Salva Stati, firma a febbraio e poi un anno per la ratifica e per trovare un accordo sull’unione bancaria

Domenica 1 Dicembre 2019 di Marco Conti
ROMA La logica rivendicata sempre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è sempre stata quella del ‘pacchetto’. Ovvero “bene aver trovato un’intesa sulla riforma del meccanismo Salva Stati, ma ora occorre procedere con il bilancio dell’eurozona e l’unione Bancaria”. Un “pacchetto” che l’Italia intende vedere completato prima dell’eventuale ratifica della riforma del salva stati che, oltre a non essere stata ancora oggetto di firma (avverrà a febbraio), deve passare la ratifica dei diciannove Parlamenti dei Paesi dell’euro. Dal vertice serale a palazzo Chigi non c’era quindi da attendersi nessun rinvio o cambio del timing che era chiaro sin dall’inizio ma che è stata nei giorni scorsi confuso dalla propaganda euroscettica.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci