Stadi al 75%, cinema e teatri all'80%, pressing per le discoteche: dal Cts le nuove capienze per il pubblico

Lunedì 27 Settembre 2021 di Francesco Malfetano
Stadi al 75%, cinema e teatri all'80%, pressing per le discoteche: dal Cts le nuove capienze per il pubblico

È ancora presto per il “tutto esaurito”, ma ci siamo quasi. In base alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico infatti, presto cinema, teatri e musei potranno non essere più a metà servizio. Grazie all’uso obbligatorio ed esteso del Green pass tanto per i clienti quanto per i lavoratori, la capienza massima consentita per questo tipo di attività diventa infatti l’80 per cento (contro il 50 attuale). Novità anche per stadi e palazzetti che, nonostante le sollecitazioni arrivate dal mondo sportivo per raggiungere il 100 per cento dell’occupazione dei posti disponibili, dovranno invece “accontentarsi” rispettivamente del 75 e del 50 per cento. Comunque un miglioramento, e comunque una situazione meno difficile di quella delle discoteche che, a quasi un anno dalla chiusura, ancora non potranno rialzare le serrande. A definirlo appunto, gli esperti del Comitato tecnico scientifico che, riuniti ieri sera, hanno dato seguito alla richiesta del governo di «rivalutazione entro il 30 di settembre» messa nero su bianco nell’ultimo decreto. L’indicazione del Cts - che comunque si riserva di rivedere il tutto entro il prossimo mese - dovrebbe quindi ora finire nel prossimo provvedimento dell’esecutivo.

 

Green pass, Ciciliano (Cts): «Stadi, teatri e cinema: la capienza aumenterà»

 

Cinema e teatri

Ricapitolando per cinema e teatri il Cts ritiene possibile prevedere un aumento della capienza massima delle strutture al 100 per cento all’aperto e all’80 per cento al chiuso. Ovviamente in zona bianca, sempre indossando le mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi e con la sollecitazione alla massima attenzione per «la qualità degli impianti di aerazione». Per queste attività, come tutte le altre interessate dalla valutazione dei tecnici, l’invito rivolto al governo è sempre quello di «vigilare sul rispetto delle indicazioni». 


Concerti

Discorso simile ma in ottica ancora più estensiva quello compiuto per i concerti. Dopo le numerose polemiche sollevate nei giorni scorsi dai cantanti italiani il Comitato ha infatti definito la possibilità di riempire al 100 per cento le sale da concerto all’aperto (arene comprese quindi) e all’80 per cento, come cinema e teatri, quelle al chiuso. 

 

Musei

Novità soprattutto per i musei. Il Cts ha infatti ritenuto che per questi non fossero più necessarie limitazioni in termini di capienza, raccomandando però che vi sia un’adeguata organizzazione dei flussi per favorire il distanziamento interpersonale in ogni fase dell’accesso, con l’eccezione dei nuclei conviventi.

 

Stadi e palazzetti

Boccata d’aria fresca anche per gli impianti sportivi italiani. Per loro infatti, nonostante la preoccupazione per il mancato rispetto delle regole - è sotto gli occhi di tutti come spessissimo l’obbligo di mascherina e il distanziamento minimo siano ignorati negli stadi italiani - è arrivato l’ok del Cts all’ampliamento dei limiti di riempimento massimo rispetto alla capienza. In zona bianca le nuove indicazioni prevedono infatti un riempimento degli impianti all’aperto (stadi, ma anche arene e concerti) fino all’occupazione massima del 75 per cento dei posti a sedere disponibili (fino ad oggi è il 50 per cento). Discorso diverso per i palazzetti e tutti gli impianti sportivi al coperto. Nonostante il pressing delle leghe sportive coinvolte, specie pallavolo e basket, i tecnici hanno tenuto il punto. Cioè per loro all’interno i rischi sono ancora intrinsecamente maggiori e quindi la capienza massima consentita è pari al 50 per cento dei posti a sedere disponibili (fino ad oggi è il 25 per cento). In ogni caso il Comitato ha tenuto a precisare, in opposizione alle scelte fatte da alcune società sportive, che «la capienza negli impianti debba essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune zone». In altri termini, chiudere il 50 per cento degli spalti come fatto fino ad oggi, non permette di distanziare correttamente gli spettatori accorsi.

 

Discoteche

Per quanto riguarda le discoteche, ovvero le attività economiche che più a lungo sono state chiuse nella Penisola, è finita nuovamente sul tavolo del Cts la richiesta di un parere tecnico. Stavolta ad avanzarla è il ministero dello Sviluppo economico che su indicazione del ministro Giancarlo Giorgetti auspica che il Comitato «si esprima» sulla «possibilità di superare l’attuale regime di assoluta sospensione delle attività di sale da ballo, discoteche e locali assimilati». Almeno per il momento però nulla di definito anche se la maggioranza dei tecnici che compongono il Comitato appare molto prudente rispetto all’eventuale riapertura, specie ora che il freddo autunnale e invernale favorirebbe inevitabilmente gli eventi al chiuso.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 16:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA