Reddito di cittadinanza, cosa farà Meloni? Fdi vuole abolirlo, ma non sarà semplice: ecco perché

Nel programma di Fratelli d'Italia è prevista l'abolizione della misura, ma le posizioni dei Lega e Forza Italia sono più possibiliste su una modifica

Mercoledì 28 Settembre 2022 di Fausto Caruso
Reddito di cittadinanza, cosa succede ora? Meloni ha i numeri per abolirlo, i dubbi degli alleati e l'opposizione del M5S

Per ora il primo argomento all’ordine del giorno del nascente governo Meloni è il caro bollette, ma il numero due di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida è stato chiaro: «per il reddito di cittadinanza si va verso l’abolizione». Una posizione messa già in chiaro durante la campagna elettorale da Giorgia Meloni, che però non trova la perfetta sintonia degli alleati di coalizione. Dall’altra parte, gli avversari annunciano battaglia in parlamento e per le piazze per mantenere la misura.

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Le posizioni nel centrodestra

I tre partiti della coalizione vincitrice hanno declinato così il punto d’accordo sulle loro posizioni in merito: «Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e inserimento nel mondo del lavoro». È la dicitura che si trova nel programma congiunto depositato dai tre partiti al ministero dell’Interno. Sul come sostituirlo potrebbero però crearsi degli attriti.

Il programma di Fratelli d’Italia è quello in cui compare esplicitamente la parola «abolizione». Durante tutta la campagna elettorale la leader aveva individuato la più grande debolezza della misura come attualmente concepita nel fatto che non distingua tra i percettori che sono in grado di lavorare e quelli che non lo sono. Questa seconda categoria, secondo Meloni, va tutelata e salvaguardata con sussidi e altre misure, ma coloro che sono abili al lavoro devono essere oggetto non di aiuti, ma di politiche che puntino di più alla formazione dei giovani e all’inserimento nel mondo del lavoro. Bisogna uscire dalla «logica dei bonus», scrive Meloni.

La proposta di un’abolizione tout court potrebbe incontrare qualche resistenza negli alleati. Secondo Forza Italia il reddito va addirittura rafforzato per tutte quelle persone che sono a rischio povertà assoluta. Una dichiarazione che si inserisce nella stessa logica delle pensioni minime a mille euro per tutti, comprese le casalinghe, in quella categoria di promesse irrealizzabili che Meloni aveva invitato gli alleati a non fare. Secondo il programma di Matteo Salvini, che varò la misura insieme ai Cinquestelle durante il governo giallo-verde, il sussidio non ha ottenuto i risultati sperati e va ricalcolato in base alle dimensioni del nucleo familiare, ma deve trasformarsi in reddito di reciprocità: ossia i percettori devono rendersi disponibili a svolgere lavori di pubblica utilità.

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Il destino del sussidio dipenderà in larga parte dagli equilibri con cui si formerà il governo di centrodestra, ma sta di fatto che le elezioni hanno assegnato a FdI una posizione preponderante all’interno della coalizione, quindi Meloni potrebbe avere i mezzi per imporre la linea dura.

Gli avversari

Coloro che ritengono indispensabile la misura annunciano battaglie in parlamento e nelle piazze: «Unione Popolare costruirà l'opposizione sociale tra gli oppressi contro questo disegno senza cuore e giustizia, staremo nei luoghi dove il reddito serve per vivere», ha dichiarato il leader di Unione Popolare, Luigi de Magistris, che dopo essersi fermato all1,3% alle elezioni continuerà il suo impegno fuori dal parlamento.

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«La Commissione Europea sostiene il reddito di cittadinanza a tal punto che lo raccomanda a tutti gli Stati membri. Sulla base dei criteri individuati e presentati oggi dai Commissari Dombrovskis e Schmit, il reddito di cittadinanza andrebbe potenziato e ottimizzato in alcune sue parti, ma non certo abolito come propone Fratelli d'Italia», gli fa eco dal Movimento Cinque Stelle l’europarlamentare Tiziana Beghin, che si fa forza della proposta di raccomandazione emanata oggi dalla Commissione Europea in cui si invitano tutti gli Stati membri a migliorare gli importi e la copertura delle misure di reddito minimo per far fronte ai 95 milioni di europei a rischio povertà assoluta. «Noi non permetteremo mai che davanti a una recessione e con il caro bollette che sta mettendo in ginocchio milioni di famiglie si cancelli con un colpo di spugna l'unico strumento italiano di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale», ha continuato l’eurodeputata grillina, difendendo la misura che in Italia conta oltre un milione e mezzo di percettori, il 70% dei quali nel Sud, dove il M5S ha avuto la maggioranza dei consensi.

Se Meloni ha i numeri in parlamento per abolire la misura, fare i conti con il malcontento delle piazze sarà molto più complicato. Lo stesso Lollobrigida ha affermato che bisognerà usare cautela per «non impattare le sacche di disagio che si sono create».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 00:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA