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Elezioni, Conte: «Nel M5S non escludiamo dialogo con il Pd». Renzi: stop al veto Pd? Forse hanno fatto due conti

Le notizie della giornata politica in diretta

Giovedì 28 Luglio 2022
Elezioni, Salvini: «Lega affidabile per tutti». Berlusconi: «Anche Meloni può guidare il governo». Renzi: Giorgia va sconfitta sui contenuti

Verso le elezioni politiche, la diretta di oggi: cosa succede? Le dichiarazioni del leader del Pd, Enrico Letta , sull'assenza di veti per eventuali alleanze con Matteo Renzi ? «Il Pd in ​​queste settimane dicevaRenzi ci fa perdere voti, non lo vogliamo, evidentemente hanno fatto due conti e hanno cambiato idea. Dopodiché siamo in una situazione gravissima», dunque «prima decidiamo le cose da fare, poi vediamo le alleanze. La politica sembra impazzita, forse è il caldo». Così Matteo Renzi, ospite di Agorà. «Meloni va sconfitto sui contenuti, non sui fantasmi».

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Meloni: Italia guidata da FdI sarà affidabile all'estero

«Ribadiamo che saremo garanti, senza ambiguità, della collocazione italiana e dell'assoluto sostegno all'eroica battaglia del popolo ucraino. Posso dire che un'Italia guidata da Fratelli d'Italia e dal centrodestra sarà un'Italia affidabile sui tavoli internazionali». L'ha detto la presidente di FdI, Giorgia Meloni Direzione nazionale del suo partito in vista delle elezioni. 

«Letta ha detto che l'Italia dovrà scegliere tra lui e noi. È vero: noi vogliamo un ritorno del bipolarismo e questo confronto non ci spaventa. Quando la storia chiama bisogna rispondere e noi non ci siamo mai tiratI ​​indietro. Tanto meno lo fare adesso». 

Conte: non escludiamo dialogo con il Pd

«Non ho cercato questa situazione, non l'ho provocata. Mi assumo però tutte le responsabilità del fatto che l'agenda che noi dobbiamo portare avanti deve essere un'agenda sociale ed ecologica. E non abbiamo ricevuto risposte da nessuno, ma anzi abbiamo riscontrato un'indifferenza persino del Pd. Più che la larghezza del campo è importante la forza e la coerenza del programma. E la sua praticabilità. Un dialogo col Pd non lo escludiamo. Ci saranno le premesse solo se il Pd vorrà schierarsi a favore dei più deboli, del lavoro, dei più giovani, delle donne». Così il leader del M5S Giuseppe Conte circa il rapporto con il Pd in una intervista al giornale online Tpi.it.

«Il rischio di una vittoria netta del centrodestra non mi lascia affatto indifferente. Ma le politiche di destra vanno contrastate con politiche più efficaci e adeguate. Non opponendo una democrazia ingessata in cui viene impedita aprioristicamente l'alternanza. Il Pd è un partito molto strutturato. Quello che non ha funzionato è la diagnosi della gravità della situazione che sta attraversando il Paese e la necessità di reagire. Proprio su questo si è prodotta una progressiva divergenza di vedute», spiega il leader dei 5 Stelle. «Io ho sempre rispettato il prestigio del premier, ma ho anche ritenuto che per risolvere i problemi del Paese il prestigio di una singola persona non sia sufficiente. Mentre invece ho visto che il Pd si è affidato fideisticamente alla presunta agenda Draghi - accusa Conte - che però, almeno a noi, non è stata resa nota e che quindi non abbiamo potuto discutere. Con il Pd c'è stata un'esperienza concreta - il Conte 2 - che ha prodotto frutti positivi per il Paese, giudicata positivamente anche all'estero. Però quell'esperienza ha messo al centro la transizione ecologica, ha varato diverse misure nel segno dell'inclusione sociale, non lasciando indietro i più vulnerabili. Il Pd sembra aver accantonato quella esperienza rispetto a un indirizzo politico economico di segno diverso che Draghi ha deciso di perseguire». 

