Di Maio: «Salvini? Nessun sostegno ad accuse a magistrati»

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Di Maio: «Salvini? Nessun sostegno ad accuse a magistrati»
Il vicepremier Luigi Di Maio si smarca in merito all'attacco alla magistratura datto da Matteo Salvini che oggi viene indagato dalla Procura di Palermo per sequestro di persona aggravato. «Sulla vicenda della nave Diciotti sapevamo che le decisioni erano decisioni forti ma noi le rivendichiamo come governo e abbiamo dato il nostro sostegno, detto questo non si può dare sostegno alle accuse ai magistrati». Salvini, spiega Di Maio, ha «preso la decisione insieme a noi, non condivido però l'idea di accusare la Magistratura».

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Venerdì 7 Settembre 2018, 21:43






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3 di 3 commenti presenti
2018-09-08 17:36:25
per Demetan, scusami d'accordo che il reato è personale, ma di che reato si tratta, sequestro ?, ma fammi ridere, e un'altra cosa, quale è il fine di questo magistrato che lo ha inquisito ? tutelare qualche profugo o forse cercare di eliminare Salvini dalla scena politica? - non mi chiedevo di che fede è questo magistrato, mi chiedo invece, non aveva qualche altra causa nel cassetto da portare avanti?
2018-09-08 11:24:09
Il secondo atto della sceneggiata del Ministro indagato si è appena compiuto: dopol'attacco alla magistratura adesso rifugge i giornalisti. Un Salvini da manuale (della peggior classe politica)! Attendo, con trepidazione, il "tuit" dinamitardo contro i giornali (brutti, cattivi, politicamente allineati, in mano ai poteri forti e bla bla bla bla)
2018-09-08 10:08:59
Stante il fatto che in democrazia la responsabilità penale è personale, anche se è un Ministro della Repubblica a compiere un reato in nome di un popolo italiano che conta (ancora e per fortuna) qualche milione di cittadini che non ha votato né Lega né tantomeno 5 stelle, il "Giggino" nazionale non fa altro che confermare l'arrivo di una nuova casta di "unti dal Signore" di berlusconiana memoria. Da oggi i cittadini italiani possono stare tranquilli di fronte alla Giustizia. Se per risolvere una questione hanno preso decisioni forti (o stomachevoli) che li rimettono al giudizio della Procura non dovranno più preoccuparsi: basterà che gli avvocati presentino come prova di legittimità dell'operato dei loro assistiti, a scelta, la tessera della Lega o la prova (anche in autocertificazione) dell'iscrizione alla piattaforma Rousseau. A proposito di Rousseau e al tratto inquietante di questo neo-dottrinarismo giacobino, adoratore della volontà popolare, per cui la legge è solo uno strumento, non un valore in sé vale la pena ricordare (a quei cittadini che in buonafede hanno affidato le loro sorti a questo governo) cosa scriveva il filosofo svizzero nel "Contract social": nel momento in cui il popolo è legittimamente riunito in corpo sovrano, cessa ogni giurisdizione del governo, il potere esecutivo è sospeso. Riportato ai giorni nostri basta sostituire al potere esecutivo (occupato da un vice-presidente indagato) il potere giudiziario e il gioco è fatto. C'è di che preoccuparsi...