo sia il discorso più difficile della mia vita perché fatto a persone che amavano nostro padre sia come uomo, sia come presidente, capo, uomo o amico. Mi ha regalato i 7 anni più belli della mia vita perché ho potuto stargli vicino nel lavoro, ho potuto conoscere la famiglia Luxottica. Sono cresciuto tanto grazie alle persone di talento e passione che davano tutti i giorni anche solo per ricevere una lieve pacca sulla spalla. Non è mai stato un uomo di grandi pacche sulle spalle. Oggi ci sta dando una grandissima opportunità, quello di renderlo fiero e oggi senza di lui che sono sicuro di guarda dall'alto. Non ti deluderò».

Don Cesare, parroco di Agordo: «Questa presenza testimonia più di ogni altra cosa lo straordinario affetto di tutti. Questo silenzio di oggi è significativo».

Ore 12: dopo i ricordi dei famigliari di Leonardo Del Vecchio, inizia la celebrazione religiosa. 

Sacerdote di Roma in missione in Medioriente: «Ho parlato a lungo con Leonardo, proprio sulla vita eterna. Su questo momento che stiamo vivendo oggi. Il vescovo ora farà il commiato. Tutti ci siamo portati qui una domanda "Cosa succede con Leonardo? Finisce lì?". Leonardo è un figlio della chiesa e lo ha dimostrato durante la sua vita, ha ricevuto il battesimo. Noi sappiamo che il giorno della morte per i cristiani è il dies natalis. Oggi Leonardo non è morto, è vivo, la sua anima è stata portata in cielo. Ha iniziato un tempo nuovo. Anche lui ha una vita, eterna, per sempre, ci sta guardando anche oggi insieme alla comunità dei santi, dal cielo». 

L'omelia del vescovo di Belluno Feltre, Renato Marangoni

«Come è possibile che un seme simile a un granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, seminato in un campo, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante?» È un passaggio dell'omelia pronunciata oggi dal vescovo di Belluno Feltre, Renato Marangoni, durante il funerale di Leonardo Del Vecchio. «E' la parabola di vita - ha aggiunto, rivolto allo scomparso presidente - che tu hai condiviso con noi qui. E' una verità di vita che, con te e con la passione che hai riversato e donato in tale semina e crescita, è stato possibile che, da sogno e ideale, diventasse realtà. Sì, ed è diventata anche la "parabola dell'occhiale"!». «Agli inizi degli anni sessanta - ha detto ancora Marangoni - eri ungranello di senape, trovando un'accoglienza e una disponibilità intense qui in queste terre alte, in coloro che, giorno dopo giorno, sono diventati come una grande famiglia, oltre che grande azienda. Non smetteremo di raccontare questa tua parabola di vita - ha concluso - inscritta in queste valli e nelle sue montagne».

 

 

Leggi l'articolo completo
su Il Gazzettino
Nuova frana nel gruppo della Marmolada: grande massa si stacca da Cima Uomo
Dorme a casa di un amico e non si risveglia la mattina di Ferragosto: ventenne trovato morto nel letto
Meteo instabile: in arrivo temporali violenti, poi torna una nuova bolla di calore
Strage di Godega. «Ciao amato figlio, ora nuota tra gli angeli»: così mamma Tiziana saluta il suo Daniele
Strage di Godega: un mazzo di girasoli e un via vai continuo sul luogo dello schianto per ricordare i quattro ragazzi morti