«Quello che ha creato anche una difficoltà di dialogo interno - prosegue Conte - è che il Pd non si è dimostrato, almeno in alcuni suoi componenti, convinto di poter difendere quel percorso e quelle misure: quello che io chiamo un'agenda sociale ed ecologica. C'è qualcosa di molto profondo su cui interrogarsi. Quella strada il Pd l'aveva abbracciata per opportunità del momento o per vera convinzione? Il Pd sulla transizione ecologica come la pensa veramente?». «Perché - afferma ancora il leader M5S - se dopo aver condiviso il mio progetto di Green Deal, se dopo avere con i suoi ministri - lo stesso Gualtieri - sbandierato di essere il Paese che più ha sostenuto in linea con la Von Der Leyen la transizione ecologica a livello europeo, e poi appena cambia il quadro politico l'ex ministro Gualtieri cancella tutto quello che ha detto e dichiara di voler fare un inceneritore, oppure si rendono disponibili di fare nuove trivellazioni nei nostri fondali marini, mi fa pensare che quei principi ecologici e dell'economia circolare erano stati solo occasionalmente sposati, ma non convintamente. Un omaggio alla moda del momento», aggiunge.

Il limite dei mandati

«Nelle prossime ore stiamo chiudendo questo aspetto» delle eventuali deroghe al limite dei mandati. Lo ha spiegato il leader del M5s Giuseppe Conte, ospite del canale Twitch di Ivan Grieco. «In ogni caso la valorizzazione dell'esperienza acquisita, delle esperienze maturate è nel dna del nuovo corso del Movimento 5 stelle», ha aggiunto l'ex premier, rivolgendosi poi «a chi ci ascolta: se ci sono giovani di buona volontà che ci vogliono dare una mano ne ha bisogno anche il Paese»

Salvini: io alleato affidabile

«Io sono un alleato affidabile per gli italiani, per la Meloni, per Berlusconi. La Lega guida tre quarti delle regioni italiane, più affidabili di così...». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ai microfoni di Radio24. «Fesserie, sono fesserie. Io ho lavorato e lavoro per la pace, contro una guerra che sta provocando morti e problemi economici per tutti». «La politica internazionale prescinde dai governi», noi siamo europeisti e atlantisti ma questo «non significa non voler buoni rapporti con Putin. La guerra prima o poi finirà e chi ha sbagliato pagherà».

«Giorgia Meloni, come Matteo Salvini, come tanti esponenti di Forza Italia e degli altri partiti della coalizione ha tutte le carte in regola e l'autorevolezza per guidare un governo di alto profilo, credibile nel mondo, saldamente legato all'Europa e all'Occidente. Di tutto questo è garanzia la nostra stessa presenza». Lo dice il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un'intervista al Quotidiano Nazionale. Il Cavaliere si dice soddisfatto dal vertice di ieri, «prima di tutto perché esce un centrodestra unito - rimarca - non sui posti ma sulle idee, sul programma, sui progetti per l'Italia e anche, ma questo è secondario, sui criteri per indicare il candidato premier. Abbiamo ancora molto lavoro da fare ma i presupposti sono ottimi». Quanto a Draghi, «se non lo stimassi non lo avrei collocato io, superando notevoli resistenze in Italia e in Europa, prima alla guida di Bankitalia e poi della Bce, e non l'avrei indicato per primo alla guida del governo di unità nazionale che è stato una nostra idea», rivendica.

«Il M5S era un Movimento che io avevo contribuito a costruire, a fondare, ma non lo è più, ormai è il partito di Conte in cui si litiga interamente e si decide in pochi». Così il ministro agli Affari Esteri Luigi Di Maio, ospite di Morning news, su Canale 5. «Io me ne sono andato dal M5S - aggiunge - che non è più il M5S, ci tengo a dirlo, perché stava mettendo in discussione le grandi alleanze storiche del nostro Paese».

Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA