Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Draghi avvisa i partiti: «Governo bellissimo, adesso barra dritta»

Il Cdm vara il maxi-decreto bollette. «Faremo tutto ciò che è necessario»

Venerdì 18 Febbraio 2022 di Francesco Malfetano
Draghi: «Visto che bravi ministri che ho? Il mandato del governo è conseguire risultati»

«Avete visto che bravi ministri che ho...È un bellissimo governo». È un Mario Draghi per niente abbattuto quello che si è presentato ieri in conferenza stampa dopo aver varato - all’unanimità - una serie di decreti su caro bollette, regole del Superbonus e aiuti al settore dell’auto. Con accanto i fedelissimi ministri Daniele Franco dell’Economia, Giancarlo Giorgetti dello Sviluppo economico e Roberto Cingolani della Transizione ecologica, il premier è apparso determinato più che provato dalle fibrillazioni che hanno fatto tremare la maggioranza giovedì. Tant’è che, tra l’input alla redazione di una «road map» per l’eliminazione delle restrizioni anti-Covid e qualche riflessione cauta sulla tensione Russia-Ucraina, il premier non abbassa affatto i toni dopo l’aut aut già consegnato ai capidelegazione («Così non si va avanti»): «Con il massimo rispetto ho detto le cose che ho detto ieri. Non può che essere così. Il governo e io abbiamo sempre offerto la massima disponibilità. Possiamo rivedere le modalità di confronto, ma teniamo dritta la barra del timone». 

I MESSAGGI

In altre parole il premier sottintende, senza neanche lasciare troppo all’immaginazione, che una fase così delicata non può essere soggetta alle sbandate politiche dei partiti. Poco importa se questi iniziano a sentirsi in clima elettorale. E lo ha fatto ribadendo l’intero messaggio già recapitato giovedì: «Ho semplicemente ricordato quello che è il mandato del governo, creato dal presidente della Repubblica, per affrontare certe emergenze e conseguire certi risultati». 

D’altro canto chi chiede rispetto e un nuovo cambio di metodo, ha spiegato, deve anche comportarsi con rispetto: «Per un cambio di metodo - ha evidenziato il premier individuando già i possibili nodi in arrivo, e cioè delega fiscale, concorrenza e codice - bisogna chiedere anche all’altra parte… Tutto quello che serve, il governo e io lo faremo». Un “whathever it takes” in salsa romana. Del resto rallentare proprio ora sarebbe un disastro. Si rischierebbe che le riforme richieste per accedere ai fondi del Pnrr (e soprattutto le numerose scadenze previste) non vengano portate a casa e, specie ora, che l’impatto del caro energia finisca per pesare su imprese e famiglie.

E così, dopo aver rimarcato anche l’arrivo di una stretta sul Superbonus con maxi multe e carcere per i tecnici che falsificano le asseverazioni, Draghi ha annunciato: «Interveniamo in maniera strutturale per aumentare la produzione di gas italiano e per velocizzare e semplificare l’installazione di impianti di energia rinnovabile». Come? Con un nuovo maxidecreto che arginando gli aumenti delle bollette non solo corre in soccorso degli enti locali o delle famiglie e sostiene il settore auto, ma - appunto - elabora anche una strategia energetica di più lungo termine, basata sul potenziamento delle rinnovabili da un lato e sull’aumento della produzione di gas nazionale dall’altro. Senza ricorrere però a nuove trivellazioni, che diventerebbero facilmente oggetto di un potenziale nuovo scontro politico. Il tutto mettendo in campo ben 8 miliardi di euro senza «nessuno scostamento di bilancio». La stanghetta del deficit per quest’anno rimarrà quindi fissa al 5,6% del Pil perché, per coprire in nuovi interventi, basteranno i margini di manovra aperti dal buon andamento dell’economia e delle entrate. Il governo, ha sottolineato infatti Daniele Franco, «una ripresa più accentuata».

L’obiettivo del resto è sempre lo stesso: «Rilanciare una crescita sostenuta, equa e sostenibile» ha spiegato ancora Draghi. Rimarcando però come sul mercato del lavoro ci siano già «buone notizie». Il numero degli occupati è cresciuto «fra gennaio e dicembre di oltre 650 mila unità e il tasso di occupazione è aumentato di 2,2 punti percentuali ritornando al livello di prima della pandemia». Con delle criticità «a cui ci siamo abituati e a cui non dobbiamo abituarci».

LE REAZIONI

Inevitabile qualche reazione alle parole del premier. E così se la Lega apprezza l’impegno sul fronte caro-bollette, il numero due di Forza Italia Antonio Tajani minimizza lo scontro («Qui stiamo parlando di emendamenti che non sono fondamentali per la tenuta del governo»), il capodelegazione M5s nel governo Stefano Patuanelli invece attacca: «Non c’è stata una strigliata da parte di Draghi, ma una presa di coscienza che il governo é qui per fare le cose». «L’esecutivo ha dato risposte concrete» esulta il presidente di Italia Viva Ettore Rosato. «Non è il momento delle divisioni ma della responsabilità» spinge invece Simona Malpezzi, presidente dei senatori dem.

Si stanziano «quasi 8 miliardi senza scostamento», grazie alla ripresa che nel 2021 è andata ben oltre le previsioni, sottolinea Draghi. Bisogna «proteggere famiglie e imprese» anche nel secondo trimestre dell'anno, con i prezzi di luce e gas ancora alle stelle, l'inflazione in salita e una fase di nuovo rallentamento dell'economia. E nel frattempo arrivano le prime «misure strutturali» per aumentare la produzione di gas italiano - senza nuove trivelle - e per spingere le rinnovabili. Con la fine dell'inverno poi, e se lo sforzo diplomatico per «portare tutte le parti allo stesso tavolo» consentirà di sventare il rischio guerra in Ucraina, il governo si aspetta «una ripresa più accentuata», ha sottolineato il ministro Daniele Franco. Ripresa che andrà accompagnata da misure per combattere «la precarietà» e superare le «criticità» di un mercato del lavoro che comunque è tornato «al livello di prima della pandemia». L'Italia, grazie «ai vaccini», è oramai quasi fuori dall'emergenza e «a giorni», assicura Draghi, arriverà una «road map» per uscire dalle restrizioni.

Video

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA