Il Colle stanco dei balletti. Tocca a Fico, esplorerà l'accordo grillini-sinistra

Lunedì 23 Aprile 2018 di Marco Conti
Un tentativo per dimostrare che la trattativa M5S-Lega è ancora in piedi, Di Maio e Salvini lo hanno fatto anche ieri. Se non fosse che a gambizzare le effusioni tra i due sulla flat tax ha provveduto il grillino Nicola Morra (tendenza Fico) sostenendo che la tassa piatta - bandiera del centrodestra - «svantaggia i poveri». Il balletto tra Salvini e Di Maio va avanti da quasi due mesi senza produrre nulla, e ciò non può piacere a Sergio Mattarella che di pazienza ha dimostrato di averne moltissima.

LA MELINA
Un comizio per chiedere ancora un paio di giorni, come ha fatto ieri sera Salvini, potrebbe non essere il luogo giusto per contraddire ciò che il Quirinale ha raccolto in un mese e mezzo di trattative. I due leader, Di Maio e Salvini, faticano ad ammettere il fallimento e non è detto che a dargli una mano in questo difficile outing, non sia lo stesso presidente della Repubblica accessoriando con qualche considerazione il mandato esplorativo che oggi dovrebbe affidare al presidente della Camera Roberto Fico. L'esplorazione che verrà affidata a Fico sarà precisa sia nel tempo - 48 ore - sia nell'oggetto. Il presidente della Camera dovrà lavorare come ha fatto la collega del Senato Elisabetta Casellati, verificando se esistono le condizioni per un'intesa M5S-sinistra. E se la Casellati ha consultato i grillini e i tre partiti del centrodestra, Fico dovrà convocare le delegazioni di Pd e LeU. Senza fatti nuovi, non bastano generiche effusioni, è difficile ipotizzare cambi di agenda anche se è possibile valutare eventuali novità anche in presenza di un nuovo esploratore. Malgrado il pressing, è difficile che produca effetti l'idea di affidare a Fico un mandato più ampio, che non escluda il sondaggio su una possibile intesa grillini-centrodestra e permetta di non archiviare il precedente tentativo in corso da un mese e mezzo. Infatti il report che venerdì scorso la presidente del Senato ha portato al presidente della Repubblica non concede spazi per ulteriori tentativi. Salvini non intende mollare Berlusconi, come chiedono i grillini e Di Maio non rinuncia a palazzo Chigi. Uno stallo alimentato con scadenze che alla fine sono risultate inutili perdite di tempo. D'altra parte al Quirinale c'è chi sostiene che se da parte di tutti ci fosse stato metà dell'impegno profuso nel Molise e in Friuli probabilmente avremmo già un governo. Tatticismi e veti continuano invece a rendere particolarmente arduo il lavoro del Capo dello Stato che non sembra voler concedere altro tempo a bluff e meline. Malgrado il leader grillino abbia investito molto nell'accordo con la Lega, il forno del Pd non è stato mai escluso dal M5S anche nei colloqui al Quirinale. Giusto quindi verificare anche questa opzione malgrado la strada resti in salita. I dem si preparano alla consultazione con il presidente della Camera chiedendo che venga preceduta da una dichiarazione che ammetta il fallimento della trattativa con la Lega. In sostanza Di Maio dovrebbe ammettere di essere arrivato primo ma di non aver vinto le elezioni perché privo dei numeri necessari per comporre una maggioranza. Inoltre dovrebbe di fatto ammettere o di aver pestato l'acqua per un mese e mezzo inseguendo la Lega.

Forse il Pd non chiederà lo streaming dell'eventuale incontro con i grillini, ma detterà a Fico condizioni tali che di fatto renderanno impossibile la nascita di un governo politico. Esattamente come vuole Matteo Renzi che continua nella dieta del silenzio, si mostra scettico sugli «scenari nuovi» ipotizzati da Piero Fassino e non crede all'europeismo e all'atlantismo dell'ultim'ora Di Maio. Esattamente come i Radicali di *Europa di Benedetto della Vedova che ieri hanno avvisato il Pd di Martina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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