Roma, strage sulle strade: Silvia Ravasco morta precipitata con la moto nel parcheggio, Alessia Sbal investita da un camion sul Gra

L’agente della penitenziaria lavorava a Rebibbia e lascia 2 figli. L'estetista di Monteverde era residente a Ciampino

Martedì 6 Dicembre 2022 di Alessia Marani
Roma, strage sulle strade: Silvia Ravasco morta precipitata con la moto nel parcheggio, Alessia Sbal investita da un camion sul Gra

Non ce l'ha fatta. Silvia Ravasco, 46 anni, agente di polizia penitenziaria è morta in ospedale dopo essere volata giù per dodici metri dal parcheggio multipiano del centro commerciale Roma Est. Alcuni testimoni l'avevano vista perdere il controllo della sua moto Suzuki nera nuova di zecca, ritirata appena giovedì scorso, sbandare prima contro un'auto e poi dirigersi dritta verso il parapetto, quindi il volo nel baratro. Il drammatico incidente è avvenuto nel pieno pomeriggio di domenica e l'sos ai soccorritori era arrivato alle 16,30 quando l'iperstore si stava affollando. Un incidente tanto drammatico quanto insolito e le cui modalità esatte gli agenti del commissariato Casilino stanno ricostruendo con l'aiuto dei testimoni e delle telecamere del centro commerciale. Dal filmato si vedrebbe la donna perdere il controllo e tentare di governare il bolide fino all'ultimo ma inutilmente. Nonostante la balaustra a protezione di persone e veicoli avesse altezza standard, Silvia, madre di una ragazza di 18 anni e di un figlio di 14, è stata disarcionata dalla motocicletta ed è precipitata nel vuoto.
LE IPOTESI
Più di una ipotesi viene presa in considerazione dai poliziotti: dal pavimento scivoloso per la pioggia all'esitazione e inesperienza della donna alla guida. Non è escluso un malfunzionamento della Suzuki, più difficile che qualcuno possa avere manomesso il veicolo anche se Silvia può avere avuto dei problemi sul lavoro, un ruolo molto delicato il suo a stretto contatto con criminali di ogni tipo. La donna ultimamente appariva più pensierosa, ma tutto comunque propende per un drammatico quanto inesorabile incidente. La Procura, infatti, non ha ritenuto nemmeno di effettuare l'autopsia. Sul caso ha comunque avviato delle indagini anche il Nucelo investigativo della penitenziaria.

 


A Rebibbia un po' tutti conoscevano Silvia, colleghi e detenute. Dopo essere passata per il G8 al primo piano, quello riservato alle persone trans, era stata assegnata ai camerotti ovvero al braccio femminile. Spesso era lei che accompagnava le detenute nell'area verde universitaria e lei stessa aveva cominciato a studiare all'Università e a febbraio prossimo si sarebbe laureata: un sogno. Un altro sogno era proprio quella moto che appena tre giorni prima era andata a ritirare. L'amica del cuore Angela la immortala in una foto: giubbetto scuro e casco integrale calato sulla testa. «E ora angelo mio quel tuo sogno più grande ti ha portato alla vita eterna», scrive adesso disperata su Facebook. Silvia aveva chiesto di lei al suo arrivo in condizioni critiche al policlinico di Tor Vergata per le gravi lesioni riportate (le fratture agli arti inferiori, un'emorragia in corso) ed era riuscita a farla chiamare da un poliziotto. «Erano le 17,31 - racconta Angela - io sono arrivata lì al pronto soccorso ma tu non potevi più sentirmi...». Tanti i messaggi di affetto e riconoscenza nei suoi confronti. «Su di te si poteva contare per ogni dubbio e problema», dice una collega. «Aveva sempre un sorriso e una parola di conforto per tutti», ricorda Mariana, un'altra agente. Condoglianze alla famiglia anche dal Sinappe, il sindacato di cui era stata delegata locale: «Silvia era una donna e una mamma dolcissima, una poliziotta con grande senso di abnegazione».

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SUL RACCORDO
Non solo la tragedia di Silvia Ravasco. Domenica sera un'altra donna, Alessia Sbal, 42 anni, residente a Ciampino ma molto conosciuta nel quartiere di Monteverde dove aveva aperto un centro estetico in via Duchessa di Galliera, è morta travolta da un camion sul Gra poco prima dello svincolo per Casalotti in carreggiata interna. Il fatto è accaduto pochi minuti prima delle 21. Il camionista è scappato ed è stato successivamente rintracciato dalla Stradale. Dirà di non essersi accorto di nulla: pioveva a dirotto quando Alessia è stata centrata in pieno dal mezzo pesante che le è passato addosso rendendo il suo corpo irriconoscibile. Il conducente ha continuato la sua corsa senza prestare soccorso.

 

Giunti sul posto, i poliziotti hanno cercato indizi e testimonianze di quanto accaduto e, grazie a soli pochissimi elementi, sono riusciti a individuare il camion, uscito dal Gra, mentre ancora era in fuga. La posizione dell'uomo alla guida è al vaglio della magistratura. Intanto si indaga per stabilire il motivo per il quale la donna era sulla strada; forse un guasto alla sua Panda ma nessuna ipotesi è esclusa. Testimoni avrebbero detto di averla vista come vagare per la strada. Infine, una 23enne romana, Chiara Speranza, è morta in un incidente stradale avvenuto a Milano. La ventitreenne era seduta sui sedili posteriori di una Fiat Enjoy del car sharing guidata da un amico. Improvvisamente, però, l'auto avrebbe prima sbandato sul cordolo del tram, per poi scontrarsi contro un albero e capottarsi al centro della strada, in via Lunigiana. Illeso l'amico e un'amica che era sul lato del passeggero anteriore, per Chiara invece i soccorsi dei sanitari sono stati inutili ed è morta poco dopo l'arrivo in ospedale.
 

Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA