Ricciardi: «Lockdown? Due settimane insufficienti, Wuhan insegna che serve tempo»

Venerdì 6 Novembre 2020
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“Questi lockdown sono per due settimane, anche se per me ci vorrebbe più tempo per appiattire la curva epidemica. Ad esempio i lockdown in Cina e qui da noi ci dicono che serve più tempo per appiattirla”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute Speranza. Lei ritiene che le attuali quattro zone rosse dovrebbe restare tali per più di due settimane? “Coi dati che noi abbiamo, che sono perfino superiori rispetto a quelli di febbraio/marzo, in termini numerici, l'esempio che abbiamo è che il nostro lockdown è durato due mesi. Non voglio spaventare nessuno, ma probabilmente due settimane sono insufficienti per arrestare la curva e sicuramente lo sono per invertirla. Com'è successo a Wuhan: quando fai il lockdown ci vuole molto tempo affinché i dati si stabilizzano. Si stabilizzano e poi diminuiscono, normalmente, dopo due mesi”. Quanto crede possa durare la chiusura di questa seconda ondata? “Dobbiamo valutare di settimana in settimana ma la mia previsione è che duri almeno un mese o un mese mezzo”. Quindi c'è il rischio di arrivare a Natale. “Noi dobbiamo dire la verità - ha spiegato il 'superconsulente' del ministro Speranza a Un Giorno da Pecora -. Coi numeri che abbiamo per questo tipo di azzeramento ci vorrà tempo. Se noi diciamo mezze verità e non ci approntiamo a questa guerra con convinzione è chiaro che veniamo tutti debilitati”. Chi è che dice mezze verità? ”Quando ci sono delle persone che dicono che delle decisioni vengono prese non sulla base della numerosità dei casi ma sulla base di un'opinione politica, questo significa dividere il Paese. Che invece oggi deve essere unito”. Sulla base di queste considerazioni come si immagina il Natale? ”Mi immagino un Natale prudente. In alcune regioni, quelle messe meglio, ci può esser un po' di mobilità – ha spiegato Ricciardi a Rai Radio1 - ma sconsiglio di fare cenoni affollati, perché la circolazione del virus, speriamo, sarà minore ma sarà ancora presente. Diciamo che dovremmo fare celebrazioni sobrie e attente”. Quando potremo vedere la luce in fondo al tunnel? “Abbiamo davanti due o tre mesi duri, novembre e dicembre, e magari gennaio migliore, poi credo miglioreremo, magari col vaccino o una terapia specifica. E poi anche con una stagione climatica migliore, che aiuta, perché ad esempio dà la possibilità di stare all'aperto”.

 

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