Governo, crisi M5S: cresce la protesta della base. E i leghisti «abbraccio con Pd sarà mortale»

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Al centro del tavolo ci sono le parole di Zingaretti che assicura «per quanto riguarda i punti programmatici presentati, siamo disponibili e aperti ad ogni tipo di confronto. La sede nazionale del Pd è aperta e continueremo a lavorare per cercare di aprire una nuova stagione politica». Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti a proposito della trattativa con M5s per la nascita di un nuovo governo. Ma proprio sulla trattativa, mentre i leghisti sono propensi a un nuovo accordo con i pentastellati, il Movimento sembra avere due anime ben distinte. 

A darne conto è la dichiarazione in un post del presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia: «I vari Bugani, Paragone potrebbero fare silenzio  - dice - e rispettare il lavoro che sta facendo Di Maio in questa fase così delicata. Il mandato dell'assemblea è chiaro, rassegnatevi». Un tweet rilanciato, suoi propri profili, anche dalla capogruppo M5S nel Lazio Roberta Lombardi e dal presidente della commissione Cultura della Camera Luigi Gallo. Resta alta, qunidi, la tensione in casa Cinquestelle.

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M5S, BASE DISORIENTATA: CRESCONO I FAN DI CONTE
Sui social la "base", i militanti e i simpatizzanti, sono sempre più disorientati, confusi, da una crisi di governo dai risvolti imprevedibili. Scorrendo gli ultimi post pubblicati dall'house organ grillino, balza agli occhi la rivolta dei 'mai con il Pd', pronti se mai a ricucire con la Lega, a patto che Di Maio faccia il premier, pur di non andare al voto.

Sembrano "minoranza" i followers che, invece, non vogliono più vedere Matteo Salvini e spingono per un'intesa con i Dem. In mezzo, ci sono (in crescita) i fan di Giuseppe Conte, che immaginano "l'avvocato del popolo" di nuovo a palazzo Chigi per una "ripartenza" gialloverde o lo candidano alla premiership 5S in caso di elezioni anticipate.
«Non fate cazzate, tornate con la Lega e Di Maio premier: con il Pd è finita!», avverte Max. «Vade retro Pd», taglia corto Stefano.

Rincara la dose Francesco: «Finire con il Pd, uguale che finire con Fi. Quando due soggetti politici sono profondamente divisi da anni ed anni di lotte asperrime e furibonde, non va fatto nessun contratto». «Fermatevi, no con il Pd, piuttosto è meglio ritornare con Salvini», è il consiglio di Stefania, che aggiunge: «prego tutto, ma mai con il Pd». Maidom arriva a citare Togliatti per mettere in guardia i vertici pentastellati: «Quelli del Pd, pur di riacchiappare le poltrone del governo, sono disposti a dire di sì a tutto, anche al taglio dei parlamentari, ma dopo boicotteranno di sicuro l'impegno preso! C'è un'insita doppiezza in loro. Già lo stesso Togliatti nel dopoguerra ne segnalò la presenza fra i 'compagnì: stare nelle istituzioni coltivando il desiderio di una rivoluzione armata».

Stefano ironizza: «Comunque, con tutto il rispetto, siamo passati dallo "apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno" ad aggiungere tanto altro olio di oliva nella scatola...». È stabile il "partito pro Conte", quello che tifa per un bis o semplicemente vuole correre alle elezioni con lui premier.

Giuseppe è categorico: «Senza Giuseppe Conte premier, è meglio andare a votare». Ida pubblica una 'listà dei ministri: oltre a Conte premier, vede Di Maio al Mise; Patuanelli alle Infrastrutture e Bonafede al Viminale. Fabio V non vede alternative e lancia l'avvocato del popolo: «Siamo al trivio: Salvini Pd o voto… difficile scelta, comunque vada, perderemo consensi. Ed alleandoci con il Pd ne perderemo tantissimi di voti. L'unica mossa possibile è Conte con il movimento alle elezioni. vedrete che il movimento crescerà». Un attivista che si firma glv non ha dubbi: «Conte o si va al voto! Sono un attivista 1.0 da quando esiste il M5S. Conte è irrinunciabile per rimanere al governo».

Pochi, sembrano, i militanti pentastellati favorevoli a un appeasement governativo con il Pd. Tra questi c'è Bunuel: «Mai più con la Lega! Un governo con programma 'verdè con Pd e Leu è l'unica soluzione». Gli fa eco Alessandro: «È talmente chiaro: rinunciare a priori all'accodo col Pd, significa rendere la Lega unica e indispensabile». Si sfoga Giovanna: «Va bene tutto, ma concedere a Salvini una seconda occasione per farsi massacrare e distruggere definitivamente anche sul piano della dignità, è pura incoscienza e masochismo all'ennesima potenza!».

IL CONTROCANTO LEGHISTA
Sulla rete il controcanto leghista è questo: «Cari amici 5Stelle, attenti all'errore che state facendo, l'abbraccio con il Pd sarà mortale». Non a caso la pagina Facebook ufficiale della Lega - Salvini premier apre con una vignetta che raffigura Matteo Renzi, che brandisce una falce, coperto da un velo, che bussa alla porta del M5S, dicendo «aprite... sono la vostra salvezza», lasciandosi alle spalle scie di sangue, dopo aver già fatto il suo 'lavorò con Massimo D'Alema, Enrico Letta e Angelino Alfano.

 


I post leghisti sono tutti allineati, scritti quasi a futura memoria, mettendo in guardia gli ex alleati. E lo scambio di battute che vede contrapposti il sottosegretario M5S Carlo Sibilia e l'eurodeputata leghista Francesca Donato, è significativo di quanto accade a livello generale. A Sibilia che sottolinea come «Conte ha avuto il grande merito di svelare l'imbroglio di Salvini al popolo italiano», risponde la presidente di Eurexit che commenta con «ora vi troverete benissimo con le ottime persone del Pd che vi somigliano tanto...».

Il popolo del web prova a dire la sua. Per qualcuno, ormai l'inciucio è fatto, e bisogna attuare la politica del pop-corn lanciata a suo tempo da Matteo Renzi. «Basta aver pazienza, dopo tutto quello che abbiamo visto non sono più credibili», scrive Massimo, dicendosi certo che per il M5S l'abbraccio con il Pd sarà letale. Elvira aggiunge: «I 5s sono finiti e loro lo sanno, per questo non hanno ascoltato la base, per questo niente piattaforma Rousseau».

Mentre Roberto scrive: «Se continuano così, fra qualche anno i 5S non esisteranno nemmeno più». Qualche grillino fa capolino sulla pagine leghiste: «Ve la state facendo sotto eh?», sfotte Stefano, sommerso da critiche di fan di Salvini. «Ma questi 5 stelle che ora hanno solo il 16% dei voti ma che cosa si credono di essere? Sono degli emeriti incompetenti, quattro scappati di casa», dice una arrabbiata Gaia.
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Sabato 24 Agosto 2019, 15:36






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2 di 2 commenti presenti
2019-08-24 23:23:55
E' normale che un partito nuovo, utopistico, e nato piu' che altro "contro", al momento di scelte impreviste si trovi diviso. Comunque gli elettori grillini non sono tutti stupidi, tutt'altro, nell'articolo si cita un certo Fabio V che secondo me ha azzeccato in pieno la sua analisi della situazione.
2019-08-24 22:08:41
Finalmente il m5s ha staccato la spina alla lega e, gia' da poco sta' recuperando voti, secondo stime e proiezioni