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Berrettini-Santopadre: «Prendiamoci Wimbledon, siamo pronti». Matteo euforico dopo il Queen's: posso farcela

Anche il coach ora sogna in grande: «Favorito insieme a Djokovic e Nadal»

Martedì 21 Giugno 2022 di Vincenzo Martucci
Berrettini-Santopadre: «Prendiamoci Wimbledon, siamo pronti». Matteo euforico dopo il Queen's: posso farcela

Chiedimi se sono felice. Vincenzo Santopadre, come sta l'allenatore di tennis più invidiato del momento?
«Provo una sensazione così bella che auguro a tutti quelli che amano il loro lavoro di viverla come me».
Il suo allievo Matteo Berrettini ha vinto 2 tornei di fila dopo 3 mesi di stop e un'operazione alla mano.
«Infatti siamo a livello di sogni. L'esaltazione di oggi è diversa da quella della finale di Wimbledon dell'anno scorso. Straordinaria, certo, ma io alla vigilia pensavo che Matteo potesse arrivare all'ultima partita, stavolta era umanamente pensabile che fosse stanco: come immaginare che il 12 aprile si è tolto gli ultimi punti alla mano e il 12 giugno potesse vincere Stoccarda? Questi risultati hanno superato un'aspettativa razionale».

 

Matteo ha stupito Santopadre.
«Per l'ennesima volta, sì. Fa sembrare semplici e normali cose che non lo sono per niente, proprio perché ha questa straordinaria forza mentale, interna, incredibile che lo fa reagire. Ha un'energia pazzesca».

 

 

Il percorso per costruire queste sue certezze è stato costante o ci sono stati dei passaggi-chiave?
Santopadre: «E' stato un movimento graduale che ha ricevuto alcune piccole botte decisive. Come la semifinale contro Nadal agli US Open 2019: sentiva che non era così lontano ma ha visto quanto era davvero vicino. Lo stesso contro Djokovic l'anno scorso a Parigi quando si è sentito ancora più vicino».
Berrettini: «Mi sono infortunato spesso. Da quei momenti ho sempre imparato qualcosa, ho iniziato a sviluppare altre parti del gioco. Stavolta ho usato di più la mano sinistra. Con quest'ultimo infortunio mi sono accorto che a volte fai le cose per abitudine, non perché le apprezzi veramente, ma quando mi hanno tolto il tennis e i tornei mi sono detto che avrei spaccato tutto appena fossi tornato».

 

 

Perché Matteo è così forte sull'erba?
Santopadre: «Oggi per caratteristiche tecniche e mentali direi che è il secondo sulla superficie dopo Djokovic che ha la risposta che sappiamo. Il suo più grande pregio è che è molto completo e può fare tante cose diverse, tutte molto importanti. Se ripenso alla sua prima esperienza ad Halle 2018, quando non si sentiva comodo Ma poi come in tutte le cose che affronta ci si è dedicato in tutto e per tutto ed è diventato sempre più competitivo».
Berrettini: «Oltre alle mie armi, penso che bisogna essere tosti mentalmente, per restare sempre lì, e la forza mentale è qualcosa su cui lavoro da tutta la mia vita. La prima volta che ho pensato di poter giocare bene sull'erba è stato nel 2019 in Davis contro l'India, poi sono andato a Stoccarda e anche se ho perso con Roger a Wimbledon di quella partita ho solo bei ricordi».

 

 

 

Matteo può davvero vincere Wimbledon? Per i bookmakers Djokovic è favorito a 1,85, Berrettini a 6 e Nadal a 8.
Santopadre: «Certo. Insieme a Djokovic e a Nadal che quando è nel torneo è sempre fra i favoriti. A me piace molto anche Hurkacz che ha appena vinto Halle, ma non lo vedo ancora come campione Slam».
Berrettini: «So che posso farcela, non posso nascondermi dietro a un dito. Anche se non sono ancora il favorito».

 

Matteo ha vinto Stoccarda e Queen's sui 3 set, a Wimbledon si gioca sui 5.
Santopadre: «Lì sono più tranquillo ancora, alla lunga è più forte, trova la soluzione, anche per la varietà di colpi. Quello che ha migliorato di più è la risposta di rovescio, e poi le discese a rete che al Queen's ha fatto tanto più spesso».
Berrettini: «Sono ancora più fiducioso per Wimbledon perché, partita dietro partita, ho sentito che miglioravo sempre di più».

 

 

Ultimo aggiornamento: 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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