Emorragia cerebrale, equipe medica salva una bimba di dieci mesi

L'ospedale San Bortolo di Vicenza

di Luca Pozza

VICENZA - E' il primo al mondo l'intervento salvavita compiuto all'ospedale San Bortolo di Vicenza su una bambina di 10 mesi colpita da emorragia cerebrale. L'intervento, per i sanitari vicentini unico nel suo genere, è stato svolto dall'equipe di Neuroradiologia diretta dal dottor Giuseppe Iannucci, che ha inserito
uno stent di nuova generazione all'interno di un'arteria cerebrale con diametro inferiore al millimetro. In questo reparto la piccola paziente era arrivata nei giorni scorsi, dal nosocomio di Santorso, con un'emorragia
cerebrale.

L'esame di risonanza magnetica cerebrale ha evidenziato la presenza di tre aneurismi nell'arteria cerebrale media, uno dei quali era responsabile del sanguinamento. «La rottura di un aneurisma in un paziente di
soli 10 mesi - spiega Iannucci - è già di per sé un evento rarissimo, ma la complicazione principale era data dalle dimensioni estremamente piccole del vaso sanguigno responsabile dell'emorragia, che aveva un diametro di appena 0,7 millimetri».

I progressi tecnologici hanno permesso di miniaturizzare gli stent, dispositivi che si posizionano all'interno dell'arteria impedendo che il sangue "gonfi" le sacche aneurismatiche e quindi riducono la pressione sulla parete prevenendo ulteriori sanguinamenti. Su un paziente pediatrico di questa età, tuttavia, tale metodica è ritenuta poco applicabile semplicemente perché non esistono stent di dimensioni abbastanza piccole per essere inseriti all'interno del vaso sanguigno. «Abbiamo scelto un approccio diverso - ha detto Iannucci -
utilizzando per la prima volta in Italia un nuovo stent di nuova generazione», che è stato consegnato al San Bortolo dal produttore una settimana prima della sua commercializzazione ufficiale in Europa.

La piccola paziente è stata operata il 15 giugno scorso. L'intervento, durato circa due ore, è particolarmente delicato, considerando che già nei pazienti adulti presenta comunque un tasso di mortalità-morbilità del 4-6%. La paziente è stata quindi costantemente monitorata presso la terapia intensiva pediatrica dello stesso San Bortolo, e poi dal reparto pediatrico con una prognosi che ad oggi è del tutto favorevole.
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Giovedì 19 Luglio 2018, 16:33






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2 di 2 commenti presenti
2018-07-19 17:00:44
Raccontata cosi' e' una bella storia. Intanto per l'anomalia della patologia. Aneurisma cerebrale a 10 mesi ? Piu' facile essere colpiti da un fulmine. Anomalia congenita ? Trauma ? Altre cause strane ? E poi l'intervento. Lo stent e' praticamente un "manicotto di rete" che si fa scivolare dentro un vaso per allargare un restringimento (placca di ateroma, trombo) o nel caso per tappare un buco. Ma 0,7 mm e' poco piu' di un capello. Per altro impiegando uno strumento "sperimentale" (i "dispositivi medici" hanno una precisa data di inizio impiego dopo approvazione ministeriale). Se va tutto bene un miracolo, se il capello si rompe il titolo diventa "Neonata usata come cavia per terapie sperimentali" ... italia
2018-07-20 12:30:45
Egr. Dott. Prof., una cortesia: spieghi Lei al popolo bue come avrebbe inteso procedere, viste le problematiche da Lei individuate nella prassi dell'Ospedale San Bortolo. Quando avro' dei problemi di salute non esitero' a rivolgermi alla Sua mente illuminata!