Vaccino Moderna, via libera dell'Aifa: «Arma potentissima». L'ad della società: «Protezione dal Covid fino a 2 anni»

Giovedì 7 Gennaio 2021
Vaccino Moderna, via libera dell'Aifa: «Arma potentissima». L'ad della società: «Protezione dal Covid fino a 2 anni»

L'Aifa dà il via libera al vaccino Moderna per l'immissione in commercio e all'utilizzo nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. È il secondo in Italia dopo quello Pfizer-BionTech e l'ok arriva all'indomani dell'approvazione dell'Ema (l'agenzia del farmaco europea). Il commissario Arcuri ha annunciato l'arrivo delle prime dosi in Italia già dalla prossima settimana. Intanto oggi l'amministratore delegato di Moderna ha detto che il farmaco dovrebbe proteggere contro il Covid fino a due anni, precisando tuttavia che servono altri dati per una valutazione definitiva sulla durata.

 

Aifa: vaccino Moderna arma potentissima

 

Dati «molto convincenti» e «altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio»: così il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco ( Aifa), Nicola Magrini, e il presidente, Giorgio Palù, sull'autorizzazione al vaccino anti-Covid dell'azienda americana Moderna che ieri aveva ricevuto il via libera dall'ente regolatorio europeo, Ema. «Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo», ha sottolineato Magrini, riferendosi a quello Pfizer-BioNTech autorizzato il 22 dicembre scorso, con alcune differenze come l'età, dai 18 in su e non 16.

«Lo scenario da incubo descritto dai media in primavera sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è escluso», ha detto l'ad di Moderna Stéphane Bancel, secondo quanto riportato dal Guardian. «Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento e quindi riteniamo che la protezione possa durare un paio d'anni».

Intanto un portavoce della Commissione Ue al quale è stato chiesto se il vaccino anti-Covid Moderna fosse o meno efficace anche contro la variante inglese ha ribadito che «attualmente non ci sono prove che i vaccini non siano efficaci contro entrambe le varianti, ma siamo ancora nella fase della raccolta delle informazioni e della loro analisi». 

Le dosi in arrivo

Ieri l'Agenzia europea del farmaco (Ema) e la Commissione europea hanno dato il via libera al vaccino dell'azienda statunitense Moderna, definito «efficace e sicuro», dopo l'approvazione lo scorso 21 dicembre di quello di Pfizer-BioNtech.

«I primi vaccini di Moderna arrivano nel corso della prossima settimana. La messa a regime della distribzione di Moderna partirà dalla seconda settimana di distribuzione, dalla seconda in poi da Pratica di Mare le forze armate partiranno con la distribuzione territorio», ha detto il Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri.

Complessivamente, nei prossimi tre mesi, giungeranno in Italia 1,3 milioni di dosi Moderna, con cadenza settimanale: 100mila a gennaio, 600mila a febbraio e 600mila a marzo. Con l'autorizzazione condizionata all'immissione in commercio per Moderna da parte della Commissione europea saranno dunque due i vaccini utilizzabili in Europa, in attesa di altre autorizzazioni. Prossima potrebbe essere quella per il candidato vaccino di Oxford/AstraZeneca/Irbm, già in uso in Gran Bretagna.

Le caratteristiche del vaccino Moderna

Il vaccino Moderna è utilizzabile a partire dai 18 anni di età e nella sperimentazione su circa 30mila soggetti ha dimostrato un'efficacia del 94,1%, Utilizza l'innovativa tecnologia dell'Rna-messaggero, come quello Pfizer, e richiede una doppia dose. Il vaccino rimane stabile a temperature standard di refrigerazione tra 2 e 8 gradi C per 30 giorni. Inoltre si prevedono condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine a temperature standard del congelatore di -20 gradi C per 6 mesi. La stessa azienda rileva come l'Ema abbia assicurato una «valutazione rigorosa e indicazioni dettagliate» e la Commissione Tecnico Scientifica di Aifa si riunirà domani per esaminare il dossier sull'autorizzazione all'immissione in commercio in Italia e definire le modalità di utilizzo nel Servizio sanitario. 

Ultimo aggiornamento: 19:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA