Giuseppe Conte, da Casalino a Bonafede: l'avvocato vuole blindare il M5S con il suo cerchio magico

Lunedì 19 Luglio 2021 di Mario Ajello
Giuseppe Conte, da Casalino a Bonafede: nel «partito senza correnti» l'avvocato vuole blindarsi con il suo cerchio magico

La raccomandazione di Conte neo-leader, se supera il voto digitale del 2 e 3 agosto, a tutti i suoi interlocutori in M5S è molto chiara: «Evitiamo il solito spettacolo delle divisioni, delle discussioni a vanvera, degli smarcamenti tattici. I nostri elettori vogliono vederci uniti e compatti». Ovvero: «Io sono il primo ad amare la dialettica, ma quando è costruttiva e non logorante». Naturalmente tutti gli dicono «Giuseppe hai ragione», ma poi si sa come sono i grillini: capaci di spaccarsi su tutto e di combattersi su ogni cosa. Da qui l'esigenza del nuovo presidente di inserire nello statuto lo stop alla malattia del correntismo. E' contenuto nell'articolo 18 dello statuto in cui si legge: «Possono essere sottoposti a sanzioni coloro che violano le regole per l'iscrizione, per la presentazione delle candidature ma anche coloro che partecipano a cordate». Insomma ci saranno procedimenti disciplinari per chi si rende responsabile di «promozione, organizzazione o partecipazione a cordate, correnti, gruppi riservati di iscritti». Tutto bene, se non fosse che in M5S le correnti già esistono e nessuna ha voglia di sbaraccare.

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Ha comunque l'esigenza, Conte, di non venire bersagliato dal tutte le parti e sottoposto al logorio ai danni del leader tipico dei partiti tradizionali - si pensi a come l'arma del correntismo stia già torturando Enrico Letta con Base Riformista sempre sul punto di smarcarsi o di condizionarlo su tutto - ma se si mira a fare un partito tradizionale bisogna mettere nel conto il frazionismo interno che è connaturato, inutile citare la Dc e il Pci che sono esempi troppo maestosi, con questo tipo di organizzazione politica. Che prevede per esempio una segreteria allargata, e questo è più o meno ciò che sarà nel partito di Conte il Comitato Nazionale: riunione larga di maggiorenti e big, anche con figure provenienti dai territori e dagli enti locali oltre che ministri e ex ministri come Lucia Azzolina.

I SOTTOGRUPPI
Ci saranno dentro un po' tutte le correnti, ma non dichiarandosi tali ovviamente, dei 5 stelle: da quella di Di Maio, il quale gode di stima larghissima, e dei super-governisti; a quella sinistrese Parole Guerriere vicina a Fico e guidata dalla deputata Dalila Nesci; agli orfani del Dibba (pochi); alle sentinelle di Grillo. Una delle quali, Davide Crippa, potrebbe essere il primo dei sacrificati nel nuovo corso: è il capogruppo il quale non voleva che Casalino lavorasse per gli stellati alla Camera ed è quello che al contrario di Licheri - omologo al Senato - nel momento massimo dello scontro tra i due Giuseppe tifava per l'ex comico. Nel movimento molti già vedono Crippa come l'agnello sacrificale, ma fare uno sgarbo così clamoroso a Beppe non converrebbe per ora all'avvocato. Il quale più che alle epurazioni pensa a blindarsi dentro un Cerchio Magico. Ha bisogno di un inner circle non composto solo dai tre possibili vicepresidenti di sua scelta (su cui dovrà comunque avere il placet di Grillo in chiave diarchia oltre che di Di Maio e di Fico in chiave poliarchia) e che potrebbe comprendere: Paola Taverna, Crimi e Bonafede. Pure Patuanelli (nonostante lo scontro con Conte sulla giustizia perché è stato tra i ministri che hanno obbedito a Grillo e ceduto a Draghi) è in pole position per questa carica e così, forse, Chiara Appendino, anche se lei è dubbiosa, entrerebbe nel terzetto dei vicepresidenti in quota Beppe. Quanto alla Raggi (sempre quota Beppe), se non arriva al ballottaggio nel voto a Roma e facilita la convergenza dei suoi elettori al secondo turno sul candidato Pd (ammesso che Gualtieri vada in finale), sarà premiata da Conte con un posto di vertice nel nuovo organigramma stellato.

I FAVORITI
Ma come in ogni partito tradizionale o neo-tradizionale, è il Cerchio Magico del capo quello che veramente decide tutto. Attirandosi ovviamente il dispetto di tutti gli altri. Nel Cerchio Magico dell'Avvocato, oltre a Casalino e a Bonafede (ma per quest'ultimo bisognerà vedere come si chiude la difficile contrattazione di Conte con Draghi sulla giustizia), potrebbero figurare alcuni nomi pesanti. Uno è sicuro. Si tratta del senatore Mario Turco, braccio destro di Conte e sinistra di Conte, sottosegretario alla presidenza del consiglio quando c'era Giuseppi a Palazzo Chigi, e filtro su tutto e nei riguardi di tutto dell'ex premier. Il suo vero consigliere pesante è lui: potrebbe essere il coordinatore del Comitato nazionale o comunque sarà un super-big da Cerchio Magico. Così come, figura ascoltatissima, l'ambasciatore Piero Benassi (già consigliere diplomatico di Conte a Palazzo Chigi) e poi Luca Di Donna (42 anni, professore di diritto privato e grande amico anche di Guido Alpa). Nel pantheon di Conte questa è la trinità, a prescindere dai ruoli ufficiali che Turco, Benassi e Di Donna avranno o non avranno.

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