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Psicologa No vax riammessa al lavoro dopo la sospensione. Il giudice: «Vaccino invasivo del Dna»

Il provvedimento: «Non può essere costretta a sottoporsi a vaccini sperimentali talmente invasivi da insinuarsi nel Dna, alterandolo in modo che potrebbe risultare irreversibile con effetti ad oggi non prevedibili per la vita e la salute»

Mercoledì 13 Luglio 2022
Psicologa No vax riammessa al lavoro dopo la sospensione. Il giudice: «Vaccino invasivo del Dna»

Era stata sospesa dal suo Ordine professionale perché non in regola con l'obbligo vaccinale imposto per legge a tutte le professioni sanitarie. Una psicologa toscana, però, potrà tornare al lavoro perché secondo il giudice del tribunale civile di Firenze, Susanna Zanda, «non può essere costretta a sottoporsi a vaccini sperimentali talmente invasivi da insinuarsi nel Dna, alterandolo in modo che potrebbe risultare irreversibile con effetti ad oggi non prevedibili per la vita e la salute», si legge in un provvedimento d'urgenza. Il giudice ha quindi revocato la sospensione della professionista disposta dall'Ordine e il 15 settembre entrerà nel merito della causa sentendo anche l'Ordine degli psicologi. «La sospensione dall'esercizio delle professioni rischia di compromettere beni primari dell'individuo quali il diritto al proprio sostentamento e al lavoro - secondo il tribunale - ma tale libertà e diritto, acquisito per nascita in base all'articolo 4 della Costituzione, viene in questo caso inammissibilmente "concesso" dall'Ordine di appartenenza previa sottoposizione a un trattamento iniettivo contro la Sars Covid» per impedire la diffusione della malattia e assicurare condizioni di sicurezza in ambito sanitario. «Uno scopo irraggiungibile», secondo gli stessi dati Aifa, che «riportano un dilagare del contagio con la formazione di molteplici varianti virali e il prevalere numerico delle infezioni e dei decessi proprio tra i soggetti vaccinati con tre dosi». E sull'obbligo vaccinale aggiunge ancora: l'articolo 32 della Costituzione «dopo l'esperienza del nazifascismo non consente di sacrificare il singolo individuo per un interesse collettivo vero o supposto e tantomeno consente di sottoporlo a sperimentazioni mediche invasive della persona, senza il consenso libero e informato».

La revoca delle sospensioni in Italia

Non è il primo provvedimento di revoca della sospensioni dal lavoro in Italia. Il giudice cita diverse decisioni adottate dai tribunali di Padova (aprile 2022) , Sassari (giugno 2022) , Velletri (dicembre 2021) e Roma (giugno 2022) nonché dai Tar di Lombardia, Piemonte e Roma. Pronta la replica dell'Ordine degli psicologi della Toscana: «L'Ordine sta lavorando con i propri legali per difendersi attraverso le più opportune forme e nelle sedi preposte, nel rispetto della legge e a tutela della Salute della comunità. Ricordiamo a tutti che gli ordini sanitari, quale è l'Ordine degli psicologi della Toscana, sono obbligati a rispettare il decreto legge 44 del 2021 sull'obbligo vaccinale. Non accetteremo obtorto collo questo provvedimento».

Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 17:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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