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Pandemia, la scommessa di Londra. «Niente più quarantena per chi ha preso il Covid, conviviamo con il virus»

Il programma vaccinale d'ora in poi sarà molto simile a quello dell'influenzale

Lunedì 21 Febbraio 2022 di Chiara Bruschi
Pandemia, la scommessa di Londra. «Niente più quarantena per chi ha preso il Covid, conviviamo con il virus»

Si chiama, in italiano, Piano per convivere con il Covid-19 e rappresenta un ulteriore passo, l'ultimo, verso il ritorno alla normalità: chi risulterà positivo non sarà più costretto a isolarsi dagli altri. La pandemia per Boris Johnson appartiene al passato e ora è il momento per l'Inghilterra di tornare alla normalità, guardare avanti e abituarsi all'idea di un virus che circola al pari dell'influenza. Come annunciato due settimane fa, il primo ministro britannico è pronto ad anticipare la rimozione dell'ultima misura introdotta due anni fa contro la diffusione del Covid, obbligo che sarebbe dovuto rimanere in vigore fino al 24 marzo.

Londra, addio quarantena

 

Come tutte le decisioni in materia sanitaria, anche questa avrà validità solo su territorio inglese ma è probabile che non tarderanno nell'adottarla autonomamente anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Downing Street, tuttavia, fa sapere che rimuovere l'obbligo di autoisolamento per i soggetti contagiati dal coronavirus non significa «gettare la prudenza dalla finestra» ma rappresenta invece un cambio fondamentale nella gestione del Covid: si passa da una politica di controllo e intervento del governo, come è stato in questi due anni, alla responsabilità personale.

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Il piano sarà annunciato alla Camera dei comuni nella giornata di oggi e conterrà alcune linee guida da seguire quando, in seguito a un test positivo, si entra in contatto con i soggetti più a rischio come i non vaccinati e i più vulnerabili. Per il primo ministro, grazie al successo del piano vaccini, l'Inghilterra «si trova in un mondo completamente diverso» e può iniziare a convivere col virus senza imposizioni dal governo. «Il Covid non sparirà all'improvviso ha detto Johnson e dobbiamo imparare a vivere con il virus, continuando a proteggerci senza limitare le nostre libertà. Negli ultimi anni abbiamo costruito una solida protezione grazie al vaccino, al sistema di test e ai nuovi trattamenti».

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I FOCOLAI
L'altro elemento che cambierà riguarda la gestione dei focolai che non sarà in carico a livello centrale ma sarà demandata alle autorità sanitarie locali. Infine, il leader conservatore ha annunciato un taglio agli autotest rapidi gratuiti, che fino a oggi è possibile ritirare comodamente nelle farmacie ma che costano al bilancio dello Stato circa 2 miliardi di sterline al mese. Nella strategia post pandemia del governo Johnson, ora che l'emergenza è ritenuta conclusa, due sono le armi principali: il piano vaccinale e l'utilizzo di farmaci per la cura. Nelle prossime settimane, infatti, sarà offerta la quarta dose agli anziani e ai più vulnerabili, a distanza di sei mesi dall'inizio della somministrazione del booster. Il piano, secondo alcune fonti governative, è che il programma vaccinale d'ora in poi sarà molto simile a quello dell'influenzale, a meno che una nuova variante non metta in discussione ogni cosa. «Credo sia importante che le persone si sentano a loro agio di nuovo e in grado di tornare al lavoro normalmente ha ribadito BoJo alla BBC - Voglio vedere il nostro paese tornare a camminare con le proprie gambe».
I DISSENSI
E mentre i numeri fanno ben sperare (ieri i contagi erano nuovamente in discesa con 25,696 nuovi positivi e 74 morti), nel mondo scientifico non tutti sono d'accordo: «Se i test non saranno più gratuiti le persone semplicemente non li faranno più», ha detto il virologo dell'Università di Leichester Julian Tang al Guardian, sottolineando come questo comporterà una possibilità minore di identificare tempestivamente nuove varianti, che potrebbero anche essere più contagiose di quelle al momento conosciute. Anche per il laburista Wes Streeting la decisione del governo è molto prematura e sono in molti a vedere dietro questa fretta una motivazione politica. Lo scandalo del Partygate, a causa all'apertura di un'inchiesta da parte della Metropolitan Police, è tutt'altro che finito e Boris Johnson, accusano dall'opposizione, vuole ingraziarsi i membri del suo partito che non hanno mai visto di buon grado le regole anti-Covid troppo rigide di questi ultimi due anni.

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