Protesi al seno «possono mettere a rischio il sistema immunitario». Lo studio dell'Institute of technology di Boston

Lunedì 21 Giugno 2021
Le protesi al seno possono mettere a rischio il sistema immunitario

Gli impianti di silicone per il seno possono mettere a rischio il sistema immunitario. Tra gli effetti negativi che possono produrre si va da un maggior pericolo di infiammazioni fino alla formazione di alcuni tipi di linfoma.  Lo spiegano sulla rivista Nature Biomedical Engineering i ricercatori coordinati da Omid Veiseh e Joshua Doloff, del Massachussets institute of technology (Mit) di Boston.

Lo studio 

Gli studiosi hanno analizzato quanto varia lo sviluppo di questi effetti avversi in relazione alla superficie e alla struttura delle protesi. Negli anni '60 si usavano impianti dalla superficie liscia, che spesso portavano alla formazione di tessuto cicatriziale che schiacciava, causando dolore e deformazioni. Per evitarle dagli anni '80 le aziende hanno iniziato a produrre protesi con superfici ruvide, di cui è stato richiesto nel 2019 il ritiro a un produttore negli Usa per il rischio di linfoma. Negli ultimi dieci anni è stata sviluppata una protesi del seno con una superficie ruvida ma meno spessa, di circa 4 micron (cioè 4 millesimi di millimetro), e altre particolari caratteristiche per prevenire questo tipo di problemi.


Nello studio i ricercatori hanno analizzato 5 tipi di protesi in commercio, testandole in versione miniaturizzata nei conigli e nei topi. In questo modo hanno visto che tutti i vari tipi di impianti stimolano l'attività delle cellule immunitarie T, ma in modi diversi: quelli con le superfici piú spesse favorivano la risposta infiammatoria, mentre quelle piú sottili (di 4 micron) sembravano inibire l'infiammazione dei tessuti. Secondo gli studiosi gli impianti più spessi si strofinano contro il tessuto vicino causando più irritazione: l'ipotesi è che una parte di protesi venga raschiata via rimanendo intrappolata nel tessuto, causando così un'infiammazione cronica che può portare al cancro. Gli impianti meno ruvidi, inclusi quelli di 4 micron, al contrario, sembrano ridurre la quantità di cicatrici e infiammazione rispetto a quelli più spessi o completamente lisci. Lo stesso tipo di risposta immunitaria è stata osservata dai ricercatori anche analizzando dei campioni di tessuto canceroso di pazienti presi da una banca dati.

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