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Terza dose, perché è l'unica via per essere protetti: grazie al booster gli anticorpi aumentano fino a 37 volte

Martedì 21 Dicembre 2021 di Francesco Malfetano
Terza dose, perché è l'unica via per essere protetti: grazie al booster gli anticorpi aumentano fino a 37 volte

Su Omicron mancano ancora molte informazioni, tuttavia è ormai già chiaro non solo che si tratta di una mutazione particolarmente contagiosa, quanto anche che è destinata a ridefinire il concetto di completamente vaccinato. Nel giro di poche settimane infatti, come già avvenuto in Israele e Singapore, la variante ha convinto anche i più scettici che considerarsi protetti con solo due dosi è un assunto sbagliato. Non a caso ieri il premier Mario Draghi ha ribadito la necessità di «procedere con la massima velocità alla terza somministrazione».

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LA PRASSI
A chiarirne i motivi è Sergio Abrignani, immunologo e componente del Comitato tecnico scientifico: «Di norma i vaccini vengono dati in 3 dosi: due ravvicinate per innescare una buona risposta immunitaria che tende a declinare in fretta e una terza, dopo 6 o 12 mesi, che serve ad innescare una memoria di lungo termine. Un tempo questo che accorciamo a 5 mesi perché per la prima volta stiamo immunizzando tutto il paese durante una pandemia come ciclo completo». Un'evidenza confermata anche dai dati preliminari delle aziende farmaceutiche che questi vaccini li producono.
Ieri ad esempio l'americana Moderna ha fatto sapere che la dose booster del suo vaccino a mRna SpikeVax, se somministrato nel dosaggio da 50 microgrammi - quello attualmente autorizzato in Europa - è in grado di aumentare i livelli di anticorpi neutralizzanti contro la variante Omicron di circa 37 volte rispetto ai livelli precedenti alla terza somministrazione.
Non solo, sempre secondo l'azienda, una dose completa di 100 microgrammi ha invece aumentato i livelli di anticorpi neutralizzanti di circa 83 volte rispetto a livelli pre-boost. Una differenza significativa che ha spinto i ricercatori di Moderna a presentare anche i dati di sicurezza e tollerabilità dello studio di Fase 2/3 per il booster con la dose completa, da 100 microgrammi. Vale a dire che sia l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) che l'Fda statunitense, nelle prossime settimane saranno chiamate a decidere se autorizzare o meno la somministrazione del dosaggio completo come booster.
Tuttavia, Moderna ha anche precisato che continuerà a sviluppare un vaccino specifico proprio contro la variante Omicron del virus, la cui sperimentazione clinica si prevede comincerà «all'inizio del 2022».

 


GLI ALTRI VACCINI
Se è infatti vero che la terza dose di vaccino sembra riesca a dare una protezione efficace contro le forme più gravi di Covid-19 anche con la variante Omicron, pare invece non sia sufficiente ad impedire il contagio, e per questo i vaccini potrebbero dover essere aggiornati.
«Dobbiamo essere consapevoli che anche chi ha avuto la terza dose può trasmettere la malattia - ha spiegato il cofondatore e amministratore delegato della BioNTech, Ugur Sahin, uno dei padri del vaccino Comirnaty prodotto insieme alla Pfizer - e che quindi sarà necessario fare i test, specialmente per coloro che sono a contatto con persone vulnerabili».
In un'intervista a Le Monde il manager sostenuto che «con la Omicron che diventa dominante, le misure di protezione rimarranno essenziali, soprattutto questo inverno», altrimenti «non saremo in grado di controllare la rapida espansione di questa nuova variante». La buona notizia è che però in generale «i dati sulla realtà che arrivano dal Regno Unito ci forniscono informazioni rassicuranti».
In particolare la scorsa settimana, Discovery Health, la principale compagnia di assicurazioni mediche private del Sudafrica, e Public Health England hanno fornito le loro analisi sulla diffusione dell'Omicron. Dati preliminari che hanno mostrato come rispetto ad Omicron la terza dose abbia circa il 70% di efficacia.

Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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