Asili nido in trincea, dilagano i contagi tra i più piccoli: «Situazione difficilissima»

Venerdì 21 Gennaio 2022
Asili nido in trincea, dilagano i contagi tra i più piccoli: «Situazione difficilissima»

INFANZIA
Non solo istituti comprensivi e scuole superiori, anche gli asili nido si trovano a fronteggiare una situazione al limite per la gestione dei contagi Covid tra i piccolissimi alunni. Nei sei nidi comunali, tre dei quali gestiti direttamente dal Comune e tre dati in affidamento ad Astrolabio, 7 bolle (ovvero le classi in cui sono divisi i bambini tra divezzi e lattanti), sono chiuse: «Una situazione che non abbiamo mai visto neanche nei periodi più bui del Covid spiega la responsabile Rosangela Cortesano questa variante colpisce proprio i più piccoli che non possono vaccinarci e, con tutte queste positività, organizzare tutto non è semplice». Alla Sibilla Aleramo, scuola chiusa dalla dirigente per l'alto numero di positivi, c'è una bolla in quarantena, così come al Trenino di Latina Scalo, al nido La Giostra di via Gran Sasso è stato necessario chiudere tutto, c'è un positivo in ognuna delle 3 bolle, 2 invece quelle chiuse all'Allegra Brigata in va Budapest. Funziona così: «La famiglia comunica direttamente all'asilo la positività, il quale riferisce a noi che a nostra volta compiliamo il modulo Scuole Covid e lo inviamo alla Asl. A questo punto l'Azienda ci comunica la durata della quarantena e noi provvediamo ad avvertire le famiglie. Stessa cosa succede per la prenotazione dei tampone. Ovvio che, con la mole di lavoro che la Asl si trova a gestire in questo ultimo periodo, ci sono ritardi». E nelle ultime settimane, in particolare dopo le vacanze di Natale, si è andati peggiorando, una buona notizia però c'è: «Nella maggior parte dei casi, i piccolini stanno bene e questo è un sollievo, possiamo dirlo», conclude Cortesano.
Nei privati la situazione è un po' diversa: «Siamo praticamente in autogestione spiega Francesca Moro dell'asilo Magiconido Ogni mattina siamo in ansia per quello che potrebbe accadere. Devo dire che noi siamo abbastanza fortunati su questo fronte, ma sono in contatto con gli altri colleghi e la cosa che posso dire è che sembra non se ne esca più, e le cose non migliorano, anzi». Nel caso di positività dunque le famiglie avvertono l'asilo e il referente Covid, che spesso è lo stesso titolare, prima di tutto mette in quarantena la classe e comunica il tutto alla Asl, ma qui iniziano i problemi: «Sono oberati di lavoro dunque spesso non rispondono. Ecco perché dico che siamo in autogestione. Significa che, anche senza provvedimento della Asl, dobbiamo comunicare alla famiglia l'inizio del provvedimento e la possibilità di rientrare solo con tampone e certificato del medico, ma ci prendiamo una responsabilità perché è un provvedimento che adottiamo direttamente noi. E le famiglie giustamente sono in difficoltà perché lasciare a casa un bambino di meno di tre anni, se non si ha la disponibilità di un aiuto, non è facile». A questo si aggiunge un ulteriore problema: «Se questi bambini, contatto di un positivo, non vengono segnalati alla Asl, di fatto non risultano in quarantena. Insomma un bel disastro. Forse si dovrebbero cambiare le regole e adottare gli stessi provvedimenti della Francia e della Germania oppure chiudere tutto per due settimane e cercare di frenare un po' questo aumento incontrollato dei contagi. Non so qual è la soluzione migliore conclude Moro ma certamente andare avanti così è impossibile».
Francesca Balestrieri
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