Covid, morto un operaio Ama: aveva 54 anni

Martedì 20 Aprile 2021
Covid, morto operaio Ama: aveva 54 anni

Ennesima vittima di Covid tra i dipendenti di Ama. A perdere la vita nella giornata di sabato è stato un operaio 54enne autista della municipalizzata in servizio a Tor Pagnotta. Dalla Lega arriva un appello rivolto alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, affinchè venga fornita ai dipendenti Ama una copertura vaccinale che garantisca loro un'adeguata sicurezza sul posto di lavoro.

Solo lo scorso 10 aprile, tra i mezzi in cerchio e con indosso le divise di servizio, i lavoratori dell’Ama immobili davanti ai camion in un lungo silenzio, avevano dato l'ultimo saluto a Ezio C., il 52enne capo operaio ucciso dal Covid. Ricoverato allo Spallanzani da metà marzo, l’uomo era la prima vittima del Covid tra i dipendenti della municipalizzata. Così, con una cerimonia improvvisata nella notte, dello stabilimento di Rocca Cencia avevano voluto dare ad Ezio un ultimo saluto.

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Ad oggi i lavoratori che si occupano della raccolta dei rifiuti in strada continuano a chiedere risposte per la loro sicurezza. Non solo sul tema delle mascherine, ma anche su quello dell’igiene di bagni e spogliatoi con i lavoratori che da circa un mese lamentano di non poter più fare la doccia alla fine dei turni.

La posizione dell'azienda

Il dipendente Ama purtroppo deceduto sabato 17 aprile era assente per malattia da un mese, spiega l'azienda in una nota. L'origine del contagio è avvenuta in ambito familiare, essendo risultati dei congiunti positivi al Covid-19, in un periodo antecedente alla sua malattia. La comunità di Ama - prosegue la nota - si è stretta fin da subito al cordoglio della famiglia del dipendente deceduto, autista in servizio sui compattatori per la raccolta stradale. Ama, come ha sempre fatto dall'inizio dell'emergenza Covid-19, continua a essere impegnata con la massima attenzione nell'assicurare la tutela della salute e della sicurezza dei propri lavoratori. I presidi di sicurezza vengono adeguati di pari passo con l'evolversi dell'emergenza sanitaria in modo, da un lato, di ridurre il rischio preservando la salute e la sicurezza dei lavoratori e, dall'altro, di garantire la continuità del servizio.

Parallelamente, sul fronte strettamente operativo - si legge ancora nella nota di Ama -, continua l'approvvigionamento di prodotti e presidi, con particolare attenzione ai dispositivi di protezione individuale (dpi) da fornire ai propri dipendenti: a oggi sono state distribuite quasi 2 milioni e 600 mila mascherine (più della metà delle quali con filtro ad alta protezione ffp2 e ffp3), circa 1 milione e 700 mila di paia di guanti monouso e oltre 22.200 tute monouso. Prosegue a ciclo continuo la sanificazione dei mezzi pesanti e leggeri utilizzati per la raccolta dei rifiuti, con circa 80 mila interventi svolti. Gli operatori sono dotati, inoltre, di specifici kit per igienizzare le parti sensibili interne dei veicoli, ad ogni attacco e fine turno. Le strutture aziendali (zone, sotto-zone, uffici, sedi direzionali, stabilimenti, eccetera) sono state dotate di segnaletica orizzontale e verticale per agevolare il distanziamento anti-contagio.

In ogni singola sede (produttiva, amministrativa o di corporate), vengono ciclicamente sottoposte a trattamento sanificante tutte le aree di lavoro interessate da flusso e permanenza di dipendenti (uffici, sale riunioni, spogliatoi, bagni, pese, portinerie, aree trasbordo, piazzali, interno officine, magazzini e viali di transito), nonchè gli impianti aeraulici. Ama - conclude la nota - stigmatizza qualsiasi strumentalizzazione e speculazione in riferimento all'accaduto, indizio di mancanza di rispetto per il dolore di una famiglia e della comunità aziendale.

 

L'appello della Lega

«Un altro operatore Ama muore a causa del Covid, una notizia che ci addolora e che mai avremmo voluto sentire proprio perché in questi mesi abbiamo più volte denunciato rischi nelle procedure e negli standard che sembravano essere frutto di sottovalutazioni in Azienda». Così il consigliere della Lega Davide Bordoni vice presidente della Commissione Ambiente: «In Ama continuiamo ad assistere a precarie situazioni dove le condizioni lavorative giornaliere sembrerebbero, di fatto, inconciliabili con le misure di contenimento previste dal governo in ambito sanitario. Le autorità competenti – sottolinea Bordoni- ne sono al corrente almeno dallo scorso novembre, data in cui, nell’emergenza della raccolta dei rifiuti a domicilio scrissi una lettera alla sindaca Raggi e all’assessore competente. La diffusione del contagio nella municipalizzata dei rifiuti continua ad aggravarsi, come evidenziato anche dalla UIL Trasporti». 

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«Rivolgo un appello alla sindaca Raggi affinché appronti immediatamente un piano di vaccinazioni. Importante anche le sanificazioni dei mezzi e le dotazioni dei dispositivi di protezione oltre che l’utilizzo di tamponi antigienici volontari per tutto il personale al fine di evitare che, a causa di ritardi o mancanze a pagarne le conseguenze siano i lavoratori che, per adempiere il proprio dovere, stanno rischiando la vita» conclude nella nota. 

Ultimo aggiornamento: 21:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